«Tecnica, consigliera, ragioniera»Boldrini e la grammatica alla Camera

Corriere della sera – La 27 ora  7 dicembre 2016  – Monica Guerzoni

 

La «battaglia per la grammatica italiana» ingaggiata da Laura Boldrini continua, con una nuova sfida. La presidente della Camera ha avviato le procedure per declinare al femminile le cariche di tutte le dipendenti di Montecitorio. Lunedì al Palazzo dei gruppi parlamentari inizieranno le operazioni per sostituire il tesserino fotografico di riconoscimento. Via il vecchio badge e avanti con il nuovo. In nome dell’Accademia della Crusca e a dispetto dei sindacati interni, che protestano contro i nuovi «indirizzi in tema di linguaggio di genere».

Dalla prossima settimana a Montecitorio il consigliere capo servizio donna diventerà consigliera, l’interprete-traduttore si ritroverà traduttrice, il tecnico dovrà abituarsi a sentirsi chiamare tecnica e via così per il consigliere (consigliera), l’addetto stampa (addetta stampa), il documentarista bibliotecario (bibliotecaria), il ragioniere (ragioniera)… Le più infastidite sono le donne segretario parlamentare che si sono battute a lungo in passato per liberarsi di quella «a», un tempo ritenuta discriminatoria. Lo ricorda la missiva che i sindacati hanno inviato a Laura Boldrini e al segretario generale Laura Pagano, destinata fra pochi giorni a diventare segretaria generale: «Non appare superfluo ricordare che la denominazione al maschile del termine scaturisce da rivendicazioni sindacali volte a superare una concezione riduttiva di una professionalità che, fino ad allora, veniva associata alla funzione di “persona tuttofare”». Leggi il resto »