Donne: bilancio in chiaroscuro su politica e imprese

Corriere della sera – La 27 ora            3 luglio 2017                             Alessia Mosca *

I commenti seguiti alle elezioni amministrative nell’ultima settimana hanno taciuto una prospettiva importante, quella di genere, che racconta la sconfitta più desolante. Le sindache elette sono state 101, su un totale di 836 comuni. Il 12% nel totale dei comuni, che scende al 9% nei comuni capoluogo. Un dato persino in peggioramento rispetto alle elezioni amministrative dello scorso anno. Non solo: dei 2.590 candidati alle amministrative, le donne erano 453, ovvero il 17,5 per cento. Sono numeri evidentemente troppo bassi per poterci permettere di ignorare l’esistenza di un problema sistemico e attribuire il risultato alla differenza tra competenze dei candidati. Leggi il resto »

DONNE CANDIDATE E COMUNICAZIONE POLITICA

by Diana De Marchi, estratto da ArcipelagoMilano 4  ottobre 2016
www.arcipelagomilano.org

“Non solo la politica, ma anche il settore consulenza politica è prevalentemente maschile, esordisce la direttrice del movimento “Women for Hillary” Jessica Grounds in sala Alessi, invitata a un confronto su donne, politica e istituzioni, organizzato in collaborazione da Comune di Milano, Consolato Americano e Valore D. Quando Jessica Grounds, fondatrice di “Solid Grounds Strategy” e specialista di comunicazione politica, ha iniziato a lavorare in questo campo dieci anni fa, erano soprattutto gli uomini a dominare questo ambito professionale. Il linguaggio, la comunicazione, la strategia e la tattica della consulenza politica, derivano da una percezione maschile.
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Siamo diverse ma tutte donne: alleiamoci

La Stampa 2 ottobre 2016 – Linda Laura Sabbadini
L’espressione «quote rosa» dovrebbe sparire dal nostro vocabolario. Non stiamo parlando di soggetti deboli che devono essere difesi e tutelati, ma di donne, competenti, forti, che pagano con l’esclusione la loro appartenenza di genere. Le norme che vogliamo, e che stiamo ottenendo con fatica, non sono in difesa delle «povere donne deboli», ma sono norme antimonopolio maschile.
Non mi stancherò mai di spiegarlo e oggi mi rivolgo anche alle donne che ancora non riescono a comprenderlo. Per esempio – non se ne dispiacciano – le sindache Virginia Raggi e Chiara Appendino. Un tempo la pensavo anche io così, e dicevo che la forza delle donne sarebbe stata tale da rovesciare da sola il monopolio maschile. Ma non è stato così, la storia ce lo ha dimostrato. Perché per farcela dobbiamo sempre essere le più brave? Perché molte rinunciano? Il motivo è chiaro: le barriere che vengono poste da parte maschile a difesa del proprio potere sono talmente alte che solo poche possono scalarle, e succede o per gentile concessione o perché sarebbe troppo scandaloso ostacolarle. E a volte neanche questo basta. Il fatto che Raggi e Appendino siano state bravissime e ce l’abbiano fatta, o che alcune di noi possano avere infranto il soffitto di cristallo, non vuol dire che tutte ci riescano. Leggi il resto »

In Svezia esiste il Ministero del Futuro. E lo guida una donna

di Micaela Cappellini, su www.alleyoop.ilsole24ore.com del 09/04/2016

Se il futuro è delle donne, non ridurre la diseguaglianza niente di più gratificante del fatto che a capo del primo Ministero per il Futuro è stata messa proprio una donna. Chi può aver inventato un dicastero del genere, se non la Svezia? Un governo di centro-sinistra, decenni di tradizione socialdemocratica, politiche di welfare e promozione attiva dell’uguaglianza (anche tra uomini e donne) tra le più copiate al mondo. Non invidieremo più la Svezia solo per i suoi 18 mesi di congedo parentale, di cui 12 pagati a stipendio pieno. Lo faremo anche per il ruolo di Kristina Persson: primo ministro al mondo per il Futuro. Leggi il resto »