Figli, figliastri e colpe dei padri.

Palomar blog della Fondazione piemontese Istituto Antonio Gramsci 3 febbraio 2016
Dunia Astrologo

Leggendo questa intervista a Giuseppe Vacca, Presidente dell’Istituto Gramsci di Roma (http://www.corriere.it/politica/16_febbraio_03/vacca-intervista-family-day-non-reazionario-b2415284-c9e8-11e5-83af-3e75cf16ed0a.shtml ) mi sono venute in mente le parole con cui Pasolini apriva le Lettere Luterane: “Uno dei temi più misteriosi del teatro tragico greco è la predestinazione dei figli a pagare le colpe dei padri”.

Direte: ma che c’entra questo con le questioni dei diritti civili, invocate nell’intervista? Infatti c’entra solo per un aspetto ed è quello che provo a condividere con chi mi legge. Nel fare un gran calderone tra diritti relativi al riconoscimento di unioni tra persone che non vogliono ricorrere al matrimonio (ricordiamoci che le “unioni civili” riguardano anche queste famiglie); persone che non possono perché la legge glielo impedisce (giacché sono omo-sessuali); persone che non possono né vogliono perché con-giunte in altro modo (fratelli, cugini o che altro), le posizioni politiche più radicali finiscono per contrapporsi sul punto che appare più fragile della proposta di legge Cirinnà, cioè quello che la pigrizia giornalistica identifica come stepchild adoption, ovvero la possibilità di adottare, da parte di uno dei membri della coppia (ancora da costruire, dal punto di vista giuridico), il figlio dell’altro membro. Ciò che renderebbe possibile educare, mantenere, curare e anche legittimamente coccolare, questo figlio da parte del genitore adottivo anche nel caso che il genitore “naturale” dovesse venire a mancare. Questa parte del ddl Cirinnà prevede casi che oggi riguardano circa 500 coppie, secondo dati ufficiali, che potremmo immaginare sottovalutati, certamente, ma non credo moltiplicati per 1000. Leggi il resto »