Nella tipica tenuta da marsupiale

Manuela Manera

Si sa che le donne in politica sono sempre state oggetto di insulti sessisti: d’altra parte, chi manca di argomenti, idee e abilità oratorie ripiega facilmente sulla violenza verbale per annientare l’avversaria. Di questi tempi, poi, visto il contesto culturale in cui ci ritroviamo, non c’è da meravigliarsi se i toni  delle campagne elettorali in vista delle elezioni di maggio si inaspriscono ulteriormente. Né se le donne che scendono in politica vengono maltrattate verbalmente: se la sono andata a cercare. Fossero restate a casa a badare al focolare e alla prole, non sarebbe successo loro nulla di brutto. Anzi, sarebbero state osannate. E la società tutta ne trarrebbe grande giovamento, dicono i maschi bianchi al potere.

Capita così che una candidata sindaca in un paese della cintura torinese, mamma di due bambine (4 anni la più grande, soli 4 mesi l’ultima arrivata) sia additata in questo modo: “Tra una festa e l’altra e nella sua tipica tenuta da marsupiale…”, perché si presenta in pubblico talvolta portando la figlia neonata nel marsupio.

Per questi uomini, inoltre, la maternità è uno stato incompatibile rispetto a un’efficace azione politica: infatti, su un giornale locale (La Voce di Settimo e dintorni, 19 marzo 2019), sarcasticamente affermano: “Noi non siamo lenti come le mamme”.

A tali affermazioni, Elena Piastra – candidata sindaca a Settimo Torinese – ha risposto in modo creativo: non a parole (c’è forse da argomentare di fronte a queste posizioni?), ma con creatività e condivisione. Questa mattina nel parco De Gasperi di Settimo tante donne hanno risposto al suo appello e sono arrivate per “metterci la faccia” e dire, con la loro presenza, che questi attacchi sono inammissibili.

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DE GASPERI DONNE!

"Nella tipica tenuta da marsupiale". "Noi non siamo lenti come le mamme ". "Non ti spettinare". Queste sono le frasi pubbliche che ho ricevuto solo in questa settimana da parte delle altre forze politiche in corsa verso le elezioni del 26 maggio. E poi ci sono le frasi non pubbliche, quelle dette sottovoce: “è sempre con le bimbe”, “ha fatto campagna anche con il pancione”, “facesse la madre”.Sono frasi che non offendono solo me, ma tutte noi.“Abbiamo gli stessi diritti degli uomini”. Ce lo siamo dette tante volte, ma sappiamo che non è ancora così. Non è così nella vita di tutti i giorni e non lo è in politica.Nelle liste a sostegno della mia candidatura a sindaca troverete tante donne e tante spero ci siano anche in quelle delle altre forze politiche, sempre di più, perché è solo con noi presenti che i nostri figli cresceranno in un Paese più giusto. Noi lo sappiamo bene. Non si tratta solo di battaglie per le “o” o per le “a” di sindaco o sindaca.In questi giorni è nato un passaparola spontaneo che ci ha portate questa mattina al Parco De Gasperi per un abbraccio e una risata collettiva, una risposta alle accuse pubbliche e a quelle dette sottovoce, un modo per ricordarci che ce la faremo, anche questa volta, perché dobbiamo occuparci di cambiare il mondo e di insegnare ai nostri figli che vale ancora la pena farlo.

Publiée par Elena Piastra sur Dimanche 24 mars 2019

Ed è accompagnato da queste parole:
«”Nella tipica tenuta da marsupiale”. “Noi non siamo lenti come le mamme “. “Non ti spettinare”»

Queste sono le frasi pubbliche che ho ricevuto solo in questa settimana da parte delle altre forze politiche in corsa verso le elezioni del 26 maggio. E poi ci sono le frasi non pubbliche, quelle dette sottovoce: “è sempre con le bimbe”, “ha fatto campagna anche con il pancione”, “facesse la madre”. Sono frasi che non offendono solo me, ma tutte noi».

In questi mesi le forze politiche che ci governano stanno agendo per rendere inapplicabili alcune delle più importanti conquiste degli ultimi 40 anni: il ddl 735 (ddl Pillon) vuole smantellare il diritto al divorzio, il ddl 950 (presentato da Gasparri, Quagliarello, Mallegni e Gallone) punta dritto alla legge 194 . E che dire del Congresso delle Famiglie che si terrà tra qualche giorno a Verona?

Allora, tanto più in questo contesto in cui sono già stati sdoganati atteggiamenti razzisti e hate speech, in cui in modo plateale si tenta di restaurare un presunto “ordine naturale”  , nessun attacco può essere lasciato senza risposta. Nessuna frase sessista deve essere ignorata: perché le parole sono intenzioni e azioni; le parole formano narrazioni tossiche, rafforzano stereotipi e, parola dopo parola, azione dopo azione, disegno di legge su disegno di legge, si arriva a corrompere diritti che ritenevamo certi, intoccabili.

Rispondiamo agli attacchi; rispondiamo con creatività e condivisione, unite. Perché l’unione fa la forza; e, se saremo tante e unite, riusciremo a fermare questa marcia che vuole riportarci indietro.

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