Tutte le donne del mondo a Vancouver. Ce ne siamo accorte?

Giulia giornaliste
Assenti i media italiani. Reportage dalla più grande conferenza internazionale sulle questioni di genere [di Stefania Burbo]

Arriva dallo Zambia, ha 18 anni, lo sguardo fiero e le idee molto chiare:«rappresento non solo il futuro ma il presente della leadership giovanile.

Noi giovani vogliamo interrompere le dinamiche attuali di potere, fare progressi su questioni profondamente radicate e affermare il cambiamento per le ragazze e le donne in tutto il mondo». Sì è presentata così, Natasha Chibesa Wang Mwansa, alla plenaria di apertura di Women Deliver 2019, la più grande conferenza internazionale sulle questioni di genere che si è tenuta in Canada dal 3 al 6 giugno: oltre 8mila fra attiviste/i, rappresentanti della società civile accanto a parlamentari e funzionari governativi, ma anche influencer, accademiche/i, attiviste/i, giornaliste/i provenienti da 165 paesi, centinaia i media mainstream presenti, tranne quelli italiani, a conferma che certe questioni continuano a non far notizia nel nostro paese.


Anche una delegazione del Network italiano Salute Globale e di Aidos ha partecipato ai lavori: uno slalom fra sessioni parallele di discussione e approfondimento su molteplici temi. Dai diritti sul corpo delle donne, con le restrizioni enormi negli Stati Uniti e diversi altri paesi in tema di aborto e prevenzione, alla necessità di investire sull’informazione e la formazione rispetto alla salute sessuale e riproduttiva di bambine e ragazze, alle strategie e pratiche necessarie per coinvolgere anche i ragazzi, in modo che diventino uomini consapevoli dei diritti delle proprie compagne.

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