#FORZARAGAZZE AL LAVORO

Laura Onofri

Chi, se non Laura Boldrini, da sempre appassionata e impegnata per la difesa dei nostri diritti , poteva pensare, in questo momento,  di chiamare a raccolta tutte le donne per affrontare  e contrastare il  momento preoccupante che sta vivendo il nostro Paese: un conservatorismo che rischia di calpestare la dignità umana annullando ogni conquista civile,  una superficialità con cui spesso vediamo   viene affronta, quando viene affrontata,  la questione femminile,  perché molto spesso la stessa viene ignorata per poi riaffiorare in tempo di campagne elettorali dove serve riempirsi la bocca di parità e pari opportunità.

Laura Boldrini ha pensato di partire proprio da Torino con il suo progetto  “#Forzaragazze al lavoro”, dedicato a Valeria Solesin,  borsista italiana alla Sorbona, uccisa nell’attentato al Bataclan  e che aveva pubblicato con questo titolo un articolo sulla situazione delle donne madri lavoratrici in Italia e in Francia e che porterà in molte Città di tutto il Paese.

Ieri quindi a Torino, organizzato da SeNonOraQuando?Torino, si è svolto il primo incontro   con oltre trenta associazioni e organismi di parità  e  circa 80 donne che hanno accolto con molto entusiasmo l’invito, non solo,  a confrontarsi   su una proposta di legge che Boldrini sta per presentare alla Camera e che prevede misure per l’incremento dell’occupazione e l’imprenditoria femminile, ma anche a ragionare  sul cammino da percorrere per  far fronte a questo nuovo oscurantismo, per difendere leggi come la 194, per contrastare le molestie sessuali, la disparità salariale, la violenza domestica,  per cambiare una cultura ancora troppo spesso maschilista e non paritaria.  

E’ stata una mattinata coinvolgente ed emozionante: Laura Boldrini ci ha trasmesso una energia contagiosa. La sua forza e la sua passione,  hanno scosso tutte noi: davvero dobbiamo ripartire unite con una grande determinazione  per dare nuovo impulso  agli obiettivi del  movimento femminista, che  è stata la più grande rivoluzione del 900, non solo per le conquiste straordinarie ottenute, ma per l’evoluzione del pensiero e per quell’importante bagaglio culturale su cui esso ha affondato le sue radici: diritti,  parità, solidarietà, dignità umana,   sta portando avanti da oltre 50 anni.

Gli importanti interventi di singole donne o rappresentanti di associazioni che hanno fatto la storia femminista a Torino (come la Casa delle Donne, Almaterra, SeNonOraQuando?Torino, Donne per la difesa della società civile e tante altre)  hanno tutte rimarcato e sottolineato l’importanza di ripartire insieme, unite con grande fermezza:  arrivare ad una parità sostanziale fra i generi,   concreta, reale e  non solo codificata, normata e quindi ad un cambiamento culturale profondo non è un’utopia, ma per compiersi ha bisogno dell’apporto e del coinvolgimento di tutte. Troppo spesso ce lo siamo dimenticate e siamo andate sole per la nostra strada disperdendo il grande patrimonio  che il movimento delle donne ha, ma che,  in troppe occasioni,  abbiamo visto disperdersi in mille rivoli.

Pur considerando assolutamente importante che  le  specificità e le peculiarità di ogni associazione, di ogni gruppo o movimento vengano preservate e curate,  perchè sono il  frutto di storie, battaglie e radici antiche, io credo che la sfida che Laura Boldrini ha lanciato,  deve essere raccolta e  fatta tutte insieme, se vogliamo davvero incidere nella politica e nelle sorti di questo Paese con le nostre idee e le nostre battaglie.

 

Credo anche che se vogliamo cambiare radicalmente dobbiamo osare di più,   non dobbiamo rimanere imprigionate dal politicamente corretto perché questo non schierarci, non prendere una posizione politica ha ridotto tutto quello che ruota attorno alla questione femminile ad un fenomeno di tendenza, fenomeno spesso usato e strumentalizzato per avere consenso.

Abbiamo rivendicato e continuiamo a rivendicare una democrazia paritaria, ma non è più sufficiente,(ora che sembra che questo principio sia stato accettato, anche se non sicuramente compiuto),  la sola presenza delle donne per rendere questo Paese più paritario certamente non basta!

Le  donne che ci rappresentano nelle istituzioni  devono essere   libere e indipendenti,  devono portare  una visione in cui la differenza femminile sia un valore a cui ispirarsi, un valore rivoluzionario in una politica in cui il potere è  stato detenuto sempre e solo dagli uomini e in cui le donne sono, spesso,  pedine da collocare per salvare le apparenze.

Le  donne che ci rappresentano nelle istituzioni devono essere nostre interlocutrici perché pensiamo che la politica si debba confrontare sulle idee, sui progetti e che debba ascoltare chi ha competenze, passione, consapevolezza e da anni le mette a disposizione della società.

Troppo spesso ciò non è avvenuto e non avviene e quindi io credo che questo incontro con Laura Boldrini, debba essere salutato con grande entusiasmo e  debba essere solo l’inizio di un  dialogo costante all’interno del movimento. Noi sicuramente  ci adopereremo perchè ciò avvenga.

Intanto #Forzaragazze al lavoro!  perché fa fare ce n’è ancora tanto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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