Il Patto della montagna

Vogliamo commemorare così il 25 aprile dalla parte delle donne. Con questo trailer di un film che sarà proiettato a Bologna. Speriamo di riuscire a portarlo anche a Torino

l Patto della Montagna è il primo atto in cui in Europa si stabilisce la parità salariale tra uomo e donna. Tra il 1944 e 1945, nel momento più difficile del secondo conflitto mondiale, imprenditori, operai e partigiani si riuniscono clandestinamente a Biella per siglare un accordo che permette di mantenere attive le fabbriche tessili e migliorare le condizioni di lavoro, affermando il principio della parità retributiva a parità di lavoro. Il racconto intreccia la storia della Resistenza con il fascino dell’Alta Moda contemporanea, che in quella terra trova ancora oggi i tessuti più fini, forgiando l’identità di un luogo con gli ingredienti del lavoro, della creatività e della capacità di competere. Il senso del film è che la qualità dei prodotti è radicata nella qualità immateriale delle relazioni tra le persone, qualcosa che non si può delocalizzare facilmente. Una metafora per l’oggi che, in ben altra crisi, deve ritrovare il senso del futuro e del patto sociale.

 

Il 25 aprile in nome della pace

Il Comitato di Torino di SeNonOraQuando? aderisce all’appello dell’ANPI provinciale di Torino affinchè la fiaccolata del 24 aprile a Torino diventi una grande manifestazione in nome della pace

Ricordiamo che la fiaccolata,  per ricordare il 72° anniversario della Liberazione, partirà da piazza Arbarello

Lunedì 24 aprile  alle ore 20

 

Di fronte alle minacce di guerra e all’irresponsabile esposizione di muscoli come unica forma dei rapporti internazionali, l’ANPI provinciale di Torino, preoccupata per i rischi che i conflitti deflagrino in una guerra dalle conseguenze e dalle dimensioni incontrollabili rivolge un APPELLO a Istituzioni, partiti, associazioni, sindacati,organizzazioni sociali perché si impegnino, nel 72^ anniversario della Liberazione, a fare della fiaccolata del 24 aprile di Torino una grande manifestazione in nome della pace.

Nel ricordo della fine di una guerra devastante provocata dalla barbarie nazista e dalla dittatura fascista, è urgente che le cittadine e i cittadini di Torino esprimano un netto ripudio della guerra, come sancito dalla Costituzione italiana e invitino le potenze ad affrontare le controversie senza le armi,ma con tutte le risorse della diplomazia e degli organismi internazionali.

Lavoreremo nei prossimi giorni perché sia ampio l’impegno antifascista contro la guerra .

Maria Grazia Sestero

Presidente ANPI Provinciale Torino

25 APRILE: LIBERE TUTTE

Laura Onofri

Che bello veder sventolare questo striscione a Palazzo Civico!

Quest’anno il 25 aprile,è nel segno delle celebrazioni dei 70 anni del Voto alle donne.

E finalmente si parlerà anche delle donne partigiane perchè raramente la storiografia ricorda il contributo fondamentale che le donne hanno dato alla liberazione dal nazifascismo.
Donne che da un giorno all’altro sono state chiamate a sostituire gli uomini, andati al fronte, nei lavori più duri e si sono scoperte operaie meccaniche, tornitrici, fresatrici…
Donne che, rimaste sole, hanno preso in mano le redini della famiglia e hanno allevato, educato, e sfamato i figli…
Donne che, infine, oppresse dalla guerra e dal nazifascismo, non hanno esitato ad impugnare le armi e a diventare partigiane.
Trentacinquemila le partigiane, inquadrate nelle formazioni combattenti; 20.000 le patriote, con funzioni di supporto; 70.000 in tutto le donne organizzate nei Gruppi di difesa; 16 le medaglie d’oro, 17 quelle d’argento; 512 le commissarie di guerra; 683 le donne fucilate o cadute in combattimento; 1750 le donne ferite; 4633 le donne arrestate, torturate e condannate dai tribunali fascisti; 1890 le deportate in Germania. Sono questi i numeri (dati dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) della Resistenza al femminile, una realtà poco conosciuta e studiata.

Segnaliamo 2 appuntamenti nella giornata del 25 aprile:
FIACCOLATA alle ore 20 partendo da piazza Arbarello
e l’incontro alle ore 10,30 al Teatro Gobetti
25 aprile 1945-2016 “Dalla Resistenza alla Repubblica” con Maria Grazia Sestero, Piero Fassino e Giuliano Amato
Il programma di incontri, dibattiti, spettacoli, organizzato dalla Città lo potete trovare qui

Voglio ricordare qui una testimonianza di una delle tante donne che partecipò alla Resistenza, tratta dal film di Elisabetta Sgarbi «Quando i tedeschi non sapevano nuotare»:

“ERA IL 18 FEBBRAIO DEL 1945, L’APPUNTAMENTO ERA PER LE 10 DI MATTINA IN PIAZZA. FU LÌ CHE TROVAI LE DONNE. SI AVVICINÒ LA MIA AMICA SILVANA: «Dobbiamo fare una cosa noi donne mi disse però bisogna avere pazienza e stare attenti con chi si parla, perché questa cosa deve riuscire. Avvicina le persone per bene, che sai come la pensano, e chiedi di fare un po’ di passaparola, perché la cosa si allarghi, perché dovremo essere in tante.»
E fu così che tutto cominciò. Con tanta titubanza e tanta paura fu così che quella domenica mattina, il 18 febbraio, ci trovammo verso le dieci. Fu anche difficile per me uscire, dovevo raccontar bugie a mia madre, perché in casa nessuno sapeva che facevo parte di questa organizzazione. Insomma, quel mattino, in tre, io, Silvana e Vittorina Dondi, che abitava a Ospitale sulla strada che porta a San Biagio verso la foce del Po, siamo partite. (…) E fu così: lei con un cartone con scritto sopra «Vogliamo pane, abbiamo fame, basta con la guerra!», siamo partite. (…)”

STORIA DELLE DONNE PARTIGIANE: FU UNA RESISTENZA TACIUTA

Nel ricordare a tutte e a tutti che, a Torino la FIACCOLATA per il 70° della Liberazione, si terrà giovedì 23 aprile con partenza alle 20:30 da Piazza Arbarello, ripubblichiamo questo articolo di Stefania Maffeo
tratto da www.storiain.net

Trentacinquemila le partigiane, inquadrate nelle formazioni combattenti; 20.000 le patriote, con funzioni di supporto; 70.000 in tutto le donne organizzate nei Gruppi di difesa; 16 le medaglie d’oro, 17 quelle d’argento; 512 le commissarie di guerra; 683 le donne fucilate o cadute in combattimento; 1750 le donne ferite; 4633 le donne arrestate, torturate e condannate dai tribunali fascisti; 1890 le deportate in Germania. Sono questi i numeri (dati dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) della Resistenza al femminile, una realtà poco conosciuta e studiata.
Durante la guerra le donne, non solo si erano fatte carico delle responsabilità sociali sostituendo l’uomo nel lavoro e nel mantenimento della famiglia, ma avevano anche scelto di schierarsi e combattere, nelle diverse forme possibili, la lotta resistenziale, ribaltando la consueta divisione dei ruoli maschile e femminile. Leggi il resto »

La Resistenza delle donne

da Caratteri Liberi – 24 aprile / Loredana Biffo

di Riccardo Assom*

Raramente quando si parla della Grande guerra si ricorda il contributo fondamentale che le donne hanno dato alla liberazione dal nazifascismo. Donne che sono state chiamate innanzitutto alla durezza del lavoro nei campi a sostituire gli uomini chiamati al fronte.

Nel conflitto 1940-1945, le donne oltre al lavoro nelle campagne, hanno lavorato nelle fabbriche, svolgendo mansioni richieste dalla produzione bellica. Sono diventate “meccanici”, “fresatori”, “tornitori”, ecc, mentre le città venivano bombardate e la guerra si svolgeva in tutta la sua ferocia. Leggi il resto »