Torino: svolta all’università, congedo parentale allo studente che diventa papà

La Repubblica      16 febbraio 2018                   Jacopo Ricca

Riconosciuta la parità di genere: tasse sospese per un anno

Gli universitari che diventano padri potranno chiedere il congedo come le loro colleghe donne. Svolta nella lotta per la parità di genere all’Università di Torino dove anche gli studenti padri potranno sospendere la loro carriera accademica senza pagare le tasse per un anno. La novità è prevista dal nuovo regolamento votato dall’ateneo di via Verdi che cerca di avere un linguaggio non discriminatorio: “Ci piace sottolineare questa cosa perché, oltre a essere un adeguamento formale, si combina anche con un cambiamento sostanziale – spiega il portavoce di Studenti Indipendenti, Federico Salvatore –

D’ora in poi anche gli studenti padri e non solo le studentesse madri potranno richiedere lo stesso trattamento e contribuire all’accudimento dei figli”.
I rappresentanti degli studenti hanno incontrato il favore e il sostegno anche dei vertici dell’ateneo in questa richiesta: “Si tratta di un percorso che abbiamo iniziato da tempo e che punta ad affrontare la questione di genere con interventi sia formali che pratici – spiega la prorettrice Elisabetta Barberis – Un paio d’anni fa avevamo dato questa facoltà alle nostre studentesse e ora siamo riusciti a estenderla anche agli uomini. È un intervento modellato su quello che spetta ai lavoratori e alle lavoratrici, ovviamente le donne possono usufruirne anche durante la gravidanza, mentre per gli studenti maschi vale dopo la nascita del figlio. In quel periodo gli universitari non pagano le tasse, ma per un certo lasso di tempo possono continuare a sostenere gli esami”. Si tratta di cifre importanti che verranno risparmiate: “Non sarà più necessario interrompere la carriera per 2 anni pagando 400 euro al momento della riattivazione” esultano quelli di Studenti Indipendenti. La deroga è valida anche per chi decide di partecipare al servizio civile o in caso di gravi infermità.
Il cambiamento riguarda anche il linguaggio con cui è scritto il regolamento: “Questo è un lavoro che stiamo portando avanti con gli uffici dell’ateneo per adeguare alla parità di genere tutti i testi, tenendo conto delle specificità e degli orientamenti di studenti e lavoratori – continua Barberis – Dove possibile per non appesantire i testi si usa un linguaggio neutro”.
Non è l’unica novità prevista dal nuovo regolamento carriere. Sarà possibile infatti fare esami per più di 80 crediti ogni anno, mentre prima c’era questo tetto massimo e poi fare esami extra per altri 60 crediti durante la triennale, 40 durante la magistrale e addirittura 100 per quelle a ciclo unico: “Le esigenze degli studenti sono molto diverse tra loro, ma se uno vuole finire prima, fare esami in più per conseguire poi un’altra laurea o avere la possibilità di iscriversi a più classi di insegnamento nella scuola secondaria perché impedirglielo? – ragiona Barberis – Noi vogliamo favorire chi può e ha voglia di studiare, questo forse se si guarda la cosa da un mero punto di vista finanziario vuol dire incassare meno, ma come ateneo noi puntiamo a sostenere lo studio e gli studenti”.

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