CASO MORELLI ALLE IENE

Le commissioni per la Parità di Regioni e Province Autonome italiane denunciano il servizio tv all’AGCOM.

In una segnalazione scritta, inviata all’ indomani dell’intervista a Raffaele Morelli trasmessa da Le Iene su Italia1, la Conferenza delle presidenti degli Organismi Pari Opportunità regionali chiede all’Autorità nazionale per le telecomunicazioni di procedere con le sanzioni previste dalla legge contro i responsabili del servizio televisivo. «Denunciamo – spiega la coordinatrice nazionale e presidente della Commissione Parità dell’Emilia-Romagna Roberta Mori – il fatto di aver dato spazio e risonanza ad affermazioni gravi e diffamanti dell’onorabilità femminile, in particolare quando il noto psichiatra afferma che “in ogni donna è presente una prostituta” e quando suggerisce alle donne che hanno subito la violenza di non raccontarlo.»


Secondo le presidenti, le parole di Morelli pronunciate in quel contesto sono «abominevoli e irricevibili» in quanto «generano consenso attorno ad uno stereotipo insulso e retrivo che alimenta un immaginario collettivo distorto di donne oggetto, le quali alla fine non sono mai solo vittime ma anche un po’ complici delle violenze subite, perché in ogni donna vi sarebbe l’istinto alla mercificazione del proprio corpo».
«Anche qualora fosse una boutade mediatica – sottolinea la presidente Mori – costruita per cavalcare l’onda degli scandali sessuali nel mondo dello spettacolo, resta inaccettabile».
Come denunciato all’Agcom e al Consiglio nazionale dell’Ordine Psicologi, la Conferenza delle presidenti degli Organismi Pari Opportunità regionali ritiene che vadano censurate le dichiarazioni diffuse e sanzionati i soggetti responsabili della loro diffusione. «Ciò per impedire il perpetuarsi di una cultura patriarcale, ove lo stupro, le violenze e le molestie sulle donne trovino sponda nei media italiani attraverso grottesche ricostruzioni» – conclude Roberta Mori

 

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