Il Jobs Act del lavoro autonomo

in.Genere      29 luglio 2017        Rosita Zucaro

Cosa cambia per lavoratrici e lavoratori autonomi in termini di conciliazione tra vita e lavoro. Le novità in materia di congedi parentali e maternità

La legge n.81 del 2017, “Misure per la tutela del lavoro autonomonon imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi di lavoro subordinato”, ha ampliato le tutele per le lavoratrici e i lavoratori autonomi, oltre a fornire una cornice normativa allo smart working[1].

Dopo il Jobs Act del lavoro dipendente, che nel 2015 ha esteso le tutele in materia di genitorialità, maternità soprattutto, la normativa qui in commento interviene sullo stesso versante per quanto attiene gli autonomi. Con tale provvedimento legislativo, quindi, si cerca di ridurre, almeno in parte, la distanza in termini di conciliazione vita-lavoro tra lavoro dipendente e autonomo.

La legge delega il governo ad adottare entro dodici mesi dall’entrata in vigore del provvedimento un decreto legislativo volto ad ampliare le prestazioni di maternità riconosciute alle lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata. Nello specifico, al fine di incrementare le prestazioni legate al versamento della contribuzione aggiuntiva per gli iscritti alla gestione separata, il governo dovrebbe ridurre i requisiti di accesso alle prestazioni di maternità, incrementando il numero di mesi precedenti al periodo indennizzabile entro cui individuare le tre mensilità di contribuzione dovuta, nonché introduzione di minimali e massimali per le medesime prestazioni.

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Verso un’equa condivisione Il Social Pillar dell’Europa

in.Genere     29 giugno 2017                     Valeria Viale

Il divario occupazionale tra donne e uomini è dell’11,6% e costa all’Europa 370 miliardi di euro ogni anno. Con l’approvazione del Social Pillar l’Ue propone una serie di misure per affrontare una sfida che non è solo culturale ma fiscale

A distanza di anni dall’inizio della discussione che ha portato all’approvazione del Social Pillar, il Pilastro europeo sui diritti sociali, Valeria Viale racconta il primo passo di un percorso che continueremo a seguire su inGenere in tutte le sue conquiste e contraddizioni.

Il 26 aprile 2017 la Commissione europea ha pubblicato lo European Pillar of Social Rights, proposta a lungo attesa con la quale l’Ue mostra tutta la sua intenzione di rafforzare l’implementazione dei diritti sociali in tutti gli Stati membri. Scopo del Pilastro è quello di essere guida efficiente verso nuovi tassi di occupazione e di rispondere alle sfide cui l’Unione è chiamata in tema di diritti sociali. 20 i principi chiave raccolti in tre macro ambiti: pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, eque condizioni di lavoro, inclusione e protezione sociale.

Nell’ambito del Pilastro europeo dei diritti sociali, la Commissione ha presentato una serie di iniziative legislative e non legislative concernenti l’equilibrio tra attività professionale e vita privata. “Viviamo nel XXI secolo e il nostro atteggiamento nei confronti della vita e del lavoro, delle donne e degli uomini deve essere al passo con i tempi. Le nostre figlie e i nostri figli non dovrebbero essere tenuti ad aderire ai modelli dei nostri nonni. Non esiste un solo ‘giusto equilibrio’: si tratta di scelte. È ora che diamo a tutti la possibilità di scegliere davvero come desiderano plasmare la propria esistenza, crescendo i figli, dedicandosi alla carriera, occupandosi dei familiari anziani, vivendo la propria vita.” ha dichiarato il primo Vicepresidente Frans Timmermans nel giorno della presentazione del pacchetto. Leggi il resto »

Lavoro domestico e occupazione femminile: dialogo tra saperi

Giovedì 3 novembre 2016
Ore 10.00, Sala Lauree Rossa Grande
Campus Luigi Einaudi – Lungo Dora Siena 100, Torino

Lavoro domestico e occupazione femminile: dialogo tra saperi

Seminario di discussione a partire dal volume di Renzo Carriero e Lorenzo Todesco “Indaffarate e soddisfatte. Donne, uomini, e lavoro familiare in Italia” (ed. Carocci)

Introducono
Paola Maria Torrioni, Coordinatrice dell’Osservatorio MUSIC
Mia Caielli, Direttrice del CIRSDe
Roberta Bosisio, componente del Consiglio di Gestione del CIRSDe
Discutono con gli autori
Letizia Mencarini (demografa, Università Bocconi)
Mauro Migliavacca (sociologo, Università di Genova)
Silvia Pasqua (economista, Università di Torino)

Perché il lavoro familiare continua a ricadere prevalentemente sulle donne? Per rispondere a questa domanda, ancora insoluta, il volume analizza empiricamente diverse questioni legate al lavoro familiare: il tempo che donne e uomini vi dedicano, i mutamenti osservabili nello spazio, nel tempo e lungo il corso di vita degli individui, il contributo di bambini, colf e baby-sitter. Viene inoltre preso in esame il ruolo giocato dalle risorse economiche e culturali degli individui, dalla percezione di equità e dal contesto sociale sulla negoziazione tra i partner circa la divisione del lavoro familiare, nonché gli effetti di quest’ultima sul benessere psichico. Le conclusioni della ricerca lasciano presagire che la soluzione dell’enigma sia da ricercare nel peculiare contesto culturale italiano, che porta molte donne a essere sì indaffarate, ma tutto sommato soddisfatte.

INDAFFARATE E SODDISFATTE DONNE, UOMINI E LAVORO FAMILIARE IN ITALIA

INDAFFARATE E SODDISFATTE
DONNE, UOMINI E LAVORO FAMILIARE IN ITALIA

di Renzo CARRIERO e Lorenzo TODESCO

3 OTTOBRE 2016 ore 18.30
FONDAZIONE “FULVIO CROCE”- Via Santa Maria 1—Torino

INTERVENGONO:
Emiliana OLIVIERI Presidente Fondazione dell’Avvocatura torinese “Fulvio Croce”
Laura ONOFRI SNOQ? Torino
Maria SPANO’ Foro di Torino

SARANNO PRESENTI GLI AUTORI

Il lavoro familiare è di fondamentale importanza per la vita quotidiana delle persone: in sua assenza, tutti i beni e i servizi prodotti gratuitamente grazie alle attività domestiche e di cura andrebbero acquistati sul mercato. Tuttavia, svolgere questo lavoro richiede molto tempo, e ciò penalizza la partecipazione alle altre attività della vita quotidiana. Ma perché il lavoro familiare continua a ricadere prevalentemente sulle donne? Per rispondere a questa domanda, ancora insoluta, il volume analizza empiricamente diverse questioni legate al lavoro familiare: il tempo che donne e uomini vi dedicano, i mutamenti osservabili nello spazio, nel tempo e lungo il corso di vita degli individui, il contributo di bambini, colf e baby-sitter. Viene inoltre preso in esame il ruolo giocato dalle risorse economiche e culturali degli individui, dalla percezione di equità e dal contesto sociale sulla negoziazione tra i partner circa la divisione del lavoro familiare, nonché gli effetti di quest’ultima sul benessere psichico. Le conclusioni della ricerca lasciano presagire che la soluzione dell’enigma sia da ricercare nel peculiare contesto culturale italiano, che porta molte donne a essere sì indaffarate, ma tutto sommato soddisfatte.

Alla presentazione seguirà un aperitivo

ISCRIZIONI
Programma RICONOSCO per gli iscritti al FORO di TORINO
Per tutti gli altri: prenotazionecorsi@ordineavvocatitorino.it
La partecipazione è titolo per l’attribuzione dei crediti formativi