UN’ALLEANZA GLOBALE PER LE DONNE: Se Non Ora Quando?

Laura Onofri

Si è svolto giovedì 25 luglio a Roma l’incontro promosso da AIDOS -Associazione italiana donne per lo sviluppo-  e da Laura Boldrini, dal titolo “L’Alleanza parlamentare globale sui diritti delle donne in vista di Cairo e Pechino + 25”

L’iniziativa è stata l’occasione per aggiornare la platea circa la Conferenza mondiale “WOMAN DELIVER 2019” sulle questioni di genere e la salute sessuale e riproduttiva, svoltasi a Vancouver nello scorso mese di giugno, e a cui ha partecipato, in rappresentanza del Gruppo parlamentare, l’onorevole Laura Boldrini, che ha sottoscritto l’Alleanza parlamentare globale, promossa dal Forum Internazionale di parlamentari che ha avuto luogo durante i lavori della conferenza.

Il tema è stato introdotto da Maria Grazia Panunzi, presidente di AIDOS che ha sottolineato come in questo momento sia particolarmente importante costruire nel mondo, in Europa e in Italia un’alleanza per promuovere e difendere i diritti di donne e ragazze e favorire la parità di genere, l’autodeterminazione, e l’empowerment .

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#FORZARAGAZZE AL LAVORO

Laura Onofri

Chi, se non Laura Boldrini, da sempre appassionata e impegnata per la difesa dei nostri diritti , poteva pensare, in questo momento,  di chiamare a raccolta tutte le donne per affrontare  e contrastare il  momento preoccupante che sta vivendo il nostro Paese: un conservatorismo che rischia di calpestare la dignità umana annullando ogni conquista civile,  una superficialità con cui spesso vediamo   viene affronta, quando viene affrontata,  la questione femminile,  perché molto spesso la stessa viene ignorata per poi riaffiorare in tempo di campagne elettorali dove serve riempirsi la bocca di parità e pari opportunità.

Laura Boldrini ha pensato di partire proprio da Torino con il suo progetto  “#Forzaragazze al lavoro”, dedicato a Valeria Solesin,  borsista italiana alla Sorbona, uccisa nell’attentato al Bataclan  e che aveva pubblicato con questo titolo un articolo sulla situazione delle donne madri lavoratrici in Italia e in Francia e che porterà in molte Città di tutto il Paese.

Ieri quindi a Torino, organizzato da SeNonOraQuando?Torino, si è svolto il primo incontro   con oltre trenta associazioni e organismi di parità  e  circa 80 donne che hanno accolto con molto entusiasmo l’invito, non solo,  a confrontarsi   su una proposta di legge che Boldrini sta per presentare alla Camera e che prevede misure per l’incremento dell’occupazione e l’imprenditoria femminile, ma anche a ragionare  sul cammino da percorrere per  far fronte a questo nuovo oscurantismo, per difendere leggi come la 194, per contrastare le molestie sessuali, la disparità salariale, la violenza domestica,  per cambiare una cultura ancora troppo spesso maschilista e non paritaria.   Leggi il resto »

I walk with her.1000 kilomètres à pied à la rencontre des femmes

Incontro con l’attivista Loubna Bensalah

30 aprile 2018  ore 17 

Casa del Quartiere –  via Morgari 14 Torino

Incontro con la giovane attivista Loubna Bensalah che sta attraversando a piedi il Marocco per i diritti delle donne marocchine e, più in generale, attiva nell’intera area Sud del Mediterraneo. La giovane “walkingwoman” è stata premiata e invitata a presenziare alla sua premiazione presso l’UNESCO di Parigi il 22 Aprile 2018.

incontro organizzato dal Centro Piemontese Studi Africani e dall’Associazione Donne per la Difesa della Società Civile

 

I diritti delle donne, la nostra rivoluzione

La Stampa – Opinioni  18 marzo 2017   –   Maurizio Molinari

Caro Direttore, il fatto che lo scorso primo marzo il deputato polacco Janusz Korwin Mikke durante una seduta al Parlamento europeo, nel corso di un botta e risposta sulla parità di genere con la collega spagnola Peres, ha definito giusto che le donne essendo «più deboli, più piccole e meno intelligenti prendano stipendi inferiori» dimostra, senza ombra di dubbio, che il sessismo è ancora radicato nella nostre società a vari livelli. È un’affermazione grave e indegna per un rappresentante delle istituzioni europee. Considerato che l’eurodeputato in questione non è nuovo ad affermazioni sessiste credo che il Parlamento di Strasburgo abbia fatto bene a infliggergli una pesante sanzione disciplinare.

Giovanni Terramoccia

Caro Terramoccia, la carenza di rispetto per i diritti delle donne è uno dei maggiori elementi di debolezza economica e ritardo sociale in troppe nazioni europee, incluse Polonia e Italia. Per comprendere l’entità del danno che tale ritardo produce bisogna tenere presente l’importanza strategica che il rispetto dei diritti delle donne può avere in questa fase storica, segnata da incertezza e crisi. Sono tre gli elementi-chiave a tale riguardo. Primo: la maggiore forza di qualsiasi sistema economico è l’entusiasmo dei suoi protagonisti e ciò che oggi può infonderlo a dosi industriali nei Paesi europei alle prese con la stagnazione è un balzo in avanti nel coinvolgimento delle donne, ovvero della maggioranza degli abitanti. Secondo: se sul fronte dell’economia e della sicurezza i nostri Paesi sono in affanno, è su quello dei diritti che possono avanzare più in fretta. La crescente consapevolezza dei diritti di gay, transgender, minoranze, immigrati, giovani, disabili, malati e anziani infonde energie nuove in ogni città, quartiere, caseggiato, famiglia ed è dunque fonte di ricchezza collettiva. Di conseguenza, il maggior carburante a disposizione di tutti è nel rispetto del gruppo numericamente più grande: le donne. Terzo: il rispetto dei diritti delle donne è il terreno decisivo per alcune importanti sfide internazionali perché sono il più efficace antidoto contro il jihadismo nel mondo dell’Islam, la migliore garanzia contro le diseguaglianze in Occidente, il tassello più strategico per far progredire le democrazie.

Ecco perché quando vediamo, assistiamo o veniamo a sapere di stupri, femminicidi o altre forme di discriminazioni e violenze ai danni delle donne dobbiamo essere consapevoli del fatto che siamo tutti noi a rimetterci. Dunque, il rispetto dei diritti delle donne è una rivoluzione per la quale è importante battersi.

 

8 marzo: Parliamone nelle fabbriche. Uomini e donne insieme

Corriere della sera – La 27 ora  – 8 febbraio 2017  – Loredana Taddei

Mai come quest’anno è necessario che la data dell’8 marzo sia una straordinaria occasione per dare seguito alla grande e partecipata mobilitazione generale. La CGIL promuoverà assemblee in tutti i luoghi di lavoro e, laddove ve ne siano le condizioni e le possibilità, garantirà l’effettuazione dello sciopero. Gli attacchi alla libertà delle donne si moltiplicano. Hanno i volti minacciosi di Trump e di Putin, ma non solo: ovunque respiriamo un’aria pesante, di decadenza e di restaurazione. Le donne l’hanno capito subito e si uniscono. Da mesi scendono piazza in tutto il mondo contro la violenza, contro le discriminazioni e le disuguaglianze nel lavoro, per rivendicare il diritto all’autodeterminazione, per difendere i diritti umani e sconfiggere il patriarcato. La CGIL ha scelto la strada delle assemblee e del confronto con lavoratrici e lavoratori per mettere a nudo una cultura che divide uomini e donne anche nel mondo del lavoro, per discutere temi che riguardano tutti, non soltanto le donne.

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