Il mondo vuole delle donne trasparenti

Internazionale  11 marzo 2018     –    Laurie Penny  – New Statesman, Regno Unito

Attraversiamo una crisi, che sarebbe presa più seriamente se non riguardasse quasi solamente le donne. I ricoveri per disordini alimentari sono quasi raddoppiati in sei anni, mentre genitori e pazienti esprimono il loro strazio nel cercare cure che siano anche solo minimamente adeguate. In tutto il paese, in tutto il mondo, donne e ragazze si autoimpongono di fare la fame, a volte fino a morirne. Che vogliamo fare?

La settimana della consapevolezza dei disturbi alimentari si è appena conclusa, e ancora una volta i giornali hanno finto di chiedersi cosa mai abbia spinto delle sciocche giovani donne ad avviarsi verso un lento suicidio, corredati da sensuali foto di magrissime modelle svestite in posa per l’obiettivo dei fotografi, oltre che da una serie di distratte banalità sul fatto che le ragazze debbano in realtà lavorare sulla loro “immagine corporea” e, se possibile, smettere di leggere tutte queste riviste. Leggi il resto »

Lo psichiatra: anoressia e la cultura malata del «dimagrisci»

Corriere della sera     –  27 novembre 2017    di Giovanni Abbate Daga

La questione è che i disturbi alimentari sono ancora troppo spesso considerati capricci o «fisse». Il pregiudizio ritarda gli interventi precoci e mina la prevenzione

Una diciannovenne marchigiana spinge una quindicenne di Ivrea e altre ragazze ad entrare nel labirinto dell’anoressia. Le guida servendosi della Rete. In questo caso e molto spesso le ragazze vittime sono minori, vivono le contraddizioni dell’adolescenza nella versione liquida dei nostri anni. La spirale si avvita fino a quando una madre si accorge della sofferenza della figlia e spezza le catene. Fine della storia? Purtroppo no. L’anoressia quando si instaura ha una forza propria e resiste ai trattamenti.

 La questione è che i disturbi alimentari sono ancora troppo spesso considerati capricci o «fisse». Il pregiudizio ritarda gli interventi precoci e mina la prevenzione. L’anoressia nervosa invece è una grave malattia, in cui la volontà non è più libera. In breve tempo chi soffre non è in più grado di controllare la dieta, si vede grassa anche se scheletrica. Uno studio italiano ha messo in luce che intercorrono due anni tra l’esordio dei sintomi e l’inizio di cure appropriate. Troppi. In Piemonte l’Assessorato alla Sanità e la Commissione regionale Pari Opportunità sensibilizzano medici ed insegnanti. Ma è indispensabile fare di più per limitare nei giovani la sovrabbondante cultura del «fare la dieta», che negli adolescenti aumenta di 23 volte il rischio di sviluppare anoressia. Chi cresce ha bisogno di nutrimento, alimentare ed affettivo.

La riscossa delle modelle. «Mai più in passerella chi indossa la taglia 36»

La Repubblica 7 settembre 2017  –   Anna Lombardi

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La Francia vieta le modelle anoressiche. Servirà il certificato medico

Huffington Post  – 6 maggio 2017    – Silvia Renda

Per tutelare i più giovani, impedire la diffusioni di “immagini irrealistiche dei corpi” e lottare contro i disordini alimentari, la Francia ha approvato una legge che vieta alle modelle “magre in maniera non sana” di lavorare. Avranno l’obbligo di fornire un certificato medico, della durata di due anni, per dimostrare che il loro indice di massa corporea si trova all’interno di una gamma sana.

La misura sarà confrontata con i parametri di “sottopeso” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in base ai quali si deciderà se la modella è idonea a sfilare in passerella. Non è stato imposto però un indice di massa corporea minimo, dopo le proteste da parte di diverse agenzie di modelle.

“Esporre i giovani a immagini irrealistiche di corpi alimenta una scarsa autostima, che può portare a comportamenti dannosi per la salute”, dice il ministro francese della Sanità, Marisol Touraine, “Vogliamo evitare la promozione di ideali di bellezza inaccessibili, per prevenire l’anoressia tra i giovani. L’obiettivo è anche quello di proteggere la salute di un settore particolarmente a rischio”.

Non si tratta dell’unica azione attutata dal governo per lottare contro i disturbi alimentari e le degenerazioni dannose nel campo della moda: una seconda legge imporrà di attribuire l’etichetta “fotografia ritoccata” a tutte le immagini in cui la silhouette delle modella viene modificata in post produzione.

Le agenzie che dovessero utilizzare modelli senza certificati medici validi verranno punite con una multa pari a 75mila euro e una reclusione fino a sei mesi di carcere per i responsabili. Per la mancata certificazione delle immagini ritoccate è prevista una multa pari a 37mila 500 euro.

Visto il ruolo di primo piano che Parigi ha nel mondo della moda, le nuove misure potrebbero ripercuotersi sull’industria internazionale del fashion. In Francia i disturbi alimentari colpiscono circa 600mila persone e rappresentano la seconda causa di mortalità fra i 15 e i 24 anni, dopo gli incidenti stradali. Tra queste 40mila sono anoressici, il 90% donne.

L’anoressia come modello? Su una copertina di Marie-Claire

ARTRIBUNE  venerdì, 23 ottobre 2015 – Clara Tosi Pamphili

L’anoressia come modello? Su una copertina di Marie-Claire

Sarà anche “una sana taglia 38”, come ha scritto la direttrice del mensile, ma il modello è condivisibile? Magrissime mannequin sono espressione della moda da sempre. Ma il problema sta solo nella copertina di Marie-Claire? L’opinione di Clara Tosi Pamphili.

COME NASCE L’IMMAGINE DI MODA
Diamo un inizio alla rappresentazione dell’immagine della moda, decidiamo che la data è quella del 17 dicembre 1892, quando uno dei membri della migliore high society newyorchese, Arthur Baldwin Turnure, presenta il primo numero di Vogue. La rivista è una sorta di guida di stile per la ricca borghesia americana, per capire il comportamento aristocratico del vecchio continente e imitarlo. Leggi il resto »