La Cassazione precisa: bigenitorialità non significa dividere il figlio a metà

La Repubblica.it       16 gennaio 2019        Alessandro Simeone

La Corte di Cassazione ha ribadito che quando i genitori si lasciano il figlio ha il diritto di godere dell’apporto di entrambi ma non con l’imposizione rigida del “metà tempo a testa”, come invece prevederebbe il Ddl Pillon.

Con una recente decisione, la Corte di Cassazione, ribadendo numerose sue precedenti pronunzie, ha specificato che quando i genitori si lasciano il figlio ha il diritto di godere dell’apporto di entrambi (il c.d. diritto alla bigenitorialità).
La Cassazione, che, è bene ricordarlo, sono i giudici più importanti e “alti in grado” in Italia, ha anche precisato che il diritto del minore alla bigenitorialità non è il diritto dei genitori a spartirselo a metà secondo i propri capricci o logiche, tipiche di molte coppie “scoppiate”, di vendetta trasversale.
Questo non vuole dire che sia vietato prevedere che, in caso di rottura della coppia genitoriale, il figlio possa passare metà tempo con un genitore e metà con l’altro. Sarebbe però sbagliato, secondo questa e altre, numerosissime, decisioni, fissare come regola generale quella del metà tempo: ogni famiglia e ogni bambino costituiscono un mondo a parte, con singolarità, storie, abitudini e specificità che devono essere rispettate anche, e soprattutto, se i genitori si lasciano. Leggi il resto »

Ddl Pillon: più che una riforma, un contrattacco

Femministerie 11 settembre 2018

Un assaggio della “famiglia illiberale”, quella per capirci che hanno in testa i sovranisti al governo, si aggira per le stanze del Senato. Si tratta del disegno di legge del senatore Pillon “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”.

Sono molti i motivi per opporsi decisamente e non prenderlo sottogamba. Dietro un finto e astratto egualitarismo si nasconde un’impostazione classista e sessista. Nella relazione che accompagna il testo depositato in Commissione Giustizia si fa riferimento all’Europa e ai dati sulle separazioni negli altri paesi, dove l’affido condiviso è più diffuso che in Italia, ma mai si dice che siamo il paese in cui vi è la più rigida divisione sessuale del lavoro domestico e di cura. I maschi italiani sono infatti gli europei che dedicano meno ore a tali occupazioni. Leggi il resto »

Ecco perché la riforma del diritto di famiglia è una follia senza senso

Linkiesta  11 settembre 2018   – Flavia Perina

La fine degli alimenti, il mantenimento diretto, la bigenitorialità perfetta: il ddl Pillon, sostenuto da Lega e Cinque Stelle, complicherà la vita delle coppie separate. Quasi quasi, meglio stare assieme

Il poveruomo italiano sopravvissuto alle streghe del MeToo è ora pronto ad un’altra e ben più impegnativa battaglia, cioè quella di rimettere a posto le sue ex – quelle che ha sposato si intende, le altre non fanno testo – e le loro pretese predatrici su figli, soldi, case. Sui social si festeggia il disegno di legge del senatore Simone Pillon, co-firmato da Cinque Stelle e Lega e presentato ieri al Senato dove ha iniziato il suo iter in Commissione Giustizia. Il nocciolo è l’abolizione dei vecchi alimenti, la cifra fissa che veniva concessa all’affidatario dei figli, cioè generalmente la madre, per sostituirli col pagamento diretto delle spese a piè di lista detto anche mantenimento diretto. I firmatari della legge ammettono che la scelta è avvenieristica, che il mantenimento diretto non esiste in alcuna parte del mondo tranne California, Belgio e Stato di Washington, ma perché non osare l’avanguardia? E non dite che è difficile paragonare l’Italia con Paesi a piena occupazione femminile. Se le italiane separate non hanno lavoro che vadano a lavar le scale, se ne gioverebbe anche il contingentamento delle colf di origine moldava, rumena, polacca.

La si butta a ridere perché altro non sembra possibile fare. Il ddl ha un largo consenso, oltre i confini della maggioranza. La destra moderata è incline ad accettarne i principi. La sinistra forse strillerà un po’, ma difficilmente entrerà in conflitto con l’armata dei padri separati che da anni è diventata assai potente e decisa a ribaltare codici che ritiene punitivi. Il mondo cattolico probabilmente resterà alla finestra: le nuove «norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità» trasformano separazione, divorzio e cura dei figli in un tale calvario che molte rinunceranno con un mesto ritorno all’ipocrisia dei tempi antichi. Teniamoci il matrimonio, pure se non funziona, perché romperlo rischia di sfasciarci la vita. Leggi il resto »

Lettera del Telefono Rosa Piemonte di Torino al Senatore Pillon

COMUNICATO STAMPA

 In vista della discussione nell’Aula del Senato prevista per lunedì 10 settembre 2018 del Disegno di Legge n. 735 “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”- primo firmatario il senatore avvocato Simone Pillon, già fondatore del Family Day – il Telefono Rosa Piemonte di Torino invia

LETTERA APERTA URGENTE

 Al Senatore Simone Pillon

 E per conoscenza

Alla Presidente del Senato della Repubblica

Al Presidente della Camera dei Deputati

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Ministro della Giustizia

 Egregio Senatore Pillon,

Abbiamo letto con molta attenzione il testo del disegno di legge n. 735 e siamo estremamente perplesse sulle proposte e sulle modalità di attuazione del “cambiamento” che la norma e i suoi firmatari propugnano.

Per più di un motivo ci pare che il reale effetto del disegno di legge possa essere semplicemente quello di scoraggiare e complicare le separazioni, a prescindere dalla opportunità delle stesse – anche nell’interesse dei figli – qualora sia sopravvenuta l’insostenibilità della convivenza nei rapporti coniugali in crisi.

In sintesi, sottoponiamo le nostre più immediate ed evidenti osservazioni critiche, con riserva di approfondimenti. Leggi il resto »