L’identità di genere e la legge che va oltre i sessi

Corriere della sera – La 27 ora – 15 giugno 2020 –Laura Onofri

Nei prossimi giorni sarà presentato alla Camera il disegno di legge contro l’omotransfobia,  che ha l’obiettivo del contrasto alla violenza e alla discriminazione per motivi legati al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere, in linea con una risoluzione del Parlamento europeo sull’omofobia in Europa, risalente al 2006 e rimasta finora fuori del nostro ordinamento

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La discriminazione di genere? Esiste già nella raccolta dei dati

Il Sole 24 ore   29 aprile 2018

Quante donne nel mondo si sposano prima dei 18 anni? Qual è la differenza di stipendio tra uomini e donne? Quante subiscono violenza? Conoscere la risposta a queste domande non è spesso possibile, dipende dal paese. Perché le statistiche sono parziali e incomplete: circa l’80% dei paesi produce dati disaggregati sulla base del genere per quanto riguarda mortalità, partecipazione al lavoro, educazione e formazione. Meno di un terzo dei paesi disaggrega le statistiche per genere su lavoro informale, imprenditorialità, violenza contro le donne, lavoro non retribuito. Leggi il resto »

«Io, ebrea sopravvissuta, dico basta alla discriminazioni degli ultraortodossi contro le donne»

La compagnia di bandiera israeliana non potrà più far cambiare di posto a una donna per motivi di religiosi. A far condannare in tribunale la El Al è stata l’83enne Renee Rabinowitz, una donna  sopravvissuta all’Olocausto, alla quale è stato chiesto di cambiare posto nel 2015, durante un volo fra Newark e Tel Aviv, su richiesta di un uomo ultraortodosso che non voleva sedere accanto ad una donna a causa delle sue convinzioni religiose

Qui  l’intervista al Corriere della sera   a Renee Rabinowitz, la Rosa Parks dei cieli che è stata costretta a cambiare posto su un volo della El Al perché il suo vicino non voleva rischiare il contatto con lei – Davide Frattini/CorriereTV

 

8 marzo

Laura Onofri

Ancora una volta, l’8 marzo sarà un’occasione importante, direi necessaria ed ineludibile per fare un bilancio sulla condizione delle donne oggi nel nostro Paese. Quest’anno poi si unisce un’altra ricorrenza storica: il 70° anniversario del primo voto delle donne, avvenuto alle elezioni amministrative del 1946. Anche allora…però alle donne non fu riconosciuto immediatamente il diritto all’elettorato passivo, ci volle il decreto legislativo n.74 del 10 marzo 1946 per accordarlo, mentre già l’anno precedente era stato accordato quello all’elettorato attivo.

Purtroppo le donne risultano ancora discriminate in ogni contesto: discriminazioni originate dai rapporti di genere e aggravate dalla privazione di risorse.

Nel nostro Paese, le donne fanno parte della fascia di popolazione più colpita dalla piaga della “nuova povertà”: sono le prime a perdere il lavoro e sono ancora importanti le differenze salariali.
Per non parlare del tasso di occupazione che è ancora ben al di sotto della media europea e lontano dal raggiungimento degli obiettivi della IV Conferenza sulle donne a Pechino nel 1995, infatti, in Italia, solamente una donna su due lavora mentre il 27,1% lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio.
E la situazione non migliora, certamente, per le donne immigrate, costrette ad affrontare discriminazioni di genere in famiglia e discriminazioni razziali connesse ai processi di integrazione, spesso molto lenti.
La conciliazione dei tempi del lavoro di cura e quelli del lavoro fuori casa, così come la condivisione del carico domestico con il partner sono ancora oggi obiettivi da raggiungere.

Il tema drammatico della violenza contro le donne rimane, purtroppo, una piaga insanata nel mondo e in Italia:gli ultimi dati dell’Istat dicono che nel nostro Paese circa 7 milioni di donne hanno subito violenza, fisica o psicologica, nella loro vita. Una donna su tre della fascia di età compresa tra 16 e 60 anni Leggi il resto »

Consultazioni: quasi tutti uomini dal (futuro) presidente di Pia Locatelli

Donne di Fatto – 19 febbraio 2014

Matteo Salvini (Lega Nord), Nichi Vendola (Sel), Bruno Tabacci (Centro democratico) Pino Pisicchio e Nello Formisano (Misto), Franco Bruno (Api) Mario Borghese (Maie), Riccardo Nencini e Marco Di Lello (Psi), Mario Ferrara (Gal), Pier Ferdinando Casini, Lorenzo Dellai e Mario Mauro (Udc, Popolari per l’Italia), Silvio Berlusconi, Paolo Romani e Renato Brunetta (Forza Italia), Angelino Alfano (Nuovo centro destra).

Leggo l’elenco delle delegazioni che si sono recate alle consultazioni con Matteo Renzi e rabbrividisco: sono tutti uomini. Anche tra i 5Stelle, tra i più accesi sostenitori dell’inutilità delle politiche di genere, ben quattro uomini: Beppe Grillo, Luigi D’Inca, Vincenzo Santangelo, e Luigi di Majo. Leggi il resto »