L’Onu al governo: ddl Pillon è una grave regressione

Il Sole 24 ore  26 ottobre 2018   – Al. Trip.

Il disegno di legge Pillon sulla riforma dell’affido condiviso suscita allarme alle Nazioni Unite. Secondo quanto affermano in una lettera inviata al governo le relatrici speciali dell’Onu Dubravka Šimonović e Ivana Radačić, datata 22 ottobre e pubblicata dall’Huffington Post, il testo «introdurrebbe disposizioni che potrebbero comportare una grave regressione, alimentando la disuguaglianza e la discriminazione basate sul genere, e privando le vittime di violenza domestica di importanti protezioni». Le relatrici auspicano una «risposta entro 60 giorni», che sarà inclusa in un rapporto al Consiglio per i diritti umani «per le sue considerazioni».

“No comment” da parte del senatore leghista Simone Pillon, che al Senato ha presentato il ddl che prevede cancellazione dell’assegno di mantenimento com’è ora, centralità della figura del mediatore familiare in caso di separazione con minori, affido “realmente condiviso” tra mamma e papà secondo il criterio della bigenitorialità perfetta.

La lettera

Nel testo della lettera, di sei pagine, inviata dal Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra, si afferma che il decreto sarebbe «in contrasto con la Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia il 10 Settembre 2013» e renderebbe «la mediazione obbligatoria problematica per un certo
numero di motivi». Il ddl, continuano le relatrici Onu, «non fornisce inoltre alcuna indicazione su quali siano gli strumenti, modalità e procedure a disposizione del mediatore per prevenire o risolvere situazioni di violenza presente in una coppia/famiglia, sollevando preoccupazioni che tale mediatore non sarebbe necessariamente competente a gestire situazioni di pericolo reale per l’integrità fisica delle persone coinvolte».

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«Impossibile protezione per vittime di violenza»
La lettera, che prende in esame vari articoli del testo Pillon, nota che secondo il ddl «sarà richiesto che il bambino, anche se vittima di violenza, veda/incontri il genitore violento o maltrattante come previsto dal testo, secondo il quale al bambino deve essere garantita una doppia genitorialità». Inoltre «l’articolo 14 del ddl rende impossibile per le vittime di violenza, che siano genitore o figlio, fuggire dal luogo in cui si è verificata la violenza per trovare protezione e sicurezza».

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