Auguri per riaffermare i nostri diritti oggi!

Laura Onofri

Si avvicinano le feste e inizi a sentire un’aria elettrizzata: arrivano solo mail con auguri e immagini patinate (ormai il cartaceo è decisamente superato), la gente  è indaffarata per comprare gli ultimi regali, anche coloro che hanno sempre criticato il rito consumistico del Natale, cedono alla fine alla tentazione e si buttano tra la folla per accaparrarsi un  dono per  sentirsi  più buoni o, almeno in pace con la coscienza.

In questa atmosfera che dovrebbe essere di serenità e piena di aspettative per il futuro, sentiamo invece amarezza e preoccupazione per il clima politico, soprattutto per quanto riguarda i diritti civili, sociali ed economici, in particolare quelli che riguardano le donne.

L’anno scorso ci  siamo augurate un anno in cui i diritti di parità, di eguaglianza ed equità fossero esigibili da tutte e tutti,  che  si riuscissero a dare risposte concrete alle donne che subiscono violenza, che i temi del lavoro delle donne , della maternità e della condivisione della genitorialità, della democrazia paritaria reale , di una concreta medicina di genere,  fossero inseriti come prioritari nell’agenda politica del governo.

Abbiamo auspicato  che si usasse sempre,  in ogni contesto,  un lessico corretto dal punto di vista del genere,  che  i media cambiassero  il  linguaggio,  eliminando stereotipi ed usando le parole giuste per un’informazione attenta, corretta e consapevole e che  la parola “femminismo”, che alcuni hanno archiviato troppo presto, ritrovasse oggi il suo significato di lotta  per la libertà. Per tutte le donne. E per tutti gli uomini che vogliono camminare con loro

E abbiamo desiderato  che ogni donna, finalmente,  si sentisse e fosse  libera sempre e mai giudicata per come si comporta, per come si veste, per quello che fa.

Abbiamo infine sperato che la politica capisse finalmente che le lotte delle donne non sono marginali, non sono quelle di una minoranza, ma che, se vinte  contribuirebbero  a far crescere  tutto il  Paese sia da un punto di vista sociale, sia da un punto di vista economico.

Stiamo assistendo, invece, ad  un arretramento della forza propulsiva di quelle battaglie. Temi come il contrasto alla violenza domestica, la libertà di scelta sull’aborto, la prostituzione, la lotta alla disoccupazione femminile,  la democrazia paritaria, hanno ancora bisogno di tutte le  nostre energie  per affermarsi o  per non perdere diritti che pensavamo acquisiti.

Già dal “contratto di governo” era evidente una  visione  della donna incentrata sui ruoli “tradizionali”, molto conservatrice e  con un concetto molto chiaro: le donne meglio a casa. Poche e frettolose righe dedicate ai temi di genere con un linguaggio che ci proietta a trenta,  quaranta anni fa , ma quello che emerge da questa manovra e dai primi provvedimenti in discussione in Parlamento (vedi il ddl Pillon), è ancora più preoccupante.

Questo articolo della Redazione di In.Genere ci  illustra  quali sono per ogni tema, i provvedimenti contenuti nella manovra che penalizzano fortemente le donne e che rischiano di riportare il nostro Paese indietro di decenni.

La libertà femminile e l’autodeterminazione sono, finalmente, concetti che si sono affermati come assolutamente normali, naturali, specialmente fra le giovani, ma si scontrano ogni giorno con la società ancora pervasa da maschilismo, da discriminazioni e autoritarismo che non sono un retaggio del passato, ma dominano di nuovo il presente grazie anche a questo governo,  che  non solo non fa nulla per contrastare questa cultura, ma che la fa propria come direttrice di tutti i provvedimenti che  assume.

In questo contesto quindi,  l’unico augurio che possiamo farci,  è quello di acquisire sempre maggiore consapevolezza che è necessario attrezzarci per continuare le nostre battaglie, per far sì che il nostro Paese non arretri culturalmente ed economicamente, che i diritti civili e sociali vanno difesi,  come fu negli anni 70,   con l’emanazione di leggi come la 194, quella di istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, lo Statuto dei lavoratori, la legge sul diritto di famiglia,  quella sul divorzio,  e tante altre.

Anche oggi,  quindi,   è necessario rinsaldare la rete, fra le Associazioni, i sindacati, i movimenti della società civile,  per affermare i diritti per tutte e tutti, per rendere esigibili i valori della nostra Costituzione e per contrastare proposte di legge e modelli di società lontani da questi principi.

Auguri a tutte e tutti per un mondo realmente migliore.

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