Anche un’informazione scorretta non aiuta a risolvere i problemi

Laura Onofri

Fare buon giornalismo significa innanzitutto dare un’informazione corretta.

Certamente non è il caso dell’articolo di Emanuela Valente dal titolo “Violenza domestica, il «kit della fuggiasca» che non risolve i problemi”  pubblicato ieri sulla 27 ora del  “Corriere della sera” pieno di inesattezze (basta poco per documentarsi…), facile ironia e stereotipi che nell’informazione non vanno mai bene, ma ancor  di più quando si tratta di un tema delicato come la violenza contro le donne.

Prima inesattezza: il Consiglio Regionale del Piemonte non ha  “scelto la via del gadget: una valigia con tutto l’occorrente in omaggio alle donne che decidono di «non tornare più a casa” e non ha utilizzato “fondi pubblici per l’acquisto di canottiere e dischetti di cotone”.

L’iniziativa, che piaccia o meno,  è stata voluta e finanziata dal Soroptimist locale  che, essendo un’associazione privata,  non spende quindi soldi pubblici, ma fondi  raccolti nell’ambito della sua associazione e li destina come meglio crede.

Per quanto riguarda  la Polizia di Stato, quella  municipale e i Carabinieri del nostro territorio,   inviterei la giornalista, prima di generalizzare e semplificare sugli atteggiamenti che le  Forze dell’ordine hanno  nei confronti delle donne vittime di violenza quando si presentano a sporgere denuncia, di venire a verificare come effettivamente lavorano, quanta delicatezza usano nell’approccio,  di quali strumenti si sono dotati (per esempio la stanza, presente in molti commissariati,   dove le donne possono sporgere denuncia, allestita con tecnologie per registrare la testimonianza su supporti validi ad  evitare alla donna di dover rivivere tantissime volte la violenza subita) Leggi il resto »

Centri antiviolenza, no a consultazione Piano ‘Non parteciperemo a questa concertazione, è finta democrazia’

ANSA 16 dicembre 2014

L’associazione nazionale Dire (Donne in Rete contro la violenza), con i suoi oltre 70 centri antiviolenza, non parteciperà alla consultazione pubblica sul Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere aperta dal Governo il 10 dicembre scorso.

“Non é collezionando opinioni e commenti, critiche e suggerimenti viziati dal pericolo serio della banalizzazione e dello svilimento del fenomeno della violenza alle donne – scrivono in una nota – che si affronta il tema dei diritti violati. Troppi stereotipi e pregiudizi nutrono la percezione sociale e culturale del fenomeno. I Centri antiviolenza Dire, distribuiti sul territorio nazionale, lavorano su questo da oltre un ventennio anche per costruire una cultura, volta al superamento di cliché e di modelli, attraverso iniziative di sensibilizzazione e di formazione”. Leggi il resto »

Maggiori risorse per i Centri Antiviolenza: lo chiede anche il Consiglio Comunale di Torino

La Conferenza Stato-Regioni ha recentemente stabilito il riparto dei fondi stanziati dalla Legge 15 ottobre 2013, n. 119, la cosiddetta “Legge sul femminicidio”: dei diciassette milioni di euro disponibili solo 2.260.000 euro saranno destinati ai Centri Antiviolenza e alle Case Rifugio per il biennio 2013-2014. Ad ogni centro già istituito su tutto il territorio nazionale (352 in totale) andrà quindi un finanziamento per i due anni di circa 6.000 euro , una somma veramente ridicola e che non riuscirà a coprire nemmeno le esigenze minime dei Centri antiviolenza. Leggi il resto »

“Femminicidio e stalking: basta perdere tempo” di Valeria Fedeli

l’Unità 12 luglio 2014

DOPO ANNI DI INDIGNAZIONE E DISCUSSIONI SULL’EMERGENZA FEMMINICIDIO, ANCORA INSUF- FICIENTI RISULTANO ESSERE GLI STRUMENTI DI DIFESA DELLE VITTIME E DEI LORO FAMILIARI.
La sfida da affrontare è quella di un’adeguata applicazione della legge n. 119 del 2013, recante varie disposizioni urgenti tra cui, appunto, quelle in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere. In questa legge non solo vengono affrontati alcuni importanti aspetti penali degli atti persecutori, ma viene anche previsto un piano di finanziamento per il sostegno delle vittime. Leggi il resto »

Basta con l’apertura di centri antiviolenza senza qualifica e storia: le donne hanno bisogno di approcci di libertà

Pubblichiamo un nuovo Comunicato stampa dell’Associazione Nazionale D.iR.e. Donne in rete sempre sul tema del riparto dei finanziamenti da distribuire nell’ambito del Piano contro la violenza sulle donne

L’associazione nazionale D.i.Re Donne in Rete, che rappresenta 67 centri antiviolenza, si mobilita contro il riparto dei finanziamenti che verrà discusso alla prossima Conferenza Stato – Regioni del 10 luglio. Saremo presenti per far sentire la nostra voce. Leggi il resto »