MAMME???

Laura Onofri

La maternità e ‘ di estremo interesse per  il nostro Comitato che  da qualche mese sta organizzando un’iniziativa sul tema  cercando di affrontarlo nei suoi vari aspetti, anche quello della non-maternità.

Questa nostra ricerca   vuole essere un tentativo di trattare il tema senza maternismo, cioè senza  la retorica che spesso lo ammanta,  e che considera le donne solo per la loro funzione riproduttiva e non come persone che possono scegliere o non scegliere di essere madri.

La maternità dunque non come un destino, ma come una  libera scelta non condizionata da stereotipi culturali e sociali.
E rispetto a questa scelta  è importante parlare  di assunzione condivisa di responsabilità, di cura e di implicazioni che si  possono avere nelle famiglie, in poche parole di genitorialità perchè  una famiglia non è tale se non è basata sulla condivisione dei ruoli.
Apprendere quindi che il Partito Democratico ha deciso di istituire un dipartimento “Mamme”, ci fa capire, ancora una volta, quale arretramento stiano subendo  i diritti delle donne.
Non e’ solo una questione formale,    il linguaggio e’ importante,  e parlare di mamme ci riporta indietro di decenni:
la legislazione degli anni ’70   infatti aveva  ridisegnato la figura paterna non più caratterizzata da autoritarismo e compiti esterni alla famiglia, ma da parità e collaborazione con la figura materna e piena partecipazione alla vita familiare, mentre le leggi precedenti si erano occupate prevalentemente della maternità e dell’infanzia.Insomma  parlare di mamme e relegare le donne solo , a quell’unica funzione,  indica un ritorno al passato, parlare di genitorialità  e di politiche per le famiglie invece, significa affermare con forza la parità anche in questo campo.

La prova che non sia solo una questione di linguaggio ma  di scelte politiche è che in favore della genitorialità sono state prese decisioni che non aiutano di certo la condivisione dei ruoli, come per esempio il congedo obbligatorio  di paternità , che prevede l’assenza dal lavoro per  due miseri  giorni, mentre non è stato proprogato per il 2017 il congedo facoltativo del padre.
La politica dovrebbe  guidare i processi sociali del Paese, anticipare e favorire i cambiamenti culturali,  ma  ancora una volta, purtroppo,  dobbiamo invece registrare che la società e’ molto più avanti della politica.

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