Aborto sicuro e contraccezione gratuita per tutt*!

Aborto sicuro e contraccezione gratuita per tutt*!

2 luglio 2020, ore 11.00 Presidio al Ministero della salute, Piazza Castellani (Lungotevere Ripa), ROMA

Dopo il caso Umbria, Pro-choice RICA (Rete italiana contraccezione e aborto) promuove un presidio a Roma per sollecitare le istituzioni competenti a prendere immediati provvedimenti per tutelare e garantire i diritti sessuali e riproduttivi delle donne. In particolare, le promotrici chiedono di sostenere le donne nell’accesso ai servizi medici che garantiscono l’aborto farmacologico e di reintrodurre i contraccettivi in Fascia A, ovvero nei farmaci essenziali e gratuiti

Il presidio si svolgerà presso il Ministero della salute, a sottolineare l’importanza del parere chiesto dal Ministro Speranza al Consiglio superiore di sanità “per favorire, ove possibile, il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico, in regime di day hospital e in regime ambulatoriale, come in uso nella gran parte degli altri Paesi europei” – così nella richiesta del Ministro – e di “prevedere l’aggiornamento delle Linee di indirizzo sull’IVG”, interruzione volontaria di gravidanza, con l’uso di Mifepristone (RU486) e prostaglandine, “tenendo anche in considerazione la possibilità di monitoraggio da remoto attraverso dispositivi tecnologici di telemedicina”.

Durante il presidio verranno consegnate ad Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e Ministero della salute le 80.000 firme raccolte dalla petizione per la contraccezione gratuita e responsabile. Saranno anche consegnate le sottoscrizioni ricevute dal mondo della politica, dell’associazionismo, della cultura e delle professioni mediche all’appello sull’aborto farmacologico promosso da Pro-choice RICA durante l’emergenza Coronavirus. Saranno presenti le associazioni che hanno sottoscritto l’appello, a partire da quelle che aderiscono a Pro-choice RICA, con l’accompagnamento musicale della cantautrice Lucilla Galeazzi.

Iniziativa Pro-choice

All’interno di ospedali pubblici in Italia, ho visto come una rete anti-aborto connessa agli Stati Uniti ‘umilia’ le donne

Open Democracy 9 marzo 2020 di Francesca Visser Tradotto da Francesca Visser e Claudia Torrisi

Una federazione italiana di attivisti anti-aborto, connessa alla destra religiosa statunitense, si sta ‘infiltrando’ negli ospedali per fermare gli aborti. Li ho visti in azione. (In English).

In copertina: l’ospedale San Pio a Benevento dove attivisti anti-aborto aspettano le donne all’interno del reparto IVG due giorni alla settimana | Francesca Visser

Alle 8 del mattino di un venerdì invernale la strada che porta all’ospedale San Pio di Benevento, una cittadina al sud d’Italia, è ricoperta dalla nebbia. I corridoi dell’ospedale sono silenziosi, eccetto al secondo piano, dove le visite per le IVG sono pronte a iniziare.

Dopo ben quarant’anni da quando l’aborto è stato legalizzato in Italia, questa procedura rimane difficilmente accessibile – in particolare al sud, dove la maggior parte dei dottori sono obiettori di coscienza. Nel 2017, l’intera provincia di Benevento fu lasciata senza nessun servizio di IVG dopo che l’unico non obiettore al San Pio andó in pensione.

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SALUTE RIPRODUTTIVA CONTRACCEZIONE E DIRITTI/5 – febbraio 2020

DAL MONDO: febbraio 20202 Rassegna stampa internazionale a cura di Cinzia Ballesio, Enrica Guglielmotti e Gabriella Congiu

4 febbraio

Si è svolto a Roma all’Hotel Plaza il Convegno internazionale “God, Honor, Country: President Ronald Reagan, Pope John Paul II, and the Freedom of Nations” “ Dio, Onore e Patria: il presidente Ronald Reagan, Papa Giovanni Paolo II e la Libertà delle Nazioni”

Nessun politico di primo piano ma numerosi rappresentanti internazionali conservatori, tra cui il cattolico tradizionalista italiano noto per le sue posizioni antievoluzioniste Roberto de Mattei.

Uno degli argomenti affrontati è stato “ come ideali universali come i diritti umani possono essere alla base di un’ ideologia pericolosa.” qui l’articolo

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Regione Piemonte: ancora nessuna risposta sulla contraccezione gratuita nei consultori

Nei giorni scorsi avevamo pubblicato la lettera sull’accesso all’interruzione di gravidanza e alla contraccezione gratuita nei consultori. che avevamo inviato all’Assessore Icardi, rimasta ad oggi senza risposta.

Il Consigliere regionale Grimaldi ha proposto un’interrogazione urgente sullo stesso tema.

Qui il comunicato stampa del consigliere Grimaldi: I consultori ancora a corto di preservativi, ma a questa Giunta la salute dei più giovani forse non interessa così tanto

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Lettera all’assessore alla sanità della Regione Piemonte

All’Assessore alla Sanità  della Regione Piemonte  Dr. Luigi Icardi

e per conoscenza ai Consiglieri Regionali, Componenti della IV Commissione

Gentile Dr. Icardi

come Comitato di Torino di “Se Non Ora Quando?” ci occupiamo di diritti delle donne e siamo interessate ad avere un’interlocuzione con rappresentanti delle istituzioni rispetto a queste tematiche.

Come comitato, oltre alla lotta contro la violenza nei confronti delle donne, alle tematiche relative al corretto uso del linguaggio ed alla rappresentanza femminile nelle istituzioni, ci siamo occupate di diritti sessuali e riproduttivi, del diritto cioè di scegliere, quando avere figli, quanti averne e con quali intervalli.

Nel 2018, il Comitato di Torino di “Se Non Ora Quando?” ha organizzato, con il Patrocinio della Regione Piemonte e dell’Ordine dei Medici e deglio Odontoiatri di Torino, un convegno dal titolo “Madre per scelta: la tutela dei diritti delle donne nella rete dei consultori”. Nell’incontro sono stati approfonditi i temi realativi alla situazione europea sulla disponibilità dei metodi contraccettivi ed alla attività dei consultori in Italia ed in Piemonte.

Nello stesso convegno è stata presentata la Deliberazione del Consiglio regionale 3 luglio 2018, n. 300-27935 – Indirizzi e criteri per garantire l’effettivo accesso alle procedure per l’interruzione della gravidanza, ai sensi dell’articolo 9, comma 4, della legge 2 maggio 1978, n. 194 (Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza) e l’effettiva applicazione della legge 29 luglio 1975, n. 405 (Istituzione dei consultori familiari), in cui veniva deliberato:

· l’istituzione di un tavolo di lavoro per l’individuazione della percentuale di obiettori di coscienza presso le strutture sanitarie regionali e la loro distribuzione per predisporre misure per riequilibrare il rapporto tra numero di obiettori e non obiettori

· di approvare indirizzi e criteri per garantire l’effettivo accesso alle procedure di interruzione di gravidanza

· la disponibilità di metodi contraccettivi gratuiti per le cittadine ed i cittadini al di sotto dei 26 anni di età e per ledonne di età compresa tra i 26 ed i 45 anni con esenzione E02 (disoccupazione ) ed E99 (lavoratrici colpite dalla crisi) nel post IVG (entro 24 mesi dall’intervento) e nel post-partum (entro i 12 mesi dal parto)

· l’attuazione da parte delle Regione, di apposita e capillare opera di sensibilizzazione ed informazione sulle modalità di utilizzo dei consultori familiari.

Come Comitato siamo interessate a sapere se, e con quali modalità, è stato dato seguito alle azioni deliberate.

Confidando in una cortese risposta, cogliamo l’occasione per porgere cordiali saluti.

Comitato di Torino “Se Non Ora Quando?