Una magistratura autorevole ha bisogno di un’equa rappresentanza

Daniela Carlà – Noi rete Donne

Il paese ha bisogno di una magistratura autorevole,indipendente,imparziale Può apparire tale se anche al proprio interno fa vivere imparzialità e uguali opportunità tra magistrati e magistrate.

La pari opportunità di genere nelle cariche elettive e nella composizione del CSM e’ un aspetto costitutivo di una concezione alta dell ‘ autonomia della magistratura.

NOI RETE DONNE lo ha affermato in tutte le sedi,considerando la composizione dell organo di autogoverno della magistratura uno snodo rilevante per una effettiva democrazia paritaria nel nostro paese.

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«CSM sia più paritario», dopo l’SOS a Mattarella delle magistrate si unisce anche Noi Rete Donne

Il Messaggero – 3 giugno 2020 Franca Giansoldati

«Vogliamo ribadire che la scarsa presenza delle donne in tutti i luoghi decisionali, e fra questi, l’Organo di autogoverno della Magistratura, impedisce il raggiungimento di una effettiva e piena democrazia nel nostro Paese». Dopo l’Sos lanciato dalla Associazione Donne Magistrate al Capo dello Stato e al ministro della Giustizia, anche Noi Rete Donne, una ramificata associazione femminile che da oltre un decennio è impegnata sui temi della Democrazia paritaria, manifesta sconcerto e preoccupazione rispetto alle notizie che giungono a proposito della riforma della legge elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura a seguito del caso Palamara.

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Lettera dell’ Associazione Donne Magistrate Italiane al Capo dello Stato e Presidente del CSM

All’attenzione di : Al Signor Presidente della Repubblica prof. Sergio Mattarella Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura

ROMA e p.c. Al Signor Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede

Le recenti pubblicazioni su quotidiani del contenuto delle ulteriori captazioni avvenute nel corso delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Perugia hanno confermato la gravità delle condotte poste in essere da alcuni componenti dell’Organo di Autogoverno della Magistratura, già emerse nel maggio 2019, riportando l’attenzione sulla necessità di riforme indilazionabili, sulle quali, invero, si dibatte da tempo. L’ A.D.M.I. ha più volte evidenziato l’urgenza di una risposta efficace alla questione morale che ha investito parte della Magistratura.

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Nomine dei “laici” al Csm e negli altri Consigli di garanzia: per la trasparenza delle procedure e il rispetto dell’art. 51 Cost.

QUESTIONE GIUSTIZIA   25 luglio 2018   – Tania Groppi

La lettera inviata dalle costituzionaliste ai Presidenti delle Camere pone il problema della elezione, da parte del Parlamento, di 21 uomini nelle 21 posizioni disponibili, in piena sintonia con l’esortazione del Capo dello Stato, che ha ricordato alla politica che il mondo «è composto da donne e da uomini, e non soltanto dal genere maschile»

Un altro arretramento: la composizione del CSM

Laura Onofri

Che il tema della parità sostanziale nelle Istituzioni stia perdendo ogni giorno forza e che   l’arretramento  su molti  diritti delle  donne che ci parevano finalmente conquistati, sia così evidente,  lo si deduce da tanti segnali inequivocabili, da tante notizie che ogni giorno lo confermano.

L’ultima di queste è la composizione del  Consiglio superiore della magistratura, dove fra i componenti laici non c’è neanche una donna, mentre l’unica fra i togati è Maria Rosaria Sangiorgio.

Il Consiglio superiore della magistratura è composto da 27 membri e presieduto dal Presidente della Repubblica che insieme al  primo Presidente e al Procuratore generale della Corte di Cassazione vi partecipano di diritto.  Gli altri 24 componenti sono eletti per i 2/3   tra i magistrati ordinari tra gli appartenenti a tutte le componenti della magistratura (membri togati, 16) e per 1/3 sono  nominati dal Parlamento (membri laici, 8)

Il ruolo  del  Consiglio superiore della magistratura  è importantissimo  per garantire  l’indipendenza istituzionale della magistratura rispetto agli altri poteri dello Stato e la sua composizione, mista,  ha proprio questa funzione: dare garanzie di indipendenza, ma al tempo evitare che la magistratura   si trasformi  in una specie di “casta”,  separata da tutti i poteri dello Stato. Leggi il resto »