Stereotipi ancora da sconfiggere

Laura Onofri

In questi giorni due fatti hanno riproposto stereotipi che pensavamo, se non sconfitti, almeno non più dicibili da personaggi che ricoprono incarichi pubblici o che si candidano a farlo!

A più riprese e da più parti è stato detto a Giorgia Meloni che non dovrebbe partecipare alla corsa al Campidoglio, ma ritirarsi per “fare la mamma” a tempo pieno. Dichiarazioni che non possono che suscitare profonda indignazione. Ma che ci devono anche far riflettere.

Ancora oggi, per alcuni, la donna deve essere relegata al ruolo di madre e non ha possibilità di scelta. Non abbiamo lottato abbastanza per conquistarci la libertà di decidere del nostro destino, facendo scelte a volte faticose, a volte coraggiose nella piena consapevolezza che proprio sulla nostra diversità deve reggersi la piena parità?

Giorgia Meloni, come altre prima di lei, ha fatto una scelta coraggiosa, quella di candidarsi a sindaca di Roma, che non le impedirà di portare avanti con gioia e tranquillamente la sua maternità.

Quindi ci uniamo ai messaggi di solidarietà alla candidata sindaca,
e riteniamo che sia umiliante usare strumentalmente questi mezzi per scoraggiare la discesa in campo di un’avversaria politica.

La politica si occupi invece di favorire, in tutti i campi, modelli di conciliazione per la famiglia e di sensibilizzare le persone sul tema della condivisione, fra uomo e donna, del lavoro di cura familiare: questo permetterà scelte libere non solo in politica, ma anche nel mondo del lavoro.

Ancora forse più inquietante la vicenda che tocca Patrizia Bedori, candidata sindaca, che ora ha rinunciato alla corsa, del Movimento 5 stelle a Milano, che è stata fatta oggetto di apprezzamenti, pieni di stereotipi e pregiudizi sul suo aspetto fisico.

Dalla politica deve partire la difesa della parità, il rispetto di genere e la promozione dei diritti di tutte le persone nei diversi campi di attività, dal lavoro allo studio, dal tempo libero all’accesso ai servizi.
Commenti sull’aspetto fisico di donne che si dedicano alla politica, o che tendono a far loro pesare l’essere donna, costringendole con pressioni psicologiche a dover scegliere tra la maternità e la politica devono essere stigmatizzati e spero che proprio dalle donne parta una ferma condanna a queste affermazioni.

Le affermazioni diffuse in questi giorni sull’ex candidata Sindaca del Movimento Cinque Stelle a Milano, o sulla leader di Fratelli d’Italia, dimostrano che il riconoscimento del rispetto di genere in politica è un percorso ancora ben lontano da essere completato.

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