IL LINGUAGGIO SESSISTA E L’ODIO ON LINE

Interverrà al convegno l’on. Laura Boldrini, già Presidente della Camera e Presidente della Commissione speciale Jo Cox

E’ attraverso le parole che  esistiamo. Ciò che non si nomina non esiste.

Quando parliamo e scriviamo, l’uso che facciamo del linguaggio riflette e influenza il nostro modo di pensare e di agire; è il principale mezzo di espressione del pregiudizio e della discriminazione.

Nel nostro Paese il linguaggio è utilizzato ancora in modo “discriminatorio”, continuando a veicolare pregiudizi e stereotipi che trasmettono contenuti culturali e rappresentazioni delle donne legate ai ruoli tradizionali e rendendo perciò difficoltoso il percorso di rimozione degli stereotipi di genere. Infatti, nonostante la crescita delle donne in ruoli, professioni e carriere considerate maschili, vi è una “resistenza” nell’uso della lingua a riconoscere questo cambiamento, lingua che usa ancora il maschile attribuendogli una falsa neutralità. Questo è un segnale che non è avvenuta un’adeguata trasformazione culturale.

Dalle nostre parole dipende anche quale tipo di società vogliamo essere o diventare, cioè è importante non solo ciò che vogliamo esprimere, ma anche come ne parliamo.

Purtroppo abbiamo assistito negli ultimi anni, ad un crescente e allarmante uso di un  linguaggio  violento e sessista, in ogni contesto, ma prevalentemente  sui social media.

Anche il linguaggio usato dai  media, purtroppo è ancora poco rispettoso del genere e ancora troppo spesso intriso di stereotipi. Parlare, per esempio di raptus, passione, troppo amore, in caso di femminicidio è ancora oggi troppo spesso una realtà che si legge sui nostri quotidiani.

Partendo da queste considerazioni,  e per  approfondire queste tematiche la Commissione Regionale Pari Opportunità  ha  organizzare  un convegno  che coinvolge  vari soggetti che su questo tema hanno dibattuto, monitorato il fenomeno, proposto soluzioni: se vogliamo creare una società in cui la parità sia strutturale, si può partire anche dal linguaggio: dall’uso delle parole può  iniziare il cambiamento.

qui il programma:

 

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