L’appello di Boldrini “La Casa delle donne simbolo da difendere”

La Repubblica 10 novembre 2017   –  ALESSANDRA PAOLINI
La  presidente della Camera sul caso del palazzo di via della Lungara: “Auspico un accordo”
L’appello di Boldrini “La Casa delle donne simbolo da difendere”
La Casa delle donne, un simbolo. E in quanto tale va salvato. Laura Boldrini lo dice con convinzione. E lo dice dopo aver presentato il libro di Massimigliano Smeriglio “Per quieto vivere” nell’aula magna di Roma Tre, romanzo che intreccia la Roma della Liberazione nel ‘44 e le storie tormentate e di solitudine all’interno di un condominio a sud della città. «Pagine dove le donne sono toste», racconta la presidente della Camera. Come “tosta” deve essere la presa di posizione che eviti lo sfratto della sede di tante lotte femministe qui in via della Lungara, nel cuore di Trastevere. L’associazione deve al Comune più di 800 mila euro di affitto e ora l’amministrazione della prima sindaca donna a Roma, Virginia Raggi, li rivuole indietro.
Altrimenti, si sbaracca. «La casa di via della Lungara è un luogo storico – spiega la Boldrini – con un peso simbolico nel percorso che le donne hanno fatto in questi anni; quindi non è solo un luogo per Roma ma va oltre… e credo serva trovare una soluzione. Capisco che ci sono dei problemi ma quando c’è un luogo simbolo è giusto metterci una dose in più di negoziato per trovare una soluzione. Quindi, mi auguro si possa arrivare a un accordo per evitare lo sfratto».

Poi, la presidente della Camera ritorna sul titolo del libro. «”Per quieto vivere” vale la pena subire?», chiede a una platea fatta di politici (Smeriglio è il vicepresidente della Regione Lazio) e di tanti, tantissimi studenti. «Nella piramide dell’odio che sul web dilaga, ma che è anche fuori della Rete – continua – al primo posto ci sono proprio le donne, oltre ai migranti e agli omosessuali. Odio che diventa una montagna di sconcio sessista se le donne hanno un ruolo, se hanno le loro idee».
Inevitabile, a questo punto, non tornare indietro con la memoria all’estate. «Io il 14 agosto – racconta – ho deciso di dire basta a questo “far-web”. L’ho fatto denunciando gli insulti che ricevo perché la piramide dell’odio su internet si estende, si insinua, si allarga. E io non potevo andare nelle scuole e spronare i ragazzi a ribellarsi e a denunciare i casi di bullismo, se io per prima non reagivo, non rialzavo la testa».
E rivolgendosi agli universitari in sala: «Le fake news sono una minaccia per chi vorrebbe informazioni corrette. Chi è la mente che produce tutto questo? Persone che vogliono guadagnare economicamente perché una falsa notizia è condivisa, vista, cliccata. E persone che come obiettivo hanno quello di screditare l’avversario politico ».
Bisogna lavorare molto per riportare credibilità nella rete. «Anche per questo motivo ho voluto fortemente una Commissione che si occupasse di fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia e razzismo – racconta – Dedicandola a Jo Cox, la giovane deputata britannica che il 16 giugno 2016, venne uccisa proprio dall’odio politico».
Intanto, a fine serata la posizione del Comune sull’affaire di via della Lungara si ammorbidisce. A parlare è dell’assessore al Patrimonio Rosalba Castiglione: «Non c’è nessuno sfratto in corso per il Consorzio Casa Internazionale delle Donne. Incontrerò le rappresentanti e confidiamo che il debito possa essere sanato». Spiega: «Il Consorzio beneficia di un canone agevolato, abbattuto del 90% rispetto al valore di mercato, proprio in ragione della valenza sociale. Nonostante ciò, il debito accumulato è molto consistente. Auspichiamo che le attività possano continuare in coerenza con l’interesse dei cittadini e mai sulle loro spalle”

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