11 OTTOBRE – GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE BAMBINE

Laura Onofri

Oggi, 11 ottobre  è la Giornata internazionale delle bambine.

Le Nazioni Unite nel 2011 hanno scelto questa data perchè si rifletta a quante discriminazioni  sono ancora  sottoposte le bambine e le ragazze in tutti i Paesi del mondo.

Non è dedicando una giornata che si risolvono questi problemi, ma soffermarsi, almeno questo giorno a riflettere che la parità di genere si raggiunge anche ponendo una speciale attenzione a tutti gli svantaggi, le discriminazioni, i condizionamenti e le disuguaglianze a cui sono soggette le bambine, future donne di domani, serve a sollecitare i decisori politici su quanto ancora siamo distanti dagli obiettivi di sviluppo sostenibile sul tema della parità di genere.

Secondo le Nazioni Unite, nel mondo vivono 1,1 miliardi di bambine, ma i dati sulle loro condizioni di vita, sullo stato sociale e culturale    sono ancora carenti e in alcuni casi completamente assenti, sappiamo però che oltre la metà di loro vive in Paesi che discriminano le donne.

Alcuni dati registrano un miglioramento per quanto riguarda l’istruzione alla scuola primaria,  ma le bambine tendenzialmente vanno meno a scuola, rispetto ai loro coetanei maschi, soprattutto negli stati che hanno subito guerre o disastri naturali. Se si parla di scuola secondaria poi, le cifre si riducono maggiormente anche in paesi dove le problematiche sono minori, e soprattutto negli Stati Arabi, in Oriente, Sud Africa e Africa occidentale e centrale. Leggi il resto »

Francesca De Masi, l’unica emergenza è dei diritti

in.Genere     6 agosto 2018  Redazione

Francesca De Masi, sociologa di formazione, da vent’anni impegnata nel contrasto alla violenza domestica e alla tratta per sfruttamento sessuale e lavorativo, ci racconta cosa significa lavorare per difendere i diritti di tutte in un paese come l’Italia

Francesca De Masi, sociologa di formazione, da vent’anni lavora con donne sopravvissute a storie di violenza domestica e tratta per sfruttamento sessuale e lavorativo. Dal 2007 è socia della cooperativa Be Free, da anni impegnata a contrastare tratta, violenze e discriminazioni, e ha lavorato in diversi sportelli antiviolenza di Roma. Dal 2010 è coordinatrice dello sportello per donne sopravvissute a tratta a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo che la cooperativa Be Free gestisce all’interno del centro di permanenza per i rimpatri di Ponte Galeria. Autrice di saggi e rapporti, tra cui ricordiamo Inter/rotte: storie di tratta, percorsi di resistenza. Attualmente coordina l’area antitratta della cooperativa Be free, e della casa di fuga che Be free gestisce nell’ambito del progetto Rete antitratta Lazio finanziato dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri. L’abbiamo intervistata. Leggi il resto »

A che punto siamo sulla cura di anziani e disabili

in.Genere    26 luglio 2018   – Sara Picchi

Colf e badanti, disabili e carergiver. Facciamo il punto sulle politiche per la cura e l’assistenza in questi ultimi anni, mentre tutti parlano di decreto dignità

Il cosiddetto “decreto dignità” in arrivo con l’obbiettivo di contrastare la precarietà di colf e badanti rendendo più costosi i contratti a termine ha soprattutto un rischio: quello di far aumentare anche il costo delle collaboratrici domestiche per le famiglie e per le imprese, favorendo così il lavoro sommerso in un settore che, già di per sé, in Italia non è affatto semplice. Il dibattito in corso ci sembra la giusta occasione per tornare a parlarne e capire qual è il quadro e cosa è cambiato in termini di politiche negli ultimi anni.

Secondo l’Istat, in Italia ci sono 3 milioni di disabili. Questi contano ancora su una rete di assistenza molto scarsa e male distribuita sul territorio. L’assegno di accompagnamento rimane lo strumento principale per rispondere alle esigenze e ai bisogni di queste persone, ma la misura raggiunge solo l’11,5% della popolazione anziana dipendente. Purtroppo i dati relativi all’assistenza domiciliare sanitaria  (ADI) e sociale (SAD) sono fermi al 2014. In base agli ultimi dati disponibili sappiamo che i servizi coprono solo rispettivamente il 4,8% e l’1,2% delle persone non autosufficienti. Rispetto al fondo per la non autosufficienza e a quello per le politiche sociali, la situazione non migliora. Con il Governo Gentiloni, il fondo nazionale per la non autosufficienza ha subito una sforbiciata di 50 milioni di euro, scendendo per il 2017 da 500 a 450 milioni mentre il fondo per le politiche sociali è passato dai 311,58 milioni stanziati nell’ottobre 2016 a 99,7 milioni di euro nel 2017. Tuttavia tra il 2016 e il 2018 si possono annoverare due interessanti novità: la legge “Dopo di noi” e il fondo per il sostegno dei caregiver familiari. Leggi il resto »

Hater che scelgono le donne

in.Genere   9 luglio 2018     – Claudia Bruno

Chi odia lo fa sul web e preferisce insultare le donne, lo conferma l’Osservatorio Vox che per il terzo anno consecutivo ha tracciato le mappe dell’intolleranza nel nostro paese

12 giugno, Erika, ventotto anni, viene uccisa a coltellate a Biella dal suo compagno Dimitri. 29 giugno, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump twitta contro la giornalista Mika Brzezinski della tv via cavo Msnbc definendola “una pazza con basso quoziente intellettivo”. 3 luglio, l’Erasmus University di Rotterdam diffonde uno studio che sostiene che le donne sono meno intelligenti degli uomini. 10 ottobre, scoppia il caso su Harvey Weinstein accusato di decine di molestie sessuali. 8 marzo, in tutto il mondo le donne manifestano a sostegno della campagna #MeToo. 30 aprile, l’Accademia di Svezia, al centro dello scandalo Arnault, annuncia che il Nobel per la letteratura del 2018 rischia di saltare. Se l’intolleranza si muove online è in corrispondenza di notizie come queste che gli insulti si scatenano. La rete dell’odio, così la chiama l’Osservatorio Vox, fondato dalla giornalista Silvia Brena e da Marilisa D’Amico, ordinaria di diritto costituzionale, che per il terzo anno consecutivo ne ha tracciato la geografia nel nostro paese. È sui social che il virus della cattiveria si propaga, a ritmo dei mi piace e condividi che hanno già reso l’odio un sentimento globale. Non è un caso se l’edizione 2018 dello Zingarelli ha incluso tra i nuovi termini d’uso anche quello di hater. E gli odiatori (e le odiatrici) del web danno il peggio di sé quando chi legge è una donna. Leggi il resto »

Le millenial e il lavoro senza diritti

in.Genere  21 giugno 2018     –    Federica Volpi – Gianfranco Zucca

Un’indagine condotta dall’Iref sugli under30 nel mercato del lavoro spiega perché le cosiddette ‘millenial’ ci rimettono di più in termini di diritti

La crisi economica ha costretto chi lavora ad accordi al ribasso, concessioni, rinunce e sacrifici. Si è andata diffondendo l’idea che quando il lavoro manca o è a rischio si possa accettare qualsiasi cosa. La deroga rispetto ai diritti sanciti dai contratti collettivi è stata usata per mantenere i livelli occupazionali o mitigare i costi sociali delle ristrutturazioni aziendali, ciò peraltro ha avuto un impatto negativo rispetto alla fiducia di lavoratori e lavoratrici nella contrattazione collettiva e, più in generale, nel ruolo delle organizzazioni sindacali. Loro malgrado, molti in Italia hanno imparato che nel lavoro ci sono sempre meno punti fermi e tutto può essere oggetto di contrattazione, revisione e adeguamento. Leggi il resto »