Anche un’informazione scorretta non aiuta a risolvere i problemi

Laura Onofri

Fare buon giornalismo significa innanzitutto dare un’informazione corretta.

Certamente non è il caso dell’articolo di Emanuela Valente dal titolo “Violenza domestica, il «kit della fuggiasca» che non risolve i problemi”  pubblicato ieri sulla 27 ora del  “Corriere della sera” pieno di inesattezze (basta poco per documentarsi…), facile ironia e stereotipi che nell’informazione non vanno mai bene, ma ancor  di più quando si tratta di un tema delicato come la violenza contro le donne.

Prima inesattezza: il Consiglio Regionale del Piemonte non ha  “scelto la via del gadget: una valigia con tutto l’occorrente in omaggio alle donne che decidono di «non tornare più a casa” e non ha utilizzato “fondi pubblici per l’acquisto di canottiere e dischetti di cotone”.

L’iniziativa, che piaccia o meno,  è stata voluta e finanziata dal Soroptimist locale  che, essendo un’associazione privata,  non spende quindi soldi pubblici, ma fondi  raccolti nell’ambito della sua associazione e li destina come meglio crede.

Per quanto riguarda  la Polizia di Stato, quella  municipale e i Carabinieri del nostro territorio,   inviterei la giornalista, prima di generalizzare e semplificare sugli atteggiamenti che le  Forze dell’ordine hanno  nei confronti delle donne vittime di violenza quando si presentano a sporgere denuncia, di venire a verificare come effettivamente lavorano, quanta delicatezza usano nell’approccio,  di quali strumenti si sono dotati (per esempio la stanza, presente in molti commissariati,   dove le donne possono sporgere denuncia, allestita con tecnologie per registrare la testimonianza su supporti validi ad  evitare alla donna di dover rivivere tantissime volte la violenza subita)

Da anni, in tutta Italia si sta formando personale specializzato  che con sensibilità e competenza aiuta le donne in un momento che è considerato fra i più dolorosi e critici per una donna maltrattata: quello delle denuncia!

Ignorarlo non aiuta le donne che invece devono sapere che  nella maggior parte dei casi, trovano personale attento e formato che le accompagna nel percorso di uscita dalla violenza. Con questo è innegabile che,  in alcune realtà, ci sono ancora agenti  che minimizzano  la violenza e invitano le donne a tornare a casa e fare finta di niente: ma perchè generalizzare e ridicolizzare in questo modo le Forze dell’Ordine che invece hanno dato prova in molti casi di essere un’ancora di salvezza per le donne maltrattate e hanno e continuano ad avere un ruolo importante sia per la prevenzione che per la sensibilizzazione al tema con campagne informative ad ampio raggio.

La stessa ironia  si percepisce quando  scrive  “Intanto siete a posto per tre notti e, a quanto scrivono i giornali, sarete anche ospitate in un non meglio specificato albergo”

Fortunatamente nella nostra Regione i Centri antiviolenza esistono ed anche le Case rifugio dove le donne possono trovare accoglienza nell’emergenza ed iniziare un percorso di uscita dalla violenza.

Abbiamo una Legge, sostenuta dai Fondi  del   Piano triennale, (ancora magari non completamente sufficienti e che dovrebbero essere aumentati) che dà risposte concrete  e a 360 gradi si occupa di tutti gli ambiti in cui è importante agire per il contrasto alla violenza sulle donne.

Siamo ben consapevoli e continuiamo  a lottare perchè sia il violento, il maltrattante ad essere allontanato dall’abitazione ( come peraltro prevede la  legge  n.154/2001 )  questa sicuramente è la strada, ma sappiamo anche bene che solo al giudice  compete il potere di allontanamento e per farlo deve avere delle prove ed esperire indagini.  In alcuni casi può essere opportuno, o addirittura indispensabile per una donna allontanarsi subito dal partner violento, e a volte la decisione viene presa improvvisamente e neanche  si ha il tempo o non ci sono le condizioni per   rientrare a casa.  Allora non mi sembra così eccentrica l’idea di fornire un Kit per far sì che le donne  non debbano occuparsi anche di certi aspetti pratici, in un momento in cui forse non si ha la testa per pensare a  niente.

La giornalista scrive: “Ci sono molti modi per affrontare la violenza domestica” Certo. E ci sono anche molti modi per fare un’informazione corretta e che aiuti le donne.

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