Che libro metto in valigia?

Anche quest’anno  abbiamo pensato  di riproporre questa rubrica di consigli di lettura, perchè si sa l’estate è il periodo in cui si legge di più. Un buon libro è un compagno di viaggio ideale.

Ogni settimana pubblicheremo i consigli di amiche e amici  esperte/i  o accaniti/e  lettori  e lettrici di libri scritti da donne o che trattano di questioni femminili.

Chi ha voglia di inviarci i suoi suggerimenti con un piccolo commento sul perchè consiglia quel libro ci  mandi una mail a  senonoraquando.torino@hotmail.it  : pubblicheremo i più interessanti.

Inizio io con qualche suggerimento:

Non posso non iniziare con due libri di due amiche:

TANGO ROSSO  di Maria Antonietta Macciocu – Golem Edizioni

Tango Rosso è la storia di un profondo legame di dipendenza psicologica, percepito come intensità dell’amore e rappresentato come causa ed effetto di ogni scelta della protagonista Giulia.  Di una passione tra un uomo e una donna che si alimenta per vent’anni di tenerezze e di grandi promesse, di speranze e di illusioni, prima di precipitare nella paura e nel dramma. Di un sogno da romanzo rosa che si sgretola negli anni, passando dall’incantesimo di una felicità da fiaba alla rinuncia di sé, all’isolamento, al controllo, fino a scivolare nella violenza e nella disperazione. Della difficoltà di Giulia a separarsi dalle illusioni, a districarsi dal groviglio dei sentimenti che le impedisce di riconoscere ed ammettere una realtà diversa, di fuggire da una dimensione capovolta rispetto a quella in cui ha creduto, per quanto penosa sia diventata. Perché niente, dentro, è chiaro e netto come dovrebbe. Dell’incontro con donne di differenti femminilità, talvolta impreviste. Della salvezza in un atto istintivo che, quando arriverà, sarà anomalo e spiazzante, fuori da cliché di modelli esemplari. Dello strazio che rimane dentro, forse per sempre.

Il libro è corredato dalle splendide illustrazioni di Albertina Bollati e da una mia postfazioneLe figlie dei militari – Una scuola nuova per le donne della nuova Italia  di Cinzia Ballesio- Neos ed.

La pubblicazione racconta delle quasi ottomila allieve “grandi, mezzane e piccolacce” e circa settecento donne tra personale direttivo, insegnanti e assistenti, le “Si” e le “Sa”, come venivano chiamate in base all’età e all’importanza del ruolo, che hanno attraversato la storia dell’istituto, le cui vicende integrano la comprensione e la ricostruzione della vita del collegio e offrono spunti interessanti per una lettura della realtà femminile del periodo.
La nascita dell’Istituto nazionale per le Figlie dei Militari di Torino è da collocarsi in un contesto di grande fermento ideologico e politico, dove le donne, con posizioni e atteggiamenti differenti e talvolta contrapposti, iniziano un percorso di ridefinizione della loro identità e di emancipazione che, in questo particolare momento della storia italiana, diventa uno dei possibili punti di forza dell’unità nazionale.
L’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari, istituzione scolastica nata nel fertile contesto culturale della Torino post-unitaria, è stata un’eccellenza fra i collegi femminili italiani, ed è legata inoltre a uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia della città, la Villa della Regina, dove la sua sede principale rimarrà fissa dal 1869 fino ai bombardamenti del 1942.
Nata dall’iniziativa della marchesa Maria Luisa del Carretto, l’idea dell’Istituto per le Figlie dei Militari viene sostenuta da una serie di personaggi di spicco del periodo, tra cui quel Massimo d’Azeglio a cui è attribuita la frase “fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”. E proprio per “fare” i futuri italiani e dar loro “degne madri”, si vuole creare una “scuola di civile e morale educazione per le venture generazioni”.
Cinzia Ballesio, con sensibilità storica, restituisce un quadro a tinte vive di questa importante istituzione, ricostruito sulla base di una ricca quanto dispersiva documentazione archivistica, integrata con le testimonianze delle ex allieve intervistate, dove la memoria si mescola con i fatti, creando storie nella Storia: donne, scuola e società, un fitto intreccio in un universo ricchissimo e poco indagato.
Inoltre vi segnalo due libri che presenteremo quest’autunno:
SENTIRE E PENSARE di Barbara Mapelli   ed.ETS
Il discorso sull’amore rivela subito una impossibilità, di cui però occorre prendersi cura, poiché, nel farlo, ci prendiamo cura di noi, del nostro sentire e pensare, della complessità con la quale l’amore entra nelle nostre biografie. Occorre rendersi liberi e libere o almeno critici rispetto a quanto le diverse discipline raccontano sull’amore e piuttosto vagare tra le varie interpretazioni e storie, mantenendo la propria di storia come riferimento continuo, per esigere, innanzitutto da sé, una ricerca di rigore, che non significhi avere come obiettivo la verità, ma il suo inseguimento continuo, ben sapendo che a lei non si arriverà mai. Cerchiamo allora di apprendere una virtù che vogliamo riconoscere nell’amore e all’amore, l’ironia, la garante – con le altre virtù di cui qui discutiamo – di questa ricerca continua e rigorosa, che dell’ironia deve mantenere la leggerezza per proseguire sapendo che una fine, alla nostra indagine, non ci sarà mai. Ma si va avanti poiché ne va del significato dell’essere e divenire soggetti e si tratta quindi  di affrontare il discorso sull’amore sapendo che è la prima e ineludibile mossa educativa.
LA PROMESSA DEL TRAMONTO di Nicoletta Sipos   Garzanti Editore
Una storia in cui la speranza vince sull’odio
Una storia in cui l’amore vince sui pregiudizi
Una storia in cui una promessa vince sul destino

Si dice che l’amore superi ogni ostacolo. Per Tibor, giovane medico ebreo in fuga, è questa l’unica speranza a cui aggrapparsi. Tibor ha passato la sua vita scappando. Prima dalle leggi razziali dell’Italia fascista e dai campi di lavoro della seconda guerra mondiale. Poi dall’odio strisciante dell’Ungheria del 1951, in cui imperversa la dittatura stalinista. Un regime che un uomo come lui non può accettare. La sua colpa è sempre stata una sola: quella di esistere. E adesso che è nascosto in un ripostiglio buio di una nave che dovrebbe portarlo verso la libertà, la luce che illumina il suo cammino è lei. Sara. La donna per cui ha rischiato tutto. La donna che ha cambiato la sua esistenza con uno sguardo. La donna che lo aspetta, già in salvo, in Italia. La guerra e la famiglia di Sara, che non credeva nella forza dei loro sentimenti, hanno provato a dividerli. Ma nessuno è riuscito a spezzare il legame che li unisce, e ora Tibor sta cercando di raggiungerla. Vuole costruire, per loro e i loro figli, un futuro migliore. Perché Tibor e Sara si sono scambiati una promessa: la promessa di riconquistare, nonostante tutto, la felicità che si meritano. La felicità che si meritano i loro figli. Insieme hanno combattuto. Hanno sfidato la violenza e l’orrore. Hanno superato notti infinite e pericolose. Ma non hanno mai dimenticato chi sono. E hanno capito che, finché saranno una cosa sola, nessuno potrà togliere loro la dignità e il coraggio. Nicoletta Sipos ha scritto un romanzo potente e memorabile, intenso e commovente. La storia vera di un uomo e di una donna capaci di lottare anche quando tutto sembra perduto. Fino all’ultimo respiro. Anche se fa paura. Perché se si è in due nulla è impossibile.

 LAURA ONOFRI

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