Un altro arretramento: la composizione del CSM

Laura Onofri

Che il tema della parità sostanziale nelle Istituzioni stia perdendo ogni giorno forza e che   l’arretramento  su molti  diritti delle  donne che ci parevano finalmente conquistati, sia così evidente,  lo si deduce da tanti segnali inequivocabili, da tante notizie che ogni giorno lo confermano.

L’ultima di queste è la composizione del  Consiglio superiore della magistratura, dove fra i componenti laici non c’è neanche una donna, mentre l’unica fra i togati è Maria Rosaria Sangiorgio.

Il Consiglio superiore della magistratura è composto da 27 membri e presieduto dal Presidente della Repubblica che insieme al  primo Presidente e al Procuratore generale della Corte di Cassazione vi partecipano di diritto.  Gli altri 24 componenti sono eletti per i 2/3   tra i magistrati ordinari tra gli appartenenti a tutte le componenti della magistratura (membri togati, 16) e per 1/3 sono  nominati dal Parlamento (membri laici, 8)

Il ruolo  del  Consiglio superiore della magistratura  è importantissimo  per garantire  l’indipendenza istituzionale della magistratura rispetto agli altri poteri dello Stato e la sua composizione, mista,  ha proprio questa funzione: dare garanzie di indipendenza, ma al tempo evitare che la magistratura   si trasformi  in una specie di “casta”,  separata da tutti i poteri dello Stato. Leggi il resto »

Bambine e bambini, donne e uomini La differenza s’impara a scuola

Il Corriere della Sera – 14 maggio 2015 – di Silvia Neonato

Perché ripetiamo ancora ai maschi «non piangere come una femminuccia»? E come mai le femmine si sentono dire da parenti e insegnanti «una bambina non fa questo» se strillano troppo? Noi adulti non consentiamo ai bambini ed alle bambine di crescere secondo le loro inclinazioni; ma li ingabbiamo nei nostri schemi di virilità e femminilità. Sembriamo sicuri che sia utile dividere i giochi, i colori e le collane letterarie per maschi da quelle per femmine. Spesso indirizziamo i nostri figli persino nella scelta degli studi come quando scoraggiamo le femmine che vorrebbero occuparsi di fisica nucleare e i maschi attratti dall’insegnamento. Eppure il meglio che possa accadere nella vita è scegliere senza condizionamenti e che le scelte siano il frutto dei nostri desideri e non di pregiudizi e gabbie predefinite per sesso, orientamento sessuale, età ed etnia. Leggi il resto »

Nelle scuole finlandesi, dove l’economia domestica è roba (anche) da maschi

Corriere della sera – testo, foto e video di Federica Seneghini

MUURAME (FINLANDIA) – Sono appena passate le undici e a Muurame, nel cuore della Finlandia, nell’aula Ko.3 della scuola statale Nisulanmäki, 15 ragazzini tredicenni posano i libri sui banchi e indossano i loro grembiuli colorati. Ognuno ha un compito ben preciso. Veera scarica la lavastoviglie. Aada e Joona apparecchiano, posizionando con attenzione piatti, posate e bicchieri sui banchi. Wenla e Juuli, invece, aspettano che il ferro si scaldi prima di stirare tovaglie e tovaglioli. L’aula dove s’insegna kotitalous, economia domestica, assomiglia a un grande monolocale: c’è una lavatrice, una asciugatrice, un frigo, un congelatore, una macchina per il caffè, lavandini, piastre elettriche e un forno, nel quale Petrus ha appena infilato una teglia di ciambelle. Leggi il resto »

Dalla casalinga alla scienziata la svolta femminista della Lego

La Repubblica 7 agosto 2014 – VINCENZO NIGRO

Una breve letterina, scritta a mano, con calligrafia pasticciata. Ma con una richiesta chiara e decisa. Charlotte Benjamin ancora non lo sa, ma da qualche giorno questa bimba di sette anni ha aggiunto un piccolo mattoncino all’evoluzione dei rapporti fra uomo e donna. Partendo
dai mattoncini Lego e dai giochi diversi per maschietti e femminucce.
All’inizio dell’anno Charlotte era entrata in un negozio, cercando una confezione di quei “Lego friends” che sono diventati il prodotto di punta dell’azienda danese visto che i
mattoncini classici ormai sono in crisi da anni. Charlotte torna a casa e aiutata dal padre scrive alla Lego in Danimarca: «Amo i vostri giochi, ma non mi piace che ci siano più Lego maschili e quasi nessuno femminile. Leggi il resto »

Comitati Unici di Garanzia: strumenti logori o tuttora efficaci?

Noi Donne 21 luglio – Redazione

Una riflessione aperta in vista di un seminario sugli organismi di parità, le loro esperienze e il loro futuro che si terrà a settembre

Una volta si chiamavano CPO, Comitati per le Pari Opportunità. Istituiti sulla base dei Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro presso ogni amministrazione per raccogliere dati, formulare proposte, promuovere iniziative per la diffusione della cultura di pari opportunità all’interno delle strutture. Non solo forma, ma sostanza. Per fare un esempio basterebbe citare il lavoro di molti CPO delle Università che per anni hanno colmato il vuoto delle programmazioni didattiche negli atenei circa gli studi di genere. La legge 183 del 4 novembre 2010 ha sostituito i comitati per le pari opportunità con i CUG – Comitati unici di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni. I CUG sono composti da membri designati dalle organizzazioni sindacali e dall’amministrazione, con presenza paritaria di uomini e donne e assume ruoli di consulenza, proposta e verifica ai fini del rispetto delle pari opportunità e della tutela dalla violenza.

Per riflettere sul ruolo attuale di questi organismi e delle varie figure dedicate alla promozione delle pari opportunità, le donne dell’accordo di azione comune per la democrazia paritaria, (che raccoglie più di 50 associazioni e gruppi di donne impegnate nelle istituzioni, nelle associazioni femminili, nei partiti, nei sindacati, nella società civile, e che si prefigge di realizzare la partecipazione paritaria delle donne alla gestione della Cosa Pubblica nei luoghi decisionali, nelle istituzioni e nelle assemblee elettive di tutti i livelli, esercitando un’azione di pressione al fine di ottenere l’introduzione nella legislazione di norme di garanzia per una rappresentanza di genere paritaria) hanno organizzato una tavola rotonda, presieduta da Marisa Rosano, partigiana e già vice-presidente della Camera dei deputati, per discutere del presente e del futuro delle politiche di pari opportunità in Italia.

Noidonne ha seguito l’incontro, che è stato ricco di spunti e di interventi di donne che lavorano a vari livelli per la promozione del ruolo delle donne nella società. Daniela Carlà, tra le promotrici dell’accordo, ha sottolineato come “sia necessario ripensare alle conquiste ottenute, ma che ci sia ancora da lavorare per una democrazia paritaria e viva”, e Sabrina Cicin, della commissione FIBA CISL di Banca d’Italia che ha ospitato l’evento, ha aggiunto: “In Banca d’Italia abbiamo lavorato molto sul tema della worklife balance e come FIBA CISL siamo tra le fautrici delle modifiche dell’orario di lavoro che ha migliorato in maniera sensibile la qualità di vita dei e delle dipendenti. Crediamo nella possibilità di essere felici come lavoratori, e incontri come quello di oggi pomeriggio sono fondamentali per lo scambio attivo di buone prassi all’interno di aziende per andare tutte e tutti verso un’unica direzione.”

L’incontro è stato un appuntamento preliminare all’organizzazione di un incontro nazionale che avrà luogo nel prossimo mese di Settembre. Per avere un resoconto completo degli interventi ed entrare in contatto con le donne che erano presenti, è possibile contattare Daniela Carlà all’indirizzo di posta elettronica: danielacarla2@gmail.com.