Sole, cuore, amore di Daniele Vicari al Polo del 900

Martedì 29 maggio ore 19:30           Sala ‘900 – Polo del ‘900 via del Carmine 14 Torino

La Fondazione Vera Nocentini e l’associazione SeNonOraQuando?Torino sono liete di invitarvi alla proiezione del film:

Sole, cuore, amore

di Daniele Vicari

(113′, Italia 2016)

Intervengono:

Marcella Filippa Fondazione Vera Nocentini

Stefania Graziani e Laura Onofri associazione SeNonOraQuando?Torino

Ingresso libero sino ad esaurimento posti (è consigliata la prenotazione scrivendo a senonoraquando.torino@hotmail.it)

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IL CONGEDO LAVORATIVO PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA: UN DIRITTO ANCORA POCO CONOSCIUTO?

IL CONGEDO LAVORATIVO PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA: UN DIRITTO ANCORA POCO CONOSCIUTO?

Incontro informativo Giovedì 23 novembre 2017 – ore 15 Sala Riunioni INPS via XX Settembre 34Torino, 4° piano (ingresso da via Frola 1)

Intervengono:

Giuseppe Baldino Direttore regionale dell’INPS

Cristina Tumiatti Presidente del Centro Congressi dell’Unione Industriale di Torino, già Presidente dei Giovani Imprenditori

Monica Cerutti Assessora alle Pari opportunità, Politiche giovanili, Diritto allo studio universitario, Cooperazione decentrata internazionale, Diritti civili, Immigrazione

Elena Ferro per le Segreterie regionali piemontesi CGIL- CISL – UIL

7 minuti

Vi invitiamo   Venerdì 5 MAGGIO alle ore 20.15

alla CASA DEL QUARTIERE SAN DONATO-PIÙ SPAZIO 4 VIA SACCARELLI 18, TORINO

alla proiezione di     “7 MINUTI”  un film di Michele Placido, con Ottavia Piccolo, Ambra Angiolini, Fiorella Mannoia, Cristiana Capotondi, Violante Placido

L’INGRESSO È GRATUITO

LA PROIEZIONE SARÀ PRECEDUTA DA UNA BREVE PRESENTAZIONE:

IL LAVORO DELLE DONNE FRA INCERTEZZA DEL FUTURO E PRECARIETÀ

CONTINUEREMO A PARLARNE AL TERMINE DEL FILM CON:

ALESSANDRA GALLO, sociologa

STEFANIA GRAZIANI, sociologa

FRANCESCA ROMANA GUARNIERI, avvocata

Modera: ENRICA GUGLIELMOTTI, presidente Senonoraquando?-Torino

Il mobbing per maternità colpisce mezzo milione di lavoratrici ogni anno

L’Espresso 4 aprile 2015 – Arianna Giunti

Vessazioni, ordinarie ingiustizie, discriminazioni subdole e banali ma non per questo meno tremende. Ecco cosa succede alle lavoratrici da poco diventate madri, considerate dalle aziende “meno produttive”

Il mobbing per maternità colpisce mezzo milione di lavoratrici ogni anno
Cristina, professione architetto, per nascondere la pancia che cresceva ha indossato per quasi sette mesi un corpetto contenitivo. E’ stata operata con un cesareo d’urgenza, sua figlia è nata con tre mesi d’anticipo ed è rimasta per sessanta giorni in terapia intensiva. Daniela, impiegata in un supermercato con la mansione di scarico merci, la sua gravidanza l’ha rivelata quasi subito. Per il suo capo però non ha fatto molta differenza: le ha detto che poteva comunque continuare a svolgere la maggior parte del lavoro “fisico” e si è mostrato infastidito all’idea di dover mettere in sicurezza l’ambiente di lavoro, secondo la legge. Quando ha avuto un aborto spontaneo, è stata trasferita in un altro negozio con conseguente degradamento delle mansioni e meno soldi in busta paga. Ad Alessia, donna manager, l’azienda ha “perdonato” il primo figlio. Leggi il resto »

1° maggio, su coraggio!

da Femministerie 1 maggio 2015 – Maddalena Vianello

1° maggio giornata di lotta, giornata di festa.

Nasce dalla sfida lanciata nel 1889 dal congresso della Seconda Internazionale per il miglioramento delle condizioni di lavoro e quindi di vita.

Una mobilitazione ampia per ottenere la riduzione della giornata lavorativa a otto ore e dare battaglia contro la miseria.

Nonostante le intimidazioni e le misure restrittive, fu un successo che si riaffermò negli anni. Abolito di fatto durante il fascismo, venne riportato in vita nel dopoguerra per essere macchiato di sangue dalla strage di Portella della Ginestra e indebolito dalla successiva spaccatura sindacale. Solo nel 1970 nelle piazze si ritroverà l’unità, ma con alterne vicende.

Che significato conserva oggi il 1° maggio in un paese alle prese con una selvaggia frantumazione del mondo del lavoro, con la diffusione della precarietà e del lavoro atipico? Che senso profondo mantiene di fronte alla crisi della rappresentanza sindacale in grave difficoltà nell’interpretare e fronteggiare un cambiamento così radicale? E le donne in tutto questo che ruolo giocano?

Concentriamoci solo sui dati più recenti, resi noti in questo inizio di primavera. L’Istat racconta che il mercato del lavoro subisce una battuta d’arresto e che a pesare sono soprattutto i numeri legati all’occupazione femminile. Le donne occupate diminuiscono di 42.000 unità fra febbraio e marzo 2015. Il tasso di occupazione femminile perde 0,2 punti percentuali. Inoltre, aumentano le donne licenziate perché incinta o neomadri. Il tasso di disoccupazione giovanile sfonda il tetto del 43%, ponendo interrogativi inquietanti sul presente e sul futuro delle giovani donne. Leggi il resto »