Conferenza AIDS 2018

Quotidiano.sanità  28 luglio 2018

Conferenza AIDS 2018. Allarme sulla politica di Trump del “bavaglio globale” che blocca i finanziamenti per l’assistenza

Gli studi presentati alla conferenza mondiale illustrano le potenziali minacce per la lotta all’HIV e gli effetti dell’impatto negativo della “politica di Città del Messico” (dove la legge prevede l’esclusione dei sieropositivi dalla vita e dalla partecipazione alle attività sociali) del governo statunitense, conosciuta anche come “Regola del bavaglio globale”, “Trump-Pence Global Gag Rule”.

Allarme sulla politica di Trump negli Usa dalla Conferenza internazionale AIDS 2018 di Amsterdam.

Gli studi presentati illustrano le potenziali minacce per la lotta all’HIV e i ricercatori hanno condiviso gli effetti degli impatti negativi della “politica di Città del Messico” (dove la legge prevede l’esclusione dei sieropositivi dalla vita e dalla partecipazione alle attività sociali) del governo statunitense, conosciuta anche come “Regola del bavaglio globale”, “Global gag rule”.

Anche la rappresentante di Washington, Barbara Lee, del 13° distretto congressuale della California, ha detto: “La Regola del  Trump-Pence Global Gag Rule è una crociata ideologica che nega assistenza salvavita alle donne di tutto il mondo e minaccia decenni di progressi nella risposta globale all’HIV. L’assistenza sanitaria di donne e bambini non dovrebbe essere usata come pedina per placare gli estremisti di destra”.

Inizialmente messa in atto dal presidente Ronald Reagan e ripresa l’anno scorso dal presidente Donald Trump, la politica nega gli aiuti degli Stati Uniti alle organizzazioni che forniscono informazioni o servizi relativi all’aborto legale, finanziati anche con il proprio denaro.

“La portata della regola del bavaglio globale è stata notevolmente ampliata e ha il potenziale per rallentare i progressi sull’HIV”, ha detto Anton Pozniak,Presidente eletto della International AIDS Society e direttore esecutivo della ricerca sull’HIV e direttore dei servizi per l’HIV, Chelsea e Westminster Hospital nel Regno Unito. “Le prove sono chiare: abbiamo bisogno di una migliore integrazione dei servizi di salute sessuale e riproduttiva e contro l’HIV, non di politiche che rendono più difficile per le persone accedere all’assistenza sanitaria”.

Quattro gli studi che analizzano le diverse aree dell’impatto di questa politica presentati ad Amsterdam.

Centinaia di organizzazioni che ricevono il supporto PEPFAR (Piano di emergenza del Presidente degli Stati Uniti per l’assistenza all’AIDS) saranno penalizzate

Il primo studio ha cercato di capire l’effetto della “politica di Città del Messico” sui programmi e i servizi per l’HIV. Gli autori hanno analizzato i dati di ForeignAssistance.gov negli ultimi tre anni disponibili (2013-2015) per stimare il numero di beneficiari di finanziamenti PEPFAR di organizzazioni non governative (ONG) che potrebbero essere soggetti alla politica e l’ammontare dei finanziamenti che ricevono.

I risultati, presentati da Jennifer Kates della Kaiser Family Foundation, hanno evidenziato che oltre la metà dei paesi che ricevono il sostegno PEPFAR consentono l’aborto legale. Gli autori hanno identificato 470 beneficiari di ONG straniere di fondi bilaterali per l’HIV di PEPFAR che hanno ricevuto 873 milioni di dollari. Inoltre, hanno identificato 274 beneficiari delle ONG degli Stati Uniti, con una dotazione di 5,5 miliardi di dollari necessari per garantire uniformità per tutte le Organizzazioni.

I ricercatori hanno concluso che la regola del “bavaglio globale” probabilmente influirà su centinaia di ONG che ricevono supporto PEPFAR.

Le organizzazioni hanno già perso decine di milioni di dollari in finanziamenti

Il secondo studio ha esaminato l’impatto della regola del bavaglio sulle organizzazioni in Etiopia e Zimbabwe che forniscono servizi per l’HIV, integrati con la salute sessuale e riproduttiva.

Luisa Orza, dell’International HIV/AIDS Alliance, ha presentato i risultati preliminari, che indicano la perdita di finanziamenti a seguito della regola del “bavaglio globale”.

Di conseguenza, è probabile che i servizi per la salute sessuale e riproduttiva e l’HIV non saranno più offerti in maniera integrata, con conseguente accesso ridotto alla prevenzione dell’HIV, servizi di test e trattamento e compromissione della salute delle popolazioni chiave più vulnerabili, limitando il pacchetto di servizi che queste possono ricevere. Gli autori hanno anche previsto che gli sforzi di advocacy per mantenere o liberalizzare le leggi sull’aborto saranno soffocati dall’incertezza e dalla frammentazione che sulla materia sta manifestandosi nella società civile.

Tuttavia, hanno anche notato prove che la società è in cerca di nuove opportunità per collaborazioni di advocacy.

Un’eccezione alla regola

Il terzo studio ha valutato l’applicabilità della regola del bavaglio globale in diversi paesi africani. Nello specifico, ha esaminato un’eccezione nella politica statunitense che si applica quando le leggi locali richiedono ai fornitori di servizi sanitari di fornire consulenza per l’aborto.

I risultati, presentati da Brian Honermann di amFAR, sono stati che il Sudafrica ha protezioni costituzionali particolarmente forti per i diritti riproduttivi. Il Sudafrica ha anche forti evidenze di consenso informato nella sua legge sulla salute nazionale, linee guida etiche e una giurisprudenza che obbliga i fornitori di servizi sanitari – compresi i partner PEPFAR a continuare a consigliare e fare riferimento ai servizi di aborto che non possono essere evitati dalla politica. Le valutazioni in Mozambico, Zambia e Zimbabwe hanno trovato diversi livelli di protezione.

Lo studio ha concluso che la legge sudafricana fornisce un modello da replicare per i sostenitori.

La regola del bavaglio globale allargata sta già avendo un impatto importante sull’HIV

Il quarto studio ha fornito ulteriori prove dell’impatto negativo della regola del bavaglio, sia ora che storicamente e identifica le strategie per sostenere i progressi della salute globale in questo ambito.

I risultati, presentati da Chloe Cooney della Planned Parenthood Federation of America, sono stati che determinate scelte politiche hanno avuto una serie di conseguenze dannose. Tra queste, USAID è costretta a interrompere le spedizioni di preservativi in Lesotho in un momento in cui una donna su quattro nel paese è stata contagiata dall’HIV perché la Lesotho Planned Parenthood Association, canale principale per la distribuzione nel paese, non può più ricevere finanziamenti Usa con la regola del bavaglio globale.

Un altro esempio è la cessazione delle attività gestite dall’Associazione di pianificazione familiare del Kenya e Marie Stopes International Kenya tra il 2002 e il 2006. Questi sono i principali fornitori di assistenza sanitaria alle persone che vivono nelle comunità rurali e povere del paese.

Tikahala Itaye, sostenitore in Malawi della rete giovanile AfriYAN e il Movimento Global SheDecides, hanno anche fornito una prospettiva comune su come la regola del bavaglio globale impedisca alle donne di accedere all’assistenza sanitaria.

7 agosto 2018 | Tags: |

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