Il ruolo delle madri nel crescere uomini equi e solidali

Condividiamo questa interessante “Risposta del cuore” di Maria Corbi, osservando però che anche per quanto riguarda l’educazione dei figli e delle figlie la responsabilità dovrebbe essere condivisa fra entrambi i genitori.

Noi donne ci facciamo sempre carico di tutto, spesso colpevolizzandoci. Ecco vorremmo che anche rispetto all’educazione si imponesse l’idea che madri e padri concorrono in egual misura a crescere figli equi e responsabili e figlie forti e sicure di sè.

La Stampa 22 ottobre 2017    – Maria Corbi

Cara Maria,  

Ancora oggi non smetto di confrontarmi e scontrarmi con lui su tanti temi compreso quello sulla violenza contro le donne. È faticoso a volte, ma la riuscita dei nostri figli, la loro maturità, la loro solidità passa anche attraverso i nostri gesti, il rispetto che esigiamo dentro e fuori casa, la condivisione delle responsabilità che chiediamo ai loro padri. Allo stesso modo le madri delle femmine dovrebbero crescere figlie sicure di sé e consapevoli del proprio valore. Le bambine non devono essere perfette, belle e buone, ma persone istruite in grado di riconoscere e allontanarsi da un amore malato. Anche i padri hanno delle grandi responsabilità ma credo siano soprattutto le nostre azioni di madri e mogli a determinare il cambiamento. Quanto ne siamo consapevoli e quanto lo stiamo facendo?  
Tiziana Ferrario  

 Cara Tiziana, è un piacere rispondere al tema che sollevi e su cui tutte noi «allevatrici» di uomini dovremmo riflettere. In gioco c’è un futuro migliore per i nostri figli, maschi e femmine, in un mondo liberato dalla competizione di genere, dal sessismo, dall’ingiustizia «cromosomica», e soprattutto dalla violenza contro le donne, una follia che ormai ha la dimensione di una strage. I colpevoli sono maschi squilibrati, certamente, ma anche ineducati al loro ruolo in una società moderna. E le madri di questo devono assumersi parte della responsabilità.

Le storie che racconti nel tuo bellissimo libro «Orgoglio e Pregiudizi, il risveglio delle donne ai tempi di Trump» (Chiarelettere) possono insegnare ai maschi in formazione ad avere rispetto per le donne. E alle ragazze ad avere rispetto per se stesse e di farsi valere da subito, senza il «senso di colpa» di pretendere un ruolo e ruoli che la cultura maschile e maschilista ha sempre riservato all’altra metà del cielo. 

E quindi sì, credo che il ruolo di madre sia fondamentale per la costruzione di una società più equa. E anche più ricca. Nel tuo libro troviamo Janet Yellen, presidente della Federal Reserve secondo cui se negli Usa ci fossero più donne al lavoro il Pil aumenterebbe del 5 per cento.

Affrontare questi temi con i propri figli, uomini del domani, è fondamentale, come lo è l’esempio. Crescere con una madre che lavora, che si batte per i propri diritti, che pretende rispetto sia in casa che fuori, che esige il giusto compenso, che non si immola come un bonzo cercando di fare tutto da sola – casa, lavoro, figli, nonni, animali… – che si oppone alla violenza è sicuramente «la cura» utile a crescere uomini «equi e solidali» senza la frustrazione e la crisi di identità dovuta alla perdita del ruolo dominante. E insieme all’esempio occorre non stancarsi mai di inoculare dosi quotidiane di principi: uguaglianza, rispetto di sé e dell’altro, accoglienza, parità tra i sessi, non violenza, dialogo, libertà. Io non smetto mai di farlo, anche se so di essere noiosa («a ma’ quanto rompi…»). Purtroppo sono ancora troppe le madri disattente, o disinteressate, o anche renitenti all’educazione egualitaria. E quando poi appoggiano il modello sociale arcaico che consegna agli uomini il ruolo dominante e alle femmine quello di compagne, allora il danno è sicuro. 

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