Sole, cuore, amore di Daniele Vicari al Polo del 900

Martedì 29 maggio ore 19:30           Sala ‘900 – Polo del ‘900 via del Carmine 14 Torino

La Fondazione Vera Nocentini e l’associazione SeNonOraQuando?Torino sono liete di invitarvi alla proiezione del film:

Sole, cuore, amore

di Daniele Vicari

(113′, Italia 2016)

Intervengono:

Marcella Filippa Fondazione Vera Nocentini

Stefania Graziani e Laura Onofri associazione SeNonOraQuando?Torino

Ingresso libero sino ad esaurimento posti (è consigliata la prenotazione scrivendo a senonoraquando.torino@hotmail.it)

Sole, cuore, amore  è l’esempio di come un film possa narrare la condizione di parte del mondo del lavoro oggi, più di molti convegni o studi sociologici.

Il film di Daniele Vicari,  astro del nuovo realismo italiano con due  straordinarie protagoniste: Isabella Ragonese  indimenticabile con il  suo cappottino rosso  interpreta Eli  ed  Eva Grieco, che presta  il suo volto e la sua arte di danzatrice (lo è nella vita reale)  al personaggio  di Vale, che sembra forse il più lontano, più in secondo piano, ma che dà molta forza al film, ci riesce appieno.

La storia è purtroppo  una delle tante storie vere di questo nostro Paese dove di lavoro,  ce n’è poco  e quindi quando c’è, sei costretta a fare i salti mortali per tenerlo:  Eli  si alza alle 4,30 del mattino,  da Nettuno va a Roma a lavorare in un bar e torna sfinita a casa  la sera appena il tempo per salutare i 4 figli che sono già a letto e cenare con il marito disoccupato.

Ma questa sua vita, così faticosa e limitata non le impedisce di essere solare, altruista e generosa e farsi carico anche dei problemi degli altri: l’amica d’infanzia,  la collega di lavoro, non rancorosa ma comprensiva con il marito che cerca un lavoro ma non lo trova.

Questo spaccato di umanità, in un mondo del lavoro spesso disumano, colpisce e fa riflettere e come dice il produttore Domenico Procacci: La storia è possibile, tanto possibile che è accaduta più di una volta, pertanto andava raccontata. In Italia si tende a non voler vedere, ad andare al cinema per distrarsi. Invece questa storia va raccontata, perché accade ogni giorno e penso che lo spettatore dovrebbe farsi anche il regalo di riflettere guardando un film”.

Capire e riflettere che le tutele  dei lavoratori si stanno assottigliando e stiamo assistendo ad un’erosione dei diritti che spesso viene mistificata come la risposta alla crisi economica e  che l’accettazione di questa situazione non è dovuta alla mancanza di consapevolezza ma dell’impossibilità a ribellarsi  e come dice Daniele Vicari “…..Nel film, Eli non vede la possibilità di ribellarsi perché ha il problema di portare a casa lo stipendio. E sa che se si ribellasse, perderebbe anche l’unica possibilità che ha”.

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