Serve una visione di lungo periodo

Corriere della sera – La 27 ora- 4 maggio 2020 Stefania Graziani, Laura Onofri, Chiara Rivetti

Nonostante gli enormi sforzi già fatti per reagire all’emergenza Coronavirus, che hanno coinvolto sia le istituzioni sia i cittadini, molti nodi critici relativi alla cosiddetta fase due non sembrano ancora sciolti. Mentre il Presidente del Consiglio si affida al senso di responsabilità degli Italiani nella pratica del distanziamento sociale (ma sarebbe forse meglio dire “fisico”, perché la comunicazione interpersonale non è mai venuta meno), da altre parti si chiede la riapertura tout court delle attività economiche, sottovalutando gravemente il rischio sanitario.

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Ripensare il welfare: una necessità immediata, non un lusso che viene dopo

Il Manifesto 26 aprile 2020 Cecilia D’Elia, MaddalenaVianello

#donne&lavoro/ 7. Non sappiamo cosa sia cambiato nelle famiglie in queste settimane, pensiamo però che se i mutamenti privati non sono sostenuti da politiche pubbliche, la ripartenza rischia di aggravare un’ingiustizia più che risolverla

Viviamo chiuse a casa dalla pandemia, per tutela di noi stesse e degli altri. Mai distanziamento fu più sociale di questo. La compressione nello spazio delle nostre attività ha reso più acuta la consapevolezza della cura necessaria a mandare avanti la vita. Sperimentiamo ancor più oggi, una alle prese con un figlio nato da pochi mesi, l’altra con due più che adolescenti e con i rispettivi padri, quanto possa essere grande anche per noi l’affaticamento da lavoro domestico e di cura. Noi che ci siamo sottratte a una divisione dei compiti tra i generi.

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Per realizzare nuove politiche occorre dare voce alle donne e strumenti alla Pubblica amministrazione

Corriere della sera – La 27 ora 30 aprile 2020 Daniela Carlà

È un’occasione per cambiare, per tagliare le cose che da tempo non vanno. Parole del Presidente del Consiglio nella conferenza stampa del 26 aprile. Parole di Presidente e parole sagge, anche perché di cose che non vanno nel nostro Paese ve ne sono. A partire dalla insoddisfacente presenza delle donne nei luoghi in cui si decide , con tutto ciò che ne deriva in termini di impoverimento nelle scelte e nella realizzazione delle medesime. Con la campagna Dateci Voce abbiamo con forza contestato la carenza, se non in qualche caso l’ assenza, di donne nella composizione delle taske force e dei comitati scientifici di supporto al governo nell’ emergenza, con la conseguente sottrazione di competenze invece necessarie per le nostre politiche pubbliche. Un dato non è, invece, emerso con altrettanta evidenza e che è prioritario nell’ indicare ciò che non va: le varie taske force di esperti, quando sono di nomina politica, risultano anche carenti o prive di professionalità interne alla pubblica amministrazione, di manager in grado di orientarsi, effettuare scelte, realizzarle, in quel mondo complicato costituito dalle pa.

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L’aborto è un atto medico. Quando lo si comprenderà anche in Italia?

Quotidiano.sanità.it 28 aprile 2020 Anna Pompili e Mirella Parachini
Ginecologhe AMICA (Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto)

Gentile Direttore,
Il 22 aprile 2020 si è svolta la V Giornata Nazionale per la Salute della Donna, un appuntamento promosso e sostenuto dal Ministero della Salute, che nella pagina dedicata ad essa, ci informa, con una videoregistrazione della sottosegretaria Zampa, dell’istituzione di una pagina specifica dedicata alla “salute della donna ai tempi del CoViD-19”.
 
In questa pagina gli esperti informano le donne italiane sull’infezione da Coronavirus e sui meccanismi per i quali, grazie all’importante ruolo degli estrogeni, esse sono maggiormente protette dall’infezione e dalle sue complicazioni rispetto agli uomini.

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E se cominciassimo a cedere lo scettro della casa?

Corriere della sera – La 27 ora 22 aprile 2020 Laura Onofri

Leggo la sempre attenta analisi di Chiara Saraceno sulla organizzazione familiare di chi ha figli minorenni, nella fase che, speriamo presto, sarà avviata nel nostro Paese per la ripresa delle attività produttive. La fotografia della sociologa è sempre molto lucida e reale. La cura della famiglia in Italia si regge sul carico mentale e sulle spalle delle donne: le cause per questa situazione che ci portiamo dietro da decenni, se non da secoli, sono molteplici.

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