ALLARME 194

ALLARME 194 – GINECOLOGHE: ALLA MINISTRA GRILLO: LEGGE INAPPLICABILE, SANZIONARE OSPEDALI.
LA PETIZIONE CRESCE. FIRMANO BOLDRINI, CAMUSSO, FEDELI E LE LEADER DEI MOVIMENTI FEMMINISTI IN IRLANDA, POLONIA E ARGENTINA.
La petizione lanciata da quattro ginecologhe non obiettrici, raccoglie sempre più firme e anche adesioni importanti. Ai sedicimila firmatari, si sono unite il Segretario CGIL Susanna Camusso, l’on. Laura Boldrini, le ex ministre  Valeria Fedeli e Josefa Idem e tre leader del movimento delle donne  per “aborto legale e sicuro”, Ailbhe Smith  protagonista del referendum in IrlandaGisella Carino attivista e influencer argentina e Justyna Frydrych attivista polacca, una delle organizzatrici delle manifestazione a Varsavia contro il divieto di abortire.
Le quattro ginecologhe non obiettrici si rivolgono nella petizione direttamente alla Ministra Grillo con un appello importante ed accorato, perché venga garantita l’applicazione della 194 e vengano sanzionati i tanti Enti ospedalieri che, contrariamente agli obblighi di legge, non forniscono il servizio di interruzione volontaria di gravidanza. Le dottoresse chiedono anche di istituire una preziosa “helpline” per le donne che necessitano di informazioni e supporto.Le autrici dell’appello sono: Silvana Agatone, ginecologa Presidente LAIGA Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’applicazione della Legge 194/78 e socia fondatrice della rete nazionale di politica femminista “Rebel Network”, Elisabetta Canitano, ginecologa non obiettrice Vita di Donna, Concetta Grande, ginecologa non obiettrice socia Laiga, Giovanna Scassellati  ginecologa non obiettrice Responsabile UOSD salute riproduttiva Ospedale San Camillo. Le quattro professioniste descrivono in maniera puntuale e drammatica la situazione in Italia in tema di 194, una legge che garantisce autonomia riproduttiva libera e consapevole.”A meno che una donna non sia ricca – dicono le ginecologhe nella petizione – il diritto di abortire diviene una ricerca affannosa da provincia a provincia e talvolta da regione a regione, con il rischio di arrivare fuori tempo nei pochissimi ospedali dove vi sia un ginecologo disponibile. ln questo penoso scenario, lo Stato accetta l’obiezione anche di medici e infermieri che dovrebbero assistere le pazienti prima, durante e dopo l’intervento. L’obiezione di coscienza di anestesisti e personale di sala operatoria che dovrebbero garantire la sicurezza delle donne, provoca di fatto umiliazione e abbandono della paziente che richiede l’IVG. Tutto ciò disattende in maniera clamorosa l’articolo 9 della legge 194/78 che obbliga tutti gli Enti ospedalieri a garantire l’effettuazione delle interruzioni volontarie di gravidanza. Il personale ospedaliero in molte strutture sanitarie subisce pressioni e mobbing per firmare l’obiezione.”

L’iniziativa, lanciata sulla piattaforma Change.org è sostenuta da Rebel Network, rete femminista, dalla Ong Differenza Donna, da DIRE Donne in  Rete contro la violenza e da IPPF European Network e le promotrici contano di avere tante altre associazioni al loro fianco. “L’invito – aggiungono con forza le ginecologhe – è a tutti gli uomini e le donne del nostro Paese, affinché  firmino questa petizione perché porteremo personalmente le firme raccolte alla Ministra Grillo”.

 

per firmare la petizione qui

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