Anche questa volta tutti uomini?

Nei prossimi giorni il Consiglio Regionale del Piemonte sceglierà le delegate e i delegati che rappresenteranno la nostra Regione alle elezioni per la Presidenza della Repubblica Italiana.

Il Presidente della Repubblica, come prescritto dall’articolo 83 della Costituzione Italiana, viene «eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.

All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato.

Grandi elettori sono tutti coloro che costituiscono il collegio che eleggerà il Presidente della Repubblica. Ovvero, i senatori, i deputati e i58 rappresentanti delle Regioni.

In un momento così difficile per la nostra Repubblica, riteniamo che sia oltre che doveroso, assolutamente necessario,  tenere conto del punto di vista di entrambi i generi nella scelta nomina della più alta carica istituzionale dello Stato.

Reclamiamo  pertanto  che in questo delicato passaggio istituzionale si assicuri una rappresentanza della nostra Regione che valorizzi adeguatamente la presenza delle donne.

 Le iniziative di sensibilizzazione e le manifestazioni organizzate da Se Non Ora Quando? e dalle altre associazioni delle donne negli ultimi anni in tutta Italia, hanno portato questo tema alla attenzione della opinione pubblica che è ormai consapevole che la presenza delle donne è indispensabile alla crescita economica civile e sociale del paese e vuole vederlo riconosciuto non solo a  parole, ma anche nei fatti.

Il Comitato di Torino di Se Non Ora Quando? sollecita  le consigliere e i consiglieri del Piemonte ad assumere la responsabilità della rappresentanza del nostro territorio riconoscendo l’importanza del contributo delle donne.

 

SE NON ORA QUANDO? – Comitato di Torino

“Se crescono le donne cresce il paese”

Il  Comitato di Torino  di  “Se non ora quando?” vi invita a partecipare all’incontro:

 

“Se crescono le donne cresce il paese”

 

il 20 febbraio alle ore 20,30 alla Sala Conferenze del Museo Regionale delle Scienze

via Giolitti 36 – Torino

 

sarà un confronto con le/i candidate/i  delle liste più rappresentative  presenti alle prossime elezioni politiche su temi quali:  democrazia paritaria, welfare,  diritti civili, violenza domestica,  legalità, trasparenza della politica.

Si aprirà con il video della prima campagna nazionale a favore di un’effettiva democrazia paritaria: “Se crescono le donne, cresce il Paese”.


Saranno presentate le nostre richieste, contenute nell’appello rivolto da “SeNonOraQuando?” a tutte le forze politiche e su questi temi saranno rivolte alle/ai  candidate/i domande da parte di giornalisti.


Vi invitiamo a partecipare!

 

 

Puglia: affossata legge 50 e 50

Con voto segreto il Consiglio regionale ha bocciato la proposta di legge di iniziativa popolare con 30mila firme. Il comunicato del comitato promotore.

Ieri, 27 novembre, è successa una cosa gravissima: il Consiglio Regionale della Puglia ha bocciato a voto segreto la Proposta di Legge di iniziativa popolare ’50 e 50′. 30 rappresentanti – evidentemente non più del popolo – hanno tolto la parola a 30.000 cittadine e cittadini pugliesi.
Il Consiglio Regionale ha perso un’occasione storica: rendersi protagonista di una rivoluzione culturale. Se la legge fosse stata approvata si sarebbe stabilito un precedente unico e valido per tutta l’Italia.

La vergogna di quanto accaduto e’ stata sancita attraverso la scelta del voto segreto proposta da 6 consiglieri di minoranza ( Zullo, Gatta, Camporeale, Sala, Marti, Boccardi ) che, in questa maniera, hanno dimostrato di non avere nemmeno il coraggio di esprimere in modo palese la propria scelta. Questa mancata assunzione di responsabilità si e’ cosi’ tradotta in un voto che ha trasversalmente legato opposizione e maggioranza dimostrando l’arretratezza culturale e politica che permea le nostre istituzioni, non a caso prevalentemente maschili.
Durante la discussione che c’è stata in Aula abbiamo ascoltato argomentazioni becere e misogine.

“La politica e’ una cosa solo per uomini”, ” una donna di Santa Maria di Leuca non potrebbe guidare fino a Bari per partecipare ai lavori del Consiglio Regionale” , ” bisogna rispettare la nostra sensibilità di fronte alle forme di coercizione delle masse urlanti” (Gatta- PDL), ” ci devono essere le condizioni reali per favorire la presenza delle nostre donne in consiglio e in politica” ( Negro-UDC) , ” non fa parte della democrazia compiuta” ( Mazza – IDV ) . Oppure anche ” le donne sono tante e dappertutto: basta andare negli ospedali, nelle scuole, nei tribunali”. Queste alcune delle frasi dette e che descrivono le donne come “minus habens: abbiamo ascoltato bugie e visto tanto livore nei confronti delle donne . Possiamo dire che oggi abbiamo avuto evidenza delle tracce culturali che portano diritto al femminicidio.

Il Comitato Promotore “50 e 50 Magda Terrevoli, Portavoce del Comitato promotore legge di iniziativa popolare doppia preferenza

RIVOLUZIONE ROSA in Algeria

In Algeria,  alle elezioni politiche del 10 maggio   sono state elette 148 donne su 462 parlamentari.

Quasi un parlamentare su tre in Algeria sarà donna: con le elezioni politiche del 10 maggio al Parlamento entreranno 148 donne su 462 parlamentari, il 32%. Un risultato record,  nella storia del  paese nord-africano, che un così gran numero di donne venga eletto in Parlamento.

Un record che  fa impallidire  l’Italia: alla Camera le deputate sono il 17,1% sul totale, mentre al Senato solo il 14%.

Il risultato è stato possibile anche grazie alla recente riforma elettorale, che ha imposto ai partiti una quota rosa del 30% tra i candidati e all’impegno delle formazioni politiche di  inserire in lista il maggior numero possibile di donne. Il partito ad aver eletto il maggior numero di deputate è quello di governo Fln con 68 parlamentari, seguito dal Rnd con 23 e il cartello di partiti islamici con 17.

“Se crescono le donne, cresce il Paese!”

“Se  crescono le donne, cresce il Paese!”   di Laura Onofri

“Ma come è bello andare in giro per i colli bolognesi….” cantava  Cesare Cremonini!

Io dico ma come è bello andare in giro per i colli piemontesi  a sostenere le donne che hanno deciso di candidarsi.

Questo fine settimana   qualcuna di noi  lo ha passato in giro nei comuni delle province del Piemonte che andranno al voto il 6 e 7 maggio.

Quanta ricchezza di idee, di creatività, di entusiasmo ci hanno trasmesso le amiche che si sono messe in gioco  e  con mille difficoltà e poche risorse, solo come le donne sanno fare,  hanno organizzato iniziative piene di contenuti, ispirate da una passione autentica e da una voglia di affermare che alle donne la bella politica piace.

Sono riuscite ad avere al loro fianco  uomini lungimiranti che hanno capito che  raggiungere un’equa rappresentanza nel governo della città  non è solo colmare un deficit di democrazia , ma è migliorare la politica e la buona amministrazione. Per questo si sono impegnati come candidati sindaci a garantire, se saranno eletti,  una rappresentanza paritaria nella Giunta e negli incarichi di secondo livello delle società partecipate.

Ad Acqui Terme, Asti e San Maurizio Canavese abbiamo capito che tutte  insieme possiamo lavorare  perché… “Se crescono le donne, cresce il Paese!”