Se si spezza il segreto sulle donne che non riconoscono i loro figli. Protesta contro la legge che potrebbe togliere l’anonimato

La Stampa 9 dicembre 2014 – Giacomo Galeazzi

Pronto chi parla?». «Sono tuo figlio». Scene di un passato che riappare con un colpo di telefono o lo squillo di un campanello. Il Parlamento sta per dare il via libera alla ricerca delle donne che «in anonimato» hanno messo al mondo bimbi. In ballo questioni pesanti: la tutela del segreto del parto, la difesa della salute delle donne, il futuro dei bambini non riconosciuti. Dietro i principi, 90mila italiane che dal 1950 ad oggi hanno partorito avvalendosi del diritto alla segretezza, che potrebbe avere i giorni contati. Una bufera in arrivo. Leggi il resto »