Nuovi voucher, vecchi problemi

in.Genere  13 ottobre 2017    – Alberto Mazzon

Nel 2016 sono stati più di 134 milioni i voucher utilizzati per la retribuzione del lavoro accessorio. Un fenomeno che ha riguardato circa 1,7 milioni di lavoratrici e lavoratori. Ora, l’introduzione dei nuovi strumenti di retribuzione occasionale sembra addirittura facilitare il sommerso, mettendo a rischio soprattutto le donne. Capiamo perché

Di lavoro accessorio si parla dal 2003, anno a cui risale l’introduzione della remunerazione delle attività lavorative occasionali di breve durata, sia domestiche, che in settori come quello alberghiero e della ristorazione. La progressiva liberalizzazione che ha accompagnato l’uso dei voucher – il sistema di pagamento alla base del lavoro accessorio – ne ha poi determinato una straordinaria espansione tra il 2012 e il 2016. Un successo che al lavoro accessorio è costato dure critiche – come quella di essere oggetto di abusi e responsabile di un’eccessiva precarizzazione del lavoro – tanto che la Cgil ne aveva proposto l’abolizione con un referendum abrogativo che poi è stato anticipato dalla decisione del governo di abrogare la normativa sul lavoro accessorio a marzo 2017, e dalla promessa di impegnarsi a fornire a famiglie e imprese uno strumento alternativo per la retribuzione delle prestazioni di lavoro occasionali.

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I nuovi diritti che rischiano di cadere nel vuoto

HuffPost    11 settembre 2017      –    Luca Francescangeli Country Director Italy

La legislatura è ormai agli sgoccioli e l’agenda dei diritti è sempre più messa in un angolo.

Il 12 settembre il Parlamento tornerà finalmente in attività, dopo aver goduto dell’ultimo e più lungo periodo di ferie di questo mandato. Il calendario dei lavori è già zeppo di scadenze ineludibili, prima tra tutte le legge di stabilità, che avrà una corsia preferenziale. Poi c’è la nuova legge elettorale: un’incognita nei contenuti, una certezza per il polverone che solleverà tra i vari schieramenti. D’altronde entro sei mesi, o poco più, andremo a votare, siamo ufficialmente in campagna elettorale (o forse non ne siamo mai usciti da febbraio 2013…)

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Le battaglie del lavoro domestico in un e-book

inGenere         20 giugno 2017

Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro sono 67 milioni nel mondo le persone che lavorano nel settore domestico. Le battaglie per il riconoscimento dei diritti sono iniziate da meno di vent’anni. E nonostante i progressi raggiunti in questa direzione – si pensi alla convenzione n.189 sul lavoro domestico dignitoso emessa proprio dall’Ilo nel 2011 – è ancora molta la strada da fare affinché una delle forze lavoro più invisibili al mondo venga adeguatamente valorizzata.

Lo racconta bene l’e-book appena uscito Domestic workers speak: a global fight for rights and recognition curato dal gruppo di ricerca DomEqual e disponibile gratuitamente sulla piattaforma Open Democracy. Leggi il resto »

È tempo di riconoscere il contributo femminile alla scienza

L’Huffington Post – 11 febbraio 2017   – Vichi De Marchi

La buona notizia è che l’Europa occidentale è la regione del mondo dove minore è il differenziale tra condizione maschile e femminile. Non che viviamo in un Eldorado. Lo stacco tra i sessi è ancora del 25 per cento a svantaggio delle donne, misurato da The Global Gender Gap Report 2016 del World Economic Forum. Ma altrove si sta peggio. La cattiva notizia è che in questa zona della “tre quarti parità” ci sono alcuni paesi (i soliti) – Islanda, Finlandia, Norvegia e Svezia – che sono virtuosi e altri dove, invece, la forbice della disparità si allarga. Tra quest’ultimi ci sono Cipro, Malta, Grecia e anche la nostra Italia. C’è però un settore dove la quasi parità si sta raggiungendo ed è quello dell’istruzione. Leggi il resto »

Pari opportunità. Cosa cambia con la legge di stabilità

In.genere  26 gennaio 2017   – Claudia Bruno

Per il secondo anno consecutivo l’intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità, nato dall’impegno di deputate appartenenti a diversi gruppi parlamentari, ha presentato al governo gli emendamenti alla legge di stabilità. Ecco cosa cambierà nel 2017

 

Estensione del congedo per violenza alle lavoratrici autonome, incremento dei fondi al Piano nazionale antiviolenza e finanziamento del Piano di azione in attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su donne, pace e sicurezza. Sono gli emendamenti di genere approvati tra quelli presentati alla legge di stabilità quest’anno dall’intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità.

Da ora, quindi, anche le lavoratrici autonome che hanno subito violenza avranno diritto all’astensione temporanea dal lavoro, per un massimo di tre mesi, con un’indennità giornaliera pari all’80% del salario minimo giornaliero previsto dalla relativa normativa. “Ogni anno si rivolgono ai centri antiviolenza circa 11.000 donne” spiega l’intergruppo “considerando che il tasso di occupazione femminile è pari al 47% e di queste il 6% è rappresentata da lavoratrici autonome, il numero di casi dovrebbe aggirarsi intorno ai 310 annui, con un onere di circa 10.000 ciascuno”. Leggi il resto »