DONNE CANDIDATE E COMUNICAZIONE POLITICA

by Diana De Marchi, estratto da ArcipelagoMilano 4  ottobre 2016
www.arcipelagomilano.org

“Non solo la politica, ma anche il settore consulenza politica è prevalentemente maschile, esordisce la direttrice del movimento “Women for Hillary” Jessica Grounds in sala Alessi, invitata a un confronto su donne, politica e istituzioni, organizzato in collaborazione da Comune di Milano, Consolato Americano e Valore D. Quando Jessica Grounds, fondatrice di “Solid Grounds Strategy” e specialista di comunicazione politica, ha iniziato a lavorare in questo campo dieci anni fa, erano soprattutto gli uomini a dominare questo ambito professionale. Il linguaggio, la comunicazione, la strategia e la tattica della consulenza politica, derivano da una percezione maschile.
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Siamo diverse ma tutte donne: alleiamoci

La Stampa 2 ottobre 2016 – Linda Laura Sabbadini
L’espressione «quote rosa» dovrebbe sparire dal nostro vocabolario. Non stiamo parlando di soggetti deboli che devono essere difesi e tutelati, ma di donne, competenti, forti, che pagano con l’esclusione la loro appartenenza di genere. Le norme che vogliamo, e che stiamo ottenendo con fatica, non sono in difesa delle «povere donne deboli», ma sono norme antimonopolio maschile.
Non mi stancherò mai di spiegarlo e oggi mi rivolgo anche alle donne che ancora non riescono a comprenderlo. Per esempio – non se ne dispiacciano – le sindache Virginia Raggi e Chiara Appendino. Un tempo la pensavo anche io così, e dicevo che la forza delle donne sarebbe stata tale da rovesciare da sola il monopolio maschile. Ma non è stato così, la storia ce lo ha dimostrato. Perché per farcela dobbiamo sempre essere le più brave? Perché molte rinunciano? Il motivo è chiaro: le barriere che vengono poste da parte maschile a difesa del proprio potere sono talmente alte che solo poche possono scalarle, e succede o per gentile concessione o perché sarebbe troppo scandaloso ostacolarle. E a volte neanche questo basta. Il fatto che Raggi e Appendino siano state bravissime e ce l’abbiano fatta, o che alcune di noi possano avere infranto il soffitto di cristallo, non vuol dire che tutte ci riescano. Leggi il resto »

In Svezia esiste il Ministero del Futuro. E lo guida una donna

di Micaela Cappellini, su www.alleyoop.ilsole24ore.com del 09/04/2016

Se il futuro è delle donne, non ridurre la diseguaglianza niente di più gratificante del fatto che a capo del primo Ministero per il Futuro è stata messa proprio una donna. Chi può aver inventato un dicastero del genere, se non la Svezia? Un governo di centro-sinistra, decenni di tradizione socialdemocratica, politiche di welfare e promozione attiva dell’uguaglianza (anche tra uomini e donne) tra le più copiate al mondo. Non invidieremo più la Svezia solo per i suoi 18 mesi di congedo parentale, di cui 12 pagati a stipendio pieno. Lo faremo anche per il ruolo di Kristina Persson: primo ministro al mondo per il Futuro. Leggi il resto »

“1946: Finalmente le donne votano” 70 anni di accesso alla Democrazia

Sala Rossa Palazzo Civico Piazza Palazzo di Città 1, Torino,    lunedì  7 marzo 2016 ore 14

Il Sindaco di Torino Piero Fassino, il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Porcino e il Presidente dell’Associazione Consiglieri Emeriti del Comune di Torino Giancarlo Quagliotti

invitano  all’incontro che si svolgerà in occasione del 70° Anniversario del voto alle donne

 

Ne parlano le Amministratrici di ieri e di oggi del Comune di Torino

Il 1 febbraio 1945 il Governo Bonomi con il decreto n. 23 riconosce il diritto di voto alle donne. Per 20 volte il Parlamento dell’Italia unita, prima del fascismo, ha respinto questa richiesta.

Soltanto una legge del 10 marzo 1946 riconosce anche l’elettorato passivo, cioè la possibilità di essere elette.

Il diritto di voto nasce nella temperie della partecipazione delle donne alla Resistenza; sono le donne e i partiti antifascisti che si mobilitano per il voto, con diverse convinzioni, ma l’impegno delle donne negli scioperi, nella Resistenza armata e nonviolenta, nella ricostruzione è indiscutibilmente una pratica di parità. Leggi il resto »