Le competenze per i CDA e le posizioni apicali ci sono: basta cercarle!

 Laura Onofri

Leggendo il sottotitolo dell’articolo  dell’11 aprile su La Repubblica (edizione di Torino sul caso Finpiemonte,) si rimane perplessi dalle dichiarazioni del Vice Presidente della Regione Reschigna:

 “Reschigna punta il dito contro il sistema “lacunoso di controlli” e la difficoltà di trovare manager competenti”

Stupisce  questa difficoltà perchè in Piemonte non mancano uomini e donne competenti, con esperienza e preparati, forse basta cercarli con logiche più indirizzate al merito che alle appartenenze politiche.

E proprio rispetto alle donne, vorrei ricordare ad Aldo Reschigna che c’è un Tavolo, di cui la Regione è uno dei soggetti promotori, che si chiama “Più donne nei CDA” creato dopo l’approvazione della Legge Golfo Mosca che promuove la rappresentanza femminile nei board delle società partecipate e nelle aziende quotate in borsa. Questo tavolo ha organizzato un data base in cui sono raccolti curricula di donne competenti, con esperienza e preparate: purtroppo è pochissimo utilizzato per reclutare candidate da nominare nei Consigli di amministrazione.

Ricordo che  avere più donne ai vertici  aumenta le performance aziendali. Non lo dicono le vetero femministe…ma uno studio del Fondo Monetario europeo che quantifica l’impatto positivo di una dirigenza femminile, prendendo in esame due milioni di aziende in Europa;

o che aumenta il livello di istruzione di tutti i membri dei Consigli di Amministrazione e riduce l’età (studio “Gender Quotas: Challenging the Boards,Performance, and the StockMarket” Ferrari, Ferraro, Profeta e Pronzato)

o che produce nei boards bancari un effetto migliorativo sulla qualità del credito e, in maniera meno robusta, anche sulla redditività, vedi pubblicazione della Banca d’Italia.

Non ultimo, e riallacciandomi al tema dell’articolo è ormai verificato che le donne in posizioni apicali, in qualunque contesto, hanno normalmente una gestione più corretta e trasparente, forse perchè da meno tempo abituate a gestire il potere.

Spero quindi che la politica sfrutti meglio e con maggiore partecipazione queste opportunità : amministrare bene la cosa pubblica è  sempre stato importante, forse oggi è un obbligo ancora più stringente se vogliamo salvare quel che rimane di un rapporto lacerato tra i cittadini e le cittadine e le istituzioni.

 

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