Chi ha paura di sindacA o assessorA? La guerra del linguaggio

Corriere della sera – La 27 ora  –  7 febbraio 2017    Cristina Muntoni

La battaglia che si è scatenata contro «sindaca», «assessora» e le altre declinazioni al femminile di ruoli e professioni assomiglia a quella dell’esercito dei bambini urlanti de La guerra dei bottoni. Come nel romanzo di Pergaud, gli attacchi al linguaggio di genere non vanno molto oltre le tecniche belliche infantili basate sulla derisione degli avversari. Nel libro, il metodo per ottenerla è quello di strappare i bottoni dai vestiti dei nemici e ridergli dietro mentre scappano reggendosi i pantaloni per non finire in mutande. Nella guerra contro il linguaggio di genere il livello degli attacchi non è molto più elevato. Le argomentazioni principali dell’accusa sono due: uno è estetico («Dire sindaca o assessora è brutto») e l’altro è grammaticale e consiste nel proporre una dissacrante par condicio di riflesso facendo terminare con una «o» i termini riferiti a professioni che finiscono in «a», come pediatra in «pediatro» e dentista in «dentisto». Un paradosso lessicale che, con una risata, dovrebbe seppellire la pretesa femminile di vedersi riconoscere un ruolo in campi storicamente maschili. Peccato che in gioco non ci sia un divertimento tra bambini, ma il riconoscimento di una società che cambia e che chiede un linguaggio che rispecchi questo cambiamento.

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«Tecnica, consigliera, ragioniera»Boldrini e la grammatica alla Camera

Corriere della sera – La 27 ora  7 dicembre 2016  – Monica Guerzoni

 

La «battaglia per la grammatica italiana» ingaggiata da Laura Boldrini continua, con una nuova sfida. La presidente della Camera ha avviato le procedure per declinare al femminile le cariche di tutte le dipendenti di Montecitorio. Lunedì al Palazzo dei gruppi parlamentari inizieranno le operazioni per sostituire il tesserino fotografico di riconoscimento. Via il vecchio badge e avanti con il nuovo. In nome dell’Accademia della Crusca e a dispetto dei sindacati interni, che protestano contro i nuovi «indirizzi in tema di linguaggio di genere».

Dalla prossima settimana a Montecitorio il consigliere capo servizio donna diventerà consigliera, l’interprete-traduttore si ritroverà traduttrice, il tecnico dovrà abituarsi a sentirsi chiamare tecnica e via così per il consigliere (consigliera), l’addetto stampa (addetta stampa), il documentarista bibliotecario (bibliotecaria), il ragioniere (ragioniera)… Le più infastidite sono le donne segretario parlamentare che si sono battute a lungo in passato per liberarsi di quella «a», un tempo ritenuta discriminatoria. Lo ricorda la missiva che i sindacati hanno inviato a Laura Boldrini e al segretario generale Laura Pagano, destinata fra pochi giorni a diventare segretaria generale: «Non appare superfluo ricordare che la denominazione al maschile del termine scaturisce da rivendicazioni sindacali volte a superare una concezione riduttiva di una professionalità che, fino ad allora, veniva associata alla funzione di “persona tuttofare”». Leggi il resto »

DONNE CON LA A al SALONE DEL LIBRO

Potere alla Parola al Salone Internazionale del Libro 2016

sabato 14 maggio 2016 sarà presentato all’Arena del Bookstock Village  – V padiglione  il

Progetto per le scuole promosso e ideato dal comitato SNOQ Torino in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro di Torino

ospiti:  Rachele Raus, Giusi Marchetta e David Riondino – Laura Onofri per il Comitato SeNonOraquando? Torino

presenta: Milena Boccadoro 

sarà presentato il video ideato e realizzato dai ragazzi del Centro Sperimentale di Cinematografia corso di Animazione

IV Edizione  anno scolastico 2015-2016 COMUNICARE LA DIFFERENZA  per educare al rispetto delle differenze di genere nel linguaggio

 

In italiano le parole che finiscono in “o” al femminile prendono la “a”. Restano invariate quelle che finiscono in “e” che vengono però precedute dall’articolo femminile: la giudice, la presidente. Anche se lo dice la grammatica italiana e lo sostiene l’Accademia della Crusca, si continua a far resistenza nel declinare al femminile una manciata di titoli professionali fino a poco tempo fa appannaggio solo degli uomini: non si dice ministra, deputata, prefetta ma è normale dire commessa, postina, operaia, infermiera. Leggi il resto »

Continuiamo a denunciare il linguaggio sessista

Laura Onofri

Ci risiamo, il linguaggio sessista, sia quello smaccatamente volgare che quello pieno di doppisensi e allusioni sessuali, è ormai sdoganato senza ritegno anche dagli organi di infomazione.
Marco Travaglio nell’editoriale di ieri pubblicato sul Fatto Quotidiano ha scritto:
“Ieri Matteo Renzi, in grandi ambasce per Mariaele che in quel mentre veniva trivellata dai pm di Potenza…”.

Continuiamo a denunciare e a stigmatizzare questi episodi, purtroppo sempre più frequenti…direi quotidiani, da qualunque parte politica e da qualunque organo di informazione provengano e continueremo a farlo.

Siamo scese in piazza il 13 febbraio del 2011 per denunciare quanto la dignità delle donne fosse stata lesa in quegli anni e quanto fosse distorta l’immagine della donna. Sono passati 5 anni ma su questo fronte non sono stati fatti grandi passi avanti…anzi!

Non smetteremo di farci sentire chiedendo prima di tutto alla classe politica di rispettare le donne tutte e sempre, e all’informazione, che ha un ruolo fondamentale nella formazione dei modelli culturali, di essere più attenta: la discriminazione nei confronti delle donne, ancora purtroppo radicata nel nostro Paese, inizia proprio dal linguaggio!

IO PARLO E NON DISCRIMINO

Presentazione della Carta di Intenti “Io Parlo e non Discrimino”

8 MARZO 2016 Ore 9.00 – 13.00 Cavallerizza Reale – Aula Magna Via Verdi, 9 – Torino

9.00 – 9.15 Registrazione partecipanti 9.15 –

10.30 La Carta di Intenti “Io Parlo e Non Discrimino” La parola agli Enti promotori :

Piero Fassino, Sindaco della Città di Torino e della Città metropolitana di Torino

Laura Onofri, Presidente Commissione Consiliare Diritti e Pari Opportunità della Città di Torino

Ilda Curti, Assessora alle Politiche di Pari Opportunità della Città di Torino

Lucia Centillo, Consigliera delegata Diritti Sociali e Parità, Welfare della Città metropolitana di Torino

Monica Cerutti, Assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte

Silvia Giorcelli, Università degli Studi di Torino

Mauro Laus, Presidente del Consiglio regionale del Piemonte

10.30 -13.00 La costruzione sociale della realtà attraverso il linguaggio: (nonostante le) istruzioni per l’uso

Cecilia Robustelli, Università di Modena e Reggio Emilia e Accademia della Crusca,                                                 “Lingua italiana, rappresentazione di donne e uomini nella società e discriminazione: una questione culturale”

Claudia Padovani, Centro di Ricerca Studi di Genere (CIRSG), Università di Padova, coordinatrice per l’Italia del Global Media Monitoring Project,                                                                                                                                   “L’informazione e le sfide dell’eguaglianza di genere: Global Media Monitoring Project 2015”

Maria Mussi Bollini, Presidente della Commissione Pari Opportunità RAI,                                                                   “Le Pari opportunità vanno in onda”. Proiezione di video tratti dall’archivio Teche RAI

Dibattito

Modera Milena Boccadoro, Giornalista RAI

per maggiori informazioni clicca qui:

http://www.irma-torino.it/it/index.php/carta-di-intenti