Le millenial e il lavoro senza diritti

in.Genere  21 giugno 2018     –    Federica Volpi – Gianfranco Zucca

Un’indagine condotta dall’Iref sugli under30 nel mercato del lavoro spiega perché le cosiddette ‘millenial’ ci rimettono di più in termini di diritti

La crisi economica ha costretto chi lavora ad accordi al ribasso, concessioni, rinunce e sacrifici. Si è andata diffondendo l’idea che quando il lavoro manca o è a rischio si possa accettare qualsiasi cosa. La deroga rispetto ai diritti sanciti dai contratti collettivi è stata usata per mantenere i livelli occupazionali o mitigare i costi sociali delle ristrutturazioni aziendali, ciò peraltro ha avuto un impatto negativo rispetto alla fiducia di lavoratori e lavoratrici nella contrattazione collettiva e, più in generale, nel ruolo delle organizzazioni sindacali. Loro malgrado, molti in Italia hanno imparato che nel lavoro ci sono sempre meno punti fermi e tutto può essere oggetto di contrattazione, revisione e adeguamento. Leggi il resto »

Gli ultimi dati Istat parlano di un tasso di occupazione femminile al 48,8%, un record storico per l’Italia. Ecco perché in tempi di crisi crescono le occupate

in.Genere  4 agosto 2017             – Redazione

L’Italia non ha mai visto così tante donne nel mercato del lavoro. La notizia arriva dall’Istat che ha appena reso pubblici gli ultimi dati su occupazione e disoccupazione. Secondo le stime dell’istituto, a giugno 2017 il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 48,8%. Un record storico: nonostante sia ancora molto distante dalla media europea (65,3%) si tratta della percentuale più alta registrata nel nostro paese dal 1977, anno in cui l’Istat ha iniziato a diffondere i dati sull’occupazione.

Segno di un Jobs Act che funziona? Di un raggiunto consolidamento della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro? A dispetto dei commenti più affrettati, alcuni entusiasti, altri fin troppo cauti, ma tutti limitati dallo scarso dettaglio delle note Istat, le cifre registrate sembrano confermare più che altro tre  processi di fondo.

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Donne al lavoro ai tempi della crisi

La Stampa 2 luglio 2015 blog DONnet – Stefanella Campana

Il rapporto della Consigliera di Parità Alida Vitale: più lavori precari e meno pagati. La maternità crea ancora problemi

Sembrerebbe che pur in tempi di crisi, che segna una costante emorragia di posti di lavoro, si sia ridotto il gender gap tra donne e uomini nel lavoro. Ma in realtà il minor divario è dovuto al peggioramento dell’occupazione maschile non a un aumento di quella femminile che nel 2014 era del 46,9%, ben lontano da quel 60% che auspicava il Trattato Ue di Lisbona, e anche dagli incrementi registrati negli altri paesi europei. E così siamo in coda nelle classifiche nel lavoro delle donne, giusto per capire, prima di Grecia e Malta. Leggi il resto »

Tutte le imprese delle donne

In.genere 22 luglio 2014 – Simona Costagli

Sono di piccole dimensioni e concentrate nel settore dei servizi, anche se negli ultimi tempi le aziende guidate da imprenditrici sono un po’ aumentate in settori più maschili. Ma il turnover è elevato e aumentano solo quelle avviate da straniere. Tutti i dati e le caratteristiche delle attività in proprio delle donne, che spesso sono l’unica alternativa a un mercato del lavoro da tempo asfittico e che le penalizza Leggi il resto »

Pensioni, una donna su due non arriva a mille euro

La Repubblica 30 luglio 2014

Complessivamente sono 23,5 milioni i lavoratori a riposa, ma per 7,1 milioni l’assegno percepito non supera la soglia dei mille euro. Nel 2012, spiega l’Istat, sono stati erogati 271 miliardi di euro: gli uomimi sono meno, ma incassano il 56% delle spesa

MILANO – Pensionati senza tregua. La crisi non allenta la presa e i redditi si fanno sempre più bassi: una donna su due non arriva a mille euro al mese, una soglia che non riesce a raggiungere anche un uomo su tre. Lo certifica l’Istat secondo cui l’importo medio annuo delle pensioni è più basso per le donne (8.965 euro) che per gli uomini (14.728) e si riflette in un più contenuto reddito pensionistico medio, pari a 13.569 euro contro i 19.395 degli uomini. Leggi il resto »