Perché le donne devono dimostrare di essere più forti degli uomini per essere elette in politica?

The VISION – DI LAURA LOGUERCIO    24 MARZO 2020

Il 5 marzo la senatrice Elizabeth Warren si è ritirata dalla corsa per le primarie democratiche negli Stati Uniti. “Questa mattina ho annunciato la decisione di sospendere la mia campagna per le elezioni presidenziali. Continuerò a lottare, per tutti i lavoratori che sono stati trattati come l’ultima ruota del carro” ha detto parlando da Cambridge, nel suo Stato di origine, il Massachusetts.

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Le donne e il corona virus

Laua Onofri

Sento già chi dice “ma con tutto quello che sta succedendo, ti pare il caso di parlare di questo?” oppure ” i problemi sono ben altri”

Io credo però che anche in questo momento drammatico del nostro Paese e forse ancor di più proprio per questo, dobbiamo farci delle domande sul perchè ancora una volta chi sta gestendo tutta la situazione emergenziale del nostro Paese, a livello politico, sono solamente o quasi esclusivamente uomini.

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Lettera di osservazioni alla Consob in materia di equilibrio tra i generi negli organi delle società quotate

Osservazioni alla “Proposta di Comunicazione recante chiarimenti in merito alle modifiche delle disposizioni di cui agli artt. 147-ter e 148 del D.lgs. 58/98 (TUF) in materia di equilibrio tra i generi negli organi delle società quotate apportate dalla Legge n. 160 del 27 dicembre 2019 (“Legge di Bilancio 2020”)”

Si ringrazia codesta Autorità per aver concesso l’opportunità di esprimere considerazioni in merito al documento di consultazione in oggetto (“Documento di Consultazione”).

La soluzione prospettata (“la Consob – nelle more di un intervento di adeguamento sulla disciplina regolamentare e tenuto conto dell’urgenza connessa all’applicazione delle nuove disposizioni già a partire dai prossimi rinnovi degli organi sociali – nell’ambito dell’attività di vigilanza sulla disciplina in esame, considererà il criterio dell’arrotondamento per eccesso all’unità superiore previsto dal comma 3, dell’art. 144-undecies.1 (“Equilibrio tra generi”), del Regolamento Consob adottato con delibera n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche (“Regolamento Emittenti”) inapplicabile per impossibilità aritmetica agli organi sociali formati da tre componenti”), sebbene possa apparire di buon senso, non rispetta a nostro avviso integralmente il testo della nuova legge.

E’ noto che le nuove norme devono essere interpretate in modo da garantire che l’intenzione del legislatore sia rispettata. L’intenzione non può essere quella di una sostanziale disapplicazione della norma. Si propone quindi una soluzione interpretativa alternativa, vale a dire che la identificazione del “genere meno rappresentato” venga effettuata ad ogni nuovo mandato, e quindi di triennio in triennio.

Di modo che, laddove venga inizialmente nominato un collegio di 3 sindaci effettivi, composto da due sindaci uomini e una donna, per il triennio successivo la composizione debba -sulla base della norma – essere di 2 donne ed un uomo.

La nomina dei sindaci supplenti dovrà del pari esser fatta tenendo conto che in caso di sostituzione di uno o più dei sindaci effettivi l’equilibrio fra generi sia garantito.

Le sopra indicate composizioni dovranno essere garantite dai meccanismi della composizione delle liste predisposte dagli Emittenti, recepite nella relazione Corporate Governance, e riflesse nelle liste. Resta quindi applicabile anche in questi casi il criterio dell’arrotondamento per eccesso del Regolamento CONSOB adottato con la delibera n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche.

Il criterio interpretativo dell'”alternanza” trova del resto delle conferme nel sistema normativo quando viene sostenuto il principio dell’equilibrio, o quello dell’indipendenza. In tal senso si vedano le norme in tema di nomine di società di revisione delle società quotate.

NOI RETE DONNE, Marisa Rodano, Daniela Carlà, Laura Onofri, Fulvia Astolfi, Antonella Anselmo, Claudia Ricchetti

Iniziativa di Noi Rete Donne – Donne nei cda

Grecia, una donna eletta presidente della Repubblica: è la prima volta per il Paese

Il Fatto quotidiano 22 gennaio 2020

Ekaterini Sakellaropoulou, 63 anni, giudice, ha ottenuto un larghissimo consenso: al primo scrutinio aveva ottenuto 261 voti su 300

Per la prima volta nella storia, Grecia ha eletto una donna presidente della Repubblica. Ekaterini Sakellaropoulou ha ottenuto il via libera del parlamento dopo aver ricevuto il sostegno dei pariti. È stata eletta con una larghissima maggioranza, raccogliendo al primo scrutinio 261 voti su 300. Prenderà il posto di Prokopis Pavlopoulos, il cui mandato scade a marzo.

“È giunto il momento per la Grecia di aprirsi al futuro”, aveva dichiarato il primo ministro Kyriakos Mitsotakis all’inizio del mese, presentando il nome di Sakellaropoulou per il voto parlamentare. “Non nascondiamoci dalla verià, cioé che la società greca è ancora segnata dalle discriminazioni contro le donne – ha detto il primo ministro – ora bisogna cambiare, a partire dalla cima”.

Ekaterini Sakellaropoulou, 63 anni, giudice, ha studiato alla Sorbona ed è un’esperta in diritto costituzionale e ambientale. Da quattro anni è a capo del massimo tribunale amministrativo della Grecia: aveva già fatto la storia quando era diventata la prima donna a occupare quel ruolo nel Consiglio di Stato. La scelta rompe gli schemi non solo per il genere, ma anche perché la giudice non fa parte di nessun partito politico. Accettando la nomina, Sakellaropoulou ha detto che è un “onore” per “tutte le donne greche”.

Articolo democrazia paritaria