«Chi sostiene l’aborto è un cannibale». Chi sono i relatori del congresso delle famiglie di Verona

Open    Emma Bubola – 13/03/2019

Gli slogan dell’evento sono vita e amore, ma tra i relatori del congresso c’è chi crede che gli omosessuali meritino di essere incarcerati o che essere favorevoli all’aborto equivalga al cannibalismo

In Nigeria, dove 3 milioni di persone vivono con l’HIV, c’è chi si scaglia contro la contraccezione e i rapporti sessuali protetti, perché «l’aspetto di unione e procreazione del sesso non deve cambiare, altrimenti porterà a promiscuità e omosessualità». In America c’è chi sostiene che mettere in dubbio le strutture familiari tradizionali «contenute nella Bibbia» equivalga a normalizzare la pedofilia. In Moldavia, c’è un presidente che dichiara di non aver mai promesso «che sarebbe stato il presidente dei gay», ma che questi «avrebbero dovuto eleggere il loro presidente».

Salvini, Fontana, Meloni e il patrocinio di Palazzo Chigi

Per tre giorni, dal 29 al 31 marzo, queste persone si ritroveranno a Verona per unire le loro rivendicazioni in un unico coro. Il tredicesimo Congresso Mondiale delle Famiglie  era inizialmente patrocinato dalla presidenza del Consiglio, ma dopo varie polemiche pare che il premier abbia fatto un passo indietro. Al congresso, volto a promuovere i valori della famiglia tradizionale, saranno presenti il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana, il presidente della regione Veneto Luca Zaia e Giorgia Meloni.

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Il patrocinio al World Congress of Families: uno schiaffo alla Costituzione

Laura Onofri

Il  patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri al World Congress of Families, che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo e che vedrà la partecipazione, nella veste di relatori, dei ministri Marco Bussetti (Istruzione), Lorenzo Fontana (Famiglia e Disabilità) e Matteo Salvini (Interno) è  l’ennesimo schiaffo alla nostra Costituzione.

Infatti Il World Congress of Families, è stato segnalato con la dicitura di gruppo istigatore all’odio da organismi internazionali quali Southern Poverty Law Center (SPLC) e Human Rights Campaign,  perche’  «Tra gli obiettivi del WCF – non rientra soltanto la difesa della “famiglia naturale”, ma anche la promozione di una concezione delle relazioni familiari basate sulla subordinazione della donna all’uomo e su una decisa compressione dell’autodeterminazione femminile, ad esempio per ciò che riguarda la conciliazione tra vita familiare e lavoro», come  rileva Monica Cirinnà  nella mozione di cui è prima firmataria e che è stata sottoscritta da tutti i senatori del PD e dal gruppo dei senatori di LEU,  del PSI , dal Gruppo delle Autonomie , da Emma Bonino di +Europa, ma anche dalla senatrice Nugnes del Movimento 5 stelle.

Il Presidente del Consiglio ha pubblicamente smentito il patrocinio, peccato che il logo compaia in tutti i manifesti del Congresso, come si può bene vedere dalla foto pubblicata a fianco.

Anche alla Camera è stata presentata una interrogazione  analoga a firma  Nicola Fratoianni e Laura Boldrini,  che chiede come sia possibile  concedere il patrocinio ad un ‘associazione che vede tra i suoi soggetti organizzatori e tra i relatori  portatori di messaggi omofobi e presentatori di  leggi liberticide e miranti alla repressione penale dell’omosessualità, oltre che alla limitazione dell’autodeterminazione in materia affettiva e familiare, o personalità che hanno fatto della battaglia  dell’antiabortismo e del  sostegno  della famiglia tradizionale come il russo Dmitri Smirnov, la ministra per la famiglia del governo ungherese, Katalin Novak e il presidente moldavo Igor Dodon, che ha spesso espresso posizioni omofobe o  Theresa Okafor, un’attivista nigeriana che nel 2014 ha proposto una legge che criminalizza le unioni tra persone dello stesso sesso, o  Lucy Akello, Ministro ombra per lo sviluppo sociale in Uganda, che nel 2017 ha presentato al parlamento ugandese una legge contro le coppie omosessuali, già proposta nel 2014, che prevedeva originariamente la pena di morte per “omosessualità aggravata”».

Non possiamo accettare in alcun modo il sostegno del governo ad una manifestazione che non riconosce leggi dello stato, come la legge sull’interruzione di gravidanza, o quella sulle Unioni civili, che vorrebbe relegare le donne in ruoli sociali superati da decenni, e che  teorizza leggi omofobe e incivili alimentando odio e discriminazione.

Noi saremo a Verona dal 29 al 31 marzo insieme a tante altre organizzazioni e associazioni per respingere questi attacchi ai diritti conquistati a acquisiti da tanti anni.

Tutte e tutti a Verona quindi, e come ha detto ieri sera al Teatro Astra  Laura Boldrini,  “à la guerre comme à la guerre” 

 

Per richiedere il ritiro dei patrocini firma questa petizione