L’odio contro le donne: da non punire sui social, secondo la maggioranza

La Stampa 9 luglio 2019 Flavia Amabile

Via libera della commissione Giustizia del Senato al disegno di legge sul Codice rosso ma bocciato dalla maggioranza un emendamento delle opposizioni per perseguire la propaganda e l’istigazione alla discriminazione e la violenza contro le donne

Non si deve punire l’odio contro le donne diffuso su social e in generale sulla rete. La maggioranza ha bocciato ogni tentativo delle opposizioni di sostenere un emendamento al disegno di legge che introduce il Codice Rosso all’esame della commissione Giustizia del Senato. E’ una decisione che arriva proprio nel pieno delle polemiche del sottosegretario alle Pari Opportunità Vincenzo Spadafora che accusa il ministro Salvini di usare un linguaggio che incita l’odio maschilista. In nome della lotta alla violenza verbale contro le donne si uniscono tutte le opposizioni, compresi Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

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“Il codice rosso in materia di violenza di genere non è neanche un pannicello caldo” avv. Michela Quagliano

Pubblichiamo le considerazioni  sul Codice Rosso in materia di violenza di genere dell’avvocata Michela Quagliano, dell’Ordine degli Avvocati di Torino e Presidente dei Giuristi Democratici – Torino

Approvato dal governo il “codice rosso” in materia di violenza di genere
Il disegno di legge che porta le firme del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e di quello della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei ministri e presto approderà in Parlamento per ladefinitiva approvazione.

Va innanzi tutto detto che non si tratta di un intervento legislativo vero e proprio, bensì della riforma di alcuni articoli del codice di procedura penale. Ecco i punti principali del testo.

Sparisce, con una modifica dell’articolo 347 del codice di procedura penale, ogni discrezionalità da parte della polizia giudiziaria che, una volta ricevuta una denuncia da parte di una donna per maltrattamenti, violenza sessuale, atti
persecutori e lesioni aggravate subiti e commessi in contesti familiari o di semplice convivenza, dovrà inviarla subito al magistrato senza valutare se sussistono ragioni di urgenza. Il testo prevede le formule “immediatamente” e
“senza ritardo”, ma non contempla termini processuali. Leggi il resto »