Molestie, lettera aperta di 100 giornaliste italiane: “E’ ora di cambiare. Noi ci siamo”

La Stampa  4 febbraio 2018

Pubblichiamo il documento di sostegno all’appello #DissensoComune

Oltre cento giornaliste italiane delle testate televisive, web e carta stampata hanno firmato una lettera per sostenere l’appello-manifesto lanciato nei giorni scorsi con #DissensoComune dalle donne del Cinema e dello Spettacolo che, a partire dalle denunce di molestie sessuali fatte da alcune di loro, affermano la necessità di un cambiamento del sistema culturale strutturato secondo il modello maschile in ogni settore della società. «È ora di cambiare. Noi ci siamo» scrivono, chiedendo «a direttori e ai colleghi di sostenere questa battaglia di civiltà». 

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Cristina Comencini “ La denuncia non basta ora facciamo politica”

La Repubblica 3 febbraio 2018    – Silvia Fumarola

Abbiamo scelto di non fare nomi per denunciare l’intero sistema, perché gli abusi non riguardano solo le donne del cinema, ma tutte le donne». Cristina Comencini è tra le 124 che hanno firmato “Dissenso comune”, l’appello che unisce e divide.
Un manifesto bollato da Asia Argento come la lettera a Babbo Natale e poi in un’intervista al Fatto come «un modo per pulirsi la coscienza da questo silenzio assordante».
Signora Comencini, partiamo da qui: è un modo per pulirsi la coscienza?
«Il documento è molto articolato e lungo perché non nasce a ridosso degli eventi ma dopo lunga riflessione. Raccoglie tanti punti di vista. C’è voluto tempo.
Non è la presa d’atto del coraggio di molte donne, ma un ragionamento per capire quali ne siano le conseguenze. Per tutte, non solo per le donne del cinema. Per questo ha un peso politico».
Però la mancanza del nome di Asia Argento ha spinto Francesca D’Aloja, che aveva firmato il manifesto, a ritirare la sua adesione.

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DISSENSO COMUNE

Laura Onofri

Pubblichiamo  la lettera firmata  da 124 attrici italiane e lavoratrici dello spettacolo.

Si chiama Dissenso comune  e nasce dopo mesi di confronti  e dibattiti  sui cui un gruppo di donne dello spettacolo, man mano sempre più numeroso, ha iniziato a lavorare, dopo il caso Weinstein e le denunce di Asia Argento e altre attrici italiane,  per creare una forza collettiva e non lasciare che le voci di queste ultime rimanessero isolate.

Una  presa di consapevolezza che il tema delle molestie non riguarda solo il loro mondo ma tutto il mondo del lavoro e della società in generale “Le attrici hanno il merito e il dovere di farsi portavoce di questa battaglia per tutte quelle donne che vivono la medesima condizione sui posti di lavoro la cui parola non ha la stessa voce o forza.”

E puntano il dito non sul singolo molestatore ma sull’intero  sistema.

Finalmente anche le nostre attrici esprimono un pensiero deciso  sul tema delle molestie e degli abusi, non circoscrivendole solo al loro mondo ma denunciando il sistema.

Addolora che Asia Argento e Miriana Trevisan non abbiano firmato questa lettera e che ci siano state polemiche da parte di molte sul fatto che sia stata una tardiva presa di posizione.

Forse non hanno compreso la portata di questa dichiarazione che va oltre la singola denuncia.

“Se aderisci a un documento così importante, scritto da tante attrici, il risultato è un’azione politica” dice Cristina Comencini, in un’intervista  (che pubblichiamo a parte), ed è questo il nodo.

Finchè le donne però non comprenderanno quanto  sia determinante la forza  che scaturisce dall’essere unite, pur nelle differenze, gli uomini continueranno a usare il loro potere per lasciarle in una posizione di inferiorità in ogni tipo di relazione sia d’intimità che sociale e la società continuerà a privarsi di un patrimonio di idee, competenze e sensibilità di cui le donne sono portatrici.

Dalle donne dello spettacolo a tutte le donne. Unite per una riscrittura degli spazi di lavoro e per una società che rifletta un nuovo equilibrio tra donne e uomini.

Da qualche mese a questa parte, a partire dal caso Weinstein, in molti paesi le attrici, le operatrici dello spettacolo hanno preso parola e hanno iniziato a rivelare una verità così ordinaria da essere agghiacciante.

Questo documento non è solo un atto di solidarietà nei confronti di tutte le attrici che hanno avuto il coraggio di parlare in Italia e che per questo sono state attaccate, vessate, querelate, ma un atto dovuto di testimonianza. Leggi il resto »

CORPI INFRANTI E FIGURE SUBLIMI

CONVEGNO INTERNAZIONALE · 8 MARZO 2016 SALONE D’ONORE, PALAZZO BAROLO · TORINO Il Convegno è un’occasione di approfondimento del tema monografico dell’esposizione, oltre che un’indagine rigorosa su alcune figure femminili paradigmatiche dell’arte contemporanea, grazie agli interventi di autorevoli esperti di settore.

ore 15 Luciano Marocco (Presidente Opera Barolo) Saluti istituzionali

15.10 Raffaella Bortino (psicoterapeuta, arteterapeuta, fondatrice di Fermata d’Autobus) Tea Taramino (artista, arteterapeuta, curatrice di Singolare e Plurale per la Città di Torino) Introduzione ai lavori e ai relatori – Dominique Stella (storica dell’arte, curatrice) MODERATRICE

15.30 Massimo Greco (pittore, insegnante, curatore – con Carola Lorio – di Abusi. Testimonianze da una comunità terapeutica) Sulle ragioni di una mostra

ore 15.45 Laurie Wilson (psicoanalista, storica dell’arte, arteterapeuta, docente New York University) Louise Nevelson, il suo corpo e Se stessa

16.45 Anne Marie Dubois, (medico psichiatra, docente Université Paris Descartes, responsabile scientifico della Collezione Sainte-Anne) Unica Zürn, il lato opposto di un destino

17.45 Sibylle Pieyre De Mandiargues (cineasta, storica dell’arte) Ritratti a pezzi: la scena del crollo in Unica Zürn e Bona Tibertelli Pieyre De Mandiargues

18.15 Giuseppe Frangi (giornalista, direttore del magazine «Vita», storico dell’arte) Conclusioni

18.45 Frammenti dallo spettacolo Mi porto a ballare di Anna Gasco (psichiatra, danzaterapeuta) con Anna Gasco, Lucetta Schiavina e Daniela Ferrari

ore 19 Aperitivo Leggi il resto »