GIUSTIZIA PER BERTA CACERES

da Amnesty International

Il clamore e l’indignazione suscitata dall’assassinio di Berta Cáceres, leader del popolo indigeno Lenca, non ha fermato la scia di violenza contro gli attivisti delle popolazioni indigene e contadine dell’Honduras: sei mesi dopo il suo omicidio, almeno altri due difensori sono stati uccisi e altri quattro aggrediti.

In Honduras, attivisti e difensori dei diritti si sono schierati al fianco del COPINH, il Consiglio civico delle organizzazioni indigene e popolari honduregne, per lottare contro la costruzione della più grande centrale elettrica nazionale. I lavori, affidati a imprese private, rischiano di privare queste popolazioni dell’accesso pubblico all’acqua, fondamentale per la loro economia e sussistenza.

Chiedi giustizia per Berta, firma l’appello.

Le lotte di Berta al fianco della popolazione Lenca

Berta Cáceres si batteva da anni per difendere i diritti della sua comunità e per proteggere le terre ancestrali del suo Paese dalla deforestazione e dallo sfruttamento. Grazie alla sua determinazione e all’amore per la sua terra, Berta era riuscita ad opporsi alla realizzazione delcomplesso idroelettrico Agua Zarca, previsto sul Rio Gualcarque, nell’Honduras Nord-occidentale. La diga avrebbe devastato l’ecosistema e compromesso l’esistenza della comunità di Rio Blanco. Circa seicento famiglie che vivono nella foresta pluviale d’alta quota compresa fra i dipartimenti di Santa Barbara e Intibucà, dipendono infatti dal Rio Gualcarque per l’approvvigionamento di acqua. Lo sfruttamento del fiume, considerato sacro dalla popolazione locale, era stato autorizzato contravvenendo alla Convenzione del 1989 sul diritto all’autodeterminazione dei popoli indigeni.

Le persecuzioni continuano

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Ci vediamo…al Salone del Libro 2014

di Maria Antonietta Macciocu

Il progetto POTERE ALLA PAROLA, rivolto alle ragazze, ai ragazzi, alle/agli insegnanti delle Scuole Medie Inferiori e Superiori e delle Agenzie Formative, nasce nel 2013 in collaborazione con Amnesty International e con il Salone Internazionale del Libro di Torino, con l’intento di avviare nelle scuole una riflessione sulla violenza contro le donne, attraverso l’individuazione e l’analisi delle parole e dei linguaggi pubblici e privati che la esprimono e caratterizzano.

La prima edizione del progetto, presentata al Salone Internazionale del Libro di Torino del 2013, consisteva nell’invio al http://bookblog.salonelibro.it/, da parte delle studentesse/ enti, di parole legate al tema, tra le quali le più significative sono state scelte dal Gruppo Scuola Snoq Torino e raccontate in modo verbale e visivo da autrici/ori in un incontro all’Arena Bookstok del Salone, a cui hanno anche partecipato come ospiti scrittori, scrittrici, giornalisti, giornaliste, artisti, a loro volta portatori di  parole che  parlassero del tema violenza contro le donne supportandole con motivazioni scritte e grafiche.

Il materiale è confluito in una pubblicazione a cura della Commissione Regionale per le Pari Opportunità fra uomo e donna del Piemonte   e sono reperibili sia su questo  sito,  sia su quello del Bookblok del Salone Internazionale del Libro.

Questa seconda edizione del Progetto, che sarà presentata all’Arena Bookstok del Salone giovedì 8 maggio 2014 alle ore 16, che è stata avviata all’inizio dell’anno scolastico 2013-2014, è nata per il grande  interesse dimostrato da insegnanti ed allievi alla prosecuzione del percorso,  prevedendo che la suggestione delle parole si ampliasse e concretizzasse in elaborati sul tema della violenza, sono quindi nati racconti, poesie, testi teatrali, musicali, video, manifesti, fotografie, indagini, individuali o di gruppo.

Nel mese di ottobre il Comitato di Torino di  SNOQ ha fornito alle classi iscritte, docenti e discenti, un percorso formativo, articolato in tre incontri pomeridiani di tre ore ciascuno con esperte/i sul tema, scrittrici, registe teatrali, pubblicitarie, giornaliste, avvocate, giudici,  responsabili dei  centri antiviolenza, che hanno permesso di parlare della violenza sulle donne da diverse angolazioni e di suggerire i vari tipi di linguaggio in cui può essere rappresentata. Gli interventi filmati delle tre giornate e il  materiale didattico di supporto sono stati caricati sul sito http://bookblog.salonelibro.it/formazione-potere-alla-parola/, per permettere anche una formazione a distanza ed è stata offerta, su richiesta, la possibilità di avvalersi degli esperti durante lo svolgimento dell’attività.

I progetti realizzati da 21 scuole di Torino e Provincia, di Ferrara e di Catanzaro (alcune hanno partecipato con più classi e con più lavori) sono stati tanti, multiformi e accurati : video, foto, canzoni, slogan, spot, dipinti, allestimenti, ricerche, lettere su comportamenti di genere, libertà negate e riaffermate, soprusi, diritti disattesi, luoghi comuni da respingere e nuove parole di cui farsi portatori, origini storiche e sociologiche del problema, a prova del coinvolgimento e dell’impegno profuso con fantasia, generosità, entusiasmo e competenza dai partecipanti.
Arduo fare una scelta tra un materiale tanto ricco e composito, evidenziare l’apporto di ogni classe in un incontro di appena un’ora e mezzo, che si avvarrà, come lo scorso anno, anche della presenza di autori noti, che si riallacceranno a quanto proposto dai ragazzi portando la testimonianza di loro parole ed esperienze.

Il Gruppo Scuola, dopo una prima visione e catalogazione del materiale per linguaggi e impostazioni, ha scelto per ciascuna classe i fotogrammi, le sequenze, le immagini, le parole, gli allestimenti, le musiche più suggestive ed esemplificative del tema, da assemblare in una sorta di video puzzle corale sulla violenza di genere che scorrerà su uno schermo, dopo la breve presentazione di ogni pezzo da parte della giornalista Milena Boccadoro. L’intervento degli autori si inserirà a sostegno di tematiche specifiche (violenza, diritti, stereotipi, libertà, creatività) a ricordare che la violenza contro le donne è da sempre una costruzione sociale e culturale, il predominio atavico del genere maschile dominante e predatore attraverso la perpetuazione di stereotipi di pensiero e di comportamento di cui le parole e le immagini sono l’emblema e la divulgazione.

POTERE A NUOVE PAROLE ED IMMAGINI, quindi, capaci di sovvertire l’ordine interiorizzato e portare a nuovi modelli di rispetto del “femminile” e di Democrazia Paritaria: perché le parole, come sostiene il sociologo Boudieu, fanno le cose, sono strumenti simbolici di costruzione del pensiero a cui tutti finiamo inconsciamente per adeguarci.
Ed è dalla consapevolezza dell’importanza del loro uso e abuso che bisogna partire per attivare i meccanismi di correzione dell’esistente e le basi di un nuovo modo di pensare e di confrontarsi.

Appello di Amnesty International. Italia: fermiamo la violenza contro le donne!

Ogni anno, in Italia, oltre 100 donne vengono uccise per mano di un uomo. In circa la metà dei casi il responsabile è il partner o l’ex partner e solo in circostanze rare si tratta di una persona sconosciuta alla donna.

Fermare il femminicidio e la violenza contro le donne è una delle 10 richieste contenute nell’Agenda in 10 punti per i diritti umani che Amnesty International Italia ha presentato a tutti i candidati e leader di coalizione, nell’ambito della campagna “Ricordati che devi rispondere”, nel corso dell’ultima campagna elettorale. Tale richiesta è stata sottoscritta da 117 parlamentari. Leggi il resto »

Sopravvivere alla “bestia”

Il viaggio dei migranti in Messico.

Il 16 ottobre 2013 Padre Alejandro Solalinde incontra la Città di Torino.

Se Non Ora Quando? Comitato di Torino fa parte del Tavolo torinese per le madri di Juarez.
Vi invitiamo quindi a partecipare e diffondere anche questa iniziativa, che si svolgerà il 16 ottobre 2013

Amnesty International in collaborazione con il Tavolo torinese per le madri di Ciudad Juàrez
Raccontare una missione. Un paese, il Messico. Testimoniare una speranza e aprire un dibattito su uno dei temi più drammatici di oggi a livello mondiale: la condizione dei migranti. E non solo.

Padre Alejandro Solalinde, direttore del centro per migranti Hermanos en el Camino di Ixtepec, nello Stato di Oaxaca, in Messico, arriva in Italia per una tre giorni di incontri pubblici e privati.

Dopo l’incontro con il Sindaco Fassino e l’Assessore alle Pari Opportunità Ilda Curti, Padre Solalinde incontrerà la Città di Torino.

ore 17 Incontro con gli studenti dell’Università di Torino presso il Campus Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena 100, Torino. Sala Lauree Rossa) Testimoniare, raccontare senza filtri uno degli stati più violenti al mondo, per aumentare la consapevolezza dei giovani e delle giovani torinesi.
Padre Solalinde dialogherà con Lucia Capuzzi, giornalista di Avvenire e autrice del recente Coca Rosso Sangue. Sulle strade della droga da Tijuana a Gioia Tauro (Edizioni San Paolo).

ore 20.30 Incontro con la cittadinanza presso il Cecchi Point (Via Cecchi 17, Torino) e proiezione del documentario “Los Invisibles”
Come poter agire concretamente a livello internazionale per spingere sempre di più istituzioni e società civile verso una piena assunzione di responsabilità nella difesa dei diritti umani di tutti?

Dall’11 al 20 ottobre
“Vittime invisibili. Il viaggio dei migranti in Messico”
(mostra fotografica a cura di Amnesty International)
presso la Biblioteca Civica Centrale (Via Cittadella 5, lun 15-19.55; mart-ven 8.15-19; sab 10.30-18).