Far lavorare le donne come gli uomini? Un vantaggio per l’intera economia

Un studio del McKinsey Global Institute quantifica una spinta aggiuntiva alla crescita del 10-20% entro il 2025

La Stampa 12.04.2016 Roberto Giovannini

Sì, lo sappiamo: gli Stati Uniti sono una cosa, e l’Italia un’altra realtà (molto diversa e molto arretrata). Però sappiamo anche che quando si guarda ai fenomeni sociali ed economici, quel che accade negli USA ci aiuta a capire che cosa accadrà tra uno o due o tre lustri anche nella nostra lontana provincia dell’Impero. E dunque, signori maschi, è bene che cominciate a regolarvi: come riporta “The Atlantic”, citando un nuovo studio del McKinsey Global Institute, prima riusciremo a raggiungere una effettiva parità di trattamento sul posto di lavoro tra uomini e donne – in termini di retribuzione effettiva, di ore lavorate, e di accesso a posti di lavoro a tempo pieno e non solo parziale – e prima potremo sperare in una accelerazione notevole della crescita economica. Di cui beneficeremmo tutti, maschietti e femminucce.
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Quello spreco di talenti e il caso delle donne scoraggiate

Corriere della sera.it La 27 ora  / 2 aprile 2016  – Maurizio Ferrara

Serve una nuova agenda di governo per il lavoro femminile

La fotografia del mercato del lavoro diffusa dall’Istat segnala una tendenza preoccupante: l’occupazione femminile è ferma. Anzi, nel mese di febbraio quasi 50.000 donne sono diventate inattive per «scoraggiamento».

Difficile trovare un posto, ma ancor più complicato conciliare le esigenze familiari con un eventuale lavoro. Le donne che restano intrappolate nella famiglia sono 2,3 milioni. Il 40 per cento possiede un diploma superiore o una laurea: uno spreco enorme di abilità e talenti. Soprattutto al Sud, dove risiede quasi la metà delle scoraggiate. Leggi il resto »

Investire nella cura conviene. Non solo alle donne

Articolo di redazione, ingenere.it del 17/12/2015
Un recente studio condotto in Turchia rivela che l’impatto di un investimento pubblico nella cura dell’infanzia sarebbe positivo non solo per le donne, ma anche per gli uomini, per le persone meno qualificate e per le famiglie più povere
Un numero crescente di ricerche e documenti di policy sottolineano il ruolo fondamentale che gli investimenti in infrastrutture sociali di cura possono svolgere nella promozione di una crescita inclusiva favorendo nel contempo l’eguaglianza di classe e di genere[1]. Leggi il resto »

Perché in Italia si fanno sempre meno figli: il ruolo della precarietà femminile

di Francesca Modena e Fabio Sabatini, 13 gennaio 2011, www.neodemos.info

È passato un mese dalla seconda Conferenza Nazionale della Famiglia. L’evento, ideato come forum per la discussione di interventi a sostegno della famiglia, ha attratto l’attenzione dei media soprattutto a causa della defezione forzata del Presidente del Consiglio in seguito al Rubygate, che ha relegato in secondo piano il programma dei lavori. Eppure i temi affrontati dalla conferenza rivestono un’importanza fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del paese, soprattutto in tempi di declino della fecondità e costante invecchiamento della popolazione. Nel complesso è emersa la necessità di aiutare le famiglie mediante misure per il sostegno del reddito (si veda in proposito anche l’articolo di Paladini su questo sito), per favorire la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, infine per la promozione del ruolo della famiglia nel sistema educativo e nella formazione di reti di mutua assistenza. Leggi il resto »