Una sentenza non va solo letta, va capita

Laura Onofri
Condivido la lettura che è stata fatta da Raffaella Calandra in questo articolo della sentenza    della Cassazione su uno stupro di gruppo che tanto ha fatto discutere in questi giorni, sia sui social, sia all’interno di associazioni che trattano il dramma della violenza.
Noi, come Snoq Torino,  non abbiamo commentato questa sentenza, perchè prima di tutto le sentenze vanno lette e capite. Ed è necessario avere anche gli strumenti per saperle leggere. Così come non ci si improvvisa chirurgo, non ci si improvvisa giurista.
Sappiamo bene poi che spesso l’informazione passa attraverso articoli e titoli troppo sensazionalistici e fuorvianti.
E’ innegabile però  che  ci sono state alcune sentenze, specialmente nell’ultimo periodo, che ci hanno lasciate sconcertate per l’interpretazione che è stata data sui comportamenti sia della parte offesa che dello stupratore e violentatore.
Quello su cui dissento su questo articolo è che sì io credo che alcuni giudici si lascino influenzare da stereotipi sessisti perchè tutta la società ne è permeata e perchè anche chi lavora su questi temi da tanto tempo a volte cade nella trappola del pregiudizio anche senza rendersene conto.
Rimane il fatto che è auspicabile che sia la magistratura, giudicante e inquirente, sia chi fa a vario titolo informazione,sia formato adeguatamente sul fenomeno della violenza così come succede per le Forze dell’Ordine, per i medici dei pronto soccorso, per gli avvocati e le avvocate che per esempio in Piemonte hanno la possibilità di seguire corsi di formazione che l’Ordine degli Avvocati di Torino, insieme alla Regione Piemonte, organizzano ogni anno. 

Cassazione: per gli stalker divieto di sguardo

La Stampa 6 febbraio 2015 –

Una nuova sentenza fornisce il “decalogo” a difesa delle vittime di atti persecutori

Dal divieto assoluto di avvicinamento e comunicazione alla persona offesa all’«individuazione» precisa dei luoghi cui non deve avvicinarsi: il giudice che applichi a un indagato per stalking la misura cautelare deve specificare quale sia il comportamento da adottare, questo per consentire l’effettività della misura e per meglio tutelare la vittima. La Cassazione fornisce – nella sentenza 5664 della quinta sezione penale – una sorta di decalogo sulle misure a protezione della vittima di atti persecutori. Leggi il resto »

La Cassazione contro le norme sullo stalking: sbagliato il passo indietro sulla querela irrevocabile

da il Sole 24 ore 20 ottobre 2013

La Cassazione boccia la legge sul femminicidio appena approvata (tra le polemiche) dal Parlamento. A non piacere è soprattutto la possibilità di ritirare la denuncia per stalking quando è relativa ad atti non gravi (a fronte di gravi minacce ripetute, ad esempio con armi, la querela diventa irrevocabile). Leggi il resto »