Ebru Timtik è morta, ma è immortale, come la sua battaglia.

Pubblichiamo la lettera che NOI RETE DONNE ha trasmesso all’Ambasciatore della Repubblica di Turchia in Italia, Murat Salim Esenli.  

Ebru Timtik è morta. Il 27 agosto 2020, dopo 238 giorni di sciopero della fame, iniziato nel gennaio 2020. Ebru Timtik era in stato di detenzione dal 2018, a seguito di un processo farsa -di cui non accettava né la competenza né la decisione – accusata di reati di terrorismo (appartenenza ad una organizzazione criminale) e condannata a 13 anni e sei mesi di reclusione.

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Ebru Timtik si è lasciata morire per difendere diritti e libertà

Il Dubbio 29 agosto 2020 FRANCESCO CAIA E ROBERTO GIOVENE DI GIRASOLE

ERA IN PRIGIONE DOPO UN PROCESSO FARSA IN CUI LO STATO DI DIRITTO È STATO UMILIATO

Se la morte di un detenuto in carcere, sia pure condannato in via definitiva, al termine di un processo equo per il peggiore dei delitti, segna comunque un fallimento dello Stato e la negazione del principio della funzione rieducativa della pena, quando a finire i propri giorni dietro le sbarre è un cittadino condannato ingiustamente, al termine di un processo celebrato in spregio ai più elementari diritti della difesa e ai principi fondamentali del giusto processo, siamo di fronte ad una delle peggiori violazioni dei diritti umani, alla negazione totale dello stato di diritto. È quanto è accaduto in Turchia il 27 agosto scorso, con la morte dell’ avvocata Ebru Timtik. In stato di detenzione dal 2018, è morta dopo 238 giorni di sciopero della fame.

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