Le imprese che discriminano sopravvivono di meno

in.genere   2 ottobre 2017     – Andrea Weber, Christine Zulehner Maria Cristina Rossi

Le aziende che preferiscono assumere uomini hanno meno successo e sopravvivono meno, i risultati di una ricerca condotta sulle start-up austriache spiega perché

Un recente articolo pubblicato dal Journal of the European Economic Association mostra lucidamente come il processo concorrenziale possa aiutare a ridurre il grado di discriminazione e, di conseguenza, ad assumere più donne[1].

Una delle fonti di discriminazione risiede nei pregiudizi personali, come affermato dal premio Nobel Becker nel 1957. Le discriminazioni di genere ne sono un esempio, e hanno conseguenze ben note come il gap salariale e la presenza debole delle donne nel mercato del lavoro, specialmente a livelli alti.

Ci sono conseguenze nel perpetuare discriminazioni nelle politiche di assunzione o promozione discriminatorie? L’articolo mostra come il mercato sia un buon giudice in questo senso. Le imprese le cui decisioni sono guidate dai pregiudizi e perpetuano discriminazioni di genere, seppure (talvolta) inconsci, compiono scelte di fatto sub-ottimali rispetto a quelle potenziali, in quanto sottostimano la produttività femminile rispetto a quella maschile in modo non oggettivo. Come provarlo? Le imprese che discriminano sopravvivono di meno. La ricerca guarda alla durata media di un’impresa e al tasso di sopravvivenza collegandolo con le politiche di assunzione di donne.

Utilizzando un dataset amministrativo austriaco delle start-up dal 1976 al 2002, vengono isolate la performance di impresa in termini di durata sul mercato e le politiche di assunzione femminili.

Non viene osservato direttamente, in quanto non presente nel dataset, quanto le imprese siano discriminanti nelle loro preferenze, pertanto viene utilizzato il numero di impiegate donne come proxy.

Fonte: Weber and Zulehner, 2014 

La concorrenza, se davvero è tale e non un monopolio ammantato di libertà di entrata fittizia, è capace di generare l’equilibrio più efficiente. Quindi, l’assunzione discriminatoria di uomini porta con ogni probabilità, e seguendo la ferrea logica, a una performance minore.

L’analisi empirica è a supporto di questa tesi? I risultati mostrano che ciò accade in modo significativo, evidenziando che un management debole porta ad assunzioni meno bilanciate a priori, ma non senza conseguenze negative per l’azienda. Le imprese che mostrano una percentuale bassa di donne – il più basso quartile rispetto alla media dell’industria – mostrano di abbandonare il mercato diciotto mesi prima rispetto a chi assume donne nella norma.

Note

[1] Andrea Weber & Christine Zulehner, 2014. Competition And Gender Prejudice: Are Discriminatory Employers Doomed To Fail?Journal of the European Economic Association, European Economic Association, vol. 12(2), pages 492-521, 04

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