Ristabilire l’ordine naturale? Una minaccia per i diritti umani in materia di sessualità e riproduzione in Europa

Il CIRSDe – Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere, il CUG – Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Torino e Se Non Ora Quando? – Torino sono lieti di invitarvi al seminario

Ristabilire l’ordine naturale? Una minaccia per i diritti umani in materia di sessualità e riproduzione in Europa

che si svolgerà lunedì 20 maggio 2019 alle ore 14.30 presso la Sala Lauree grande Blu del Campus Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena 100, Torino).

Nell’estate del 2017, un documento dal titolo Ristabilire l’ordine naturale. Un’Agenda per l’Europa è arrivato all’attenzione del Forum Parlamentare Europeo sulla popolazione e sullo sviluppo. Il testo è comparso sul blog di Agenda Europa, una rete di mobilitazione che ha come obiettivo limitare la libertà delle donne nell’ambito della riproduzione, della sessualità, e della vita in generale, e per sostenere forti antagonismi nei confronti delle persone LGBTQ.

La pubblicazione  è stata tradotta in italiano da SeNonOraQuando? – Torino che ha presentato  il documento per la prima volta in Italia durante la contromanifestazione svoltasi in contemporanea al Congresso delle Famiglie di Verona e organizzata da molte associazioni per i diritti delle donne e per i diritti LGBTQ+.

In ogni paese europeo  si delineano  attività politiche  ben illustrate  nel documento  che  si stanno realizzando per promuovere il manifesto “Restaurare l’ordine naturale”;  a volte con successo a volte no.  In Italia alcune di queste azioni come nuove proposte di legge per sradicare leggi di civiltà, o approvarne di nuove per la restaurazione di questo fantomatico “ordine naturale”, sono già state intraprese da forze politiche del nuovo Parlamento e dal governo insediato un anno fa, forze che hanno stretto un’alleanza con gli attori italiani di Agenda Europa, come plasticamente sì è potuto vedere a Verona, al Congresso mondiale delle famiglie.


Per informazionicirsde@unito.it | +39 011 670 3129 

Iscrizioni: https://www.cirsde.unito.it/it/node/1472 

Unicamente per gli avvocati e le avvocate del Foro di Torino la partecipazione al seminario comporterà l’attribuzione di due crediti formativi, per ottenere i quali bisognerà iscriversi al seguente link: https://www.cirsde.unito.it/it/node/1477

La crociata contro la parità

In.Genere   18/04/2019    Sian Norris

SPECIALE EUROPA. Romania, Ungheria, Polonia: la guerra alla parità è partita dall’Europa orientale e centrale e lentamente si sta diffondendo sostenuta dalle chiese e dai governi conservatori e populisti

L’EUROPA È UN’AVVENTURA

“L’Europa non è qualcosa che si scopre, bensì una missione, qualcosa da fare, creare, costruire.”   Zygmunt Bauman

LE DONNE PER LA DIFESA DELLA SOCIETÀ CIVILE

In collaborazione con i Giovani Federalisti Europei

Propongono un ciclo d’incontri sull’Europa

EUROPA

Cosa chiede? Cosa offre?

WELFARE-SCIENZA-AMBIENTE

Mercoledì 2 maggio 2018, ore 17-19

Casa del quartiere San Salvario

via Morgari 14

                                                                                             

23 Aprile 2018 | Tags: |

Non è un paese per nonne

in.Genere   2 ottobre 2017

Ieri la giornata internazionale degli anziani, oggi la festa dei nonni, e l’Eurostat diffonde i numeri sugli ultraottantenni. In Europa sono ancora soprattutto donne (64%), e tra i paesi Ue è l’Italia a registrare la percentuale più alta di anziani sul totale della popolazione (6,7% seguita da Grecia, Spagna e Portogallo), segno che i giovani se ne vanno e che le nascite sono sempre meno.

In compenso, gli ultraottantenni in Italia hanno un’aspettativa di vita inferiore a paesi come la Francia o la Spagna. Insomma, le nonne italiane stanno un po’ meno bene di quanto pensiamo. E a farne le spese sarà ancora una volta la “generazione sandwich“, quella delle cinquantenni alle prese con figli non ancora autonomi e genitori di cui prendersi cura.

Verso un’equa condivisione Il Social Pillar dell’Europa

in.Genere     29 giugno 2017                     Valeria Viale

Il divario occupazionale tra donne e uomini è dell’11,6% e costa all’Europa 370 miliardi di euro ogni anno. Con l’approvazione del Social Pillar l’Ue propone una serie di misure per affrontare una sfida che non è solo culturale ma fiscale

A distanza di anni dall’inizio della discussione che ha portato all’approvazione del Social Pillar, il Pilastro europeo sui diritti sociali, Valeria Viale racconta il primo passo di un percorso che continueremo a seguire su inGenere in tutte le sue conquiste e contraddizioni.

Il 26 aprile 2017 la Commissione europea ha pubblicato lo European Pillar of Social Rights, proposta a lungo attesa con la quale l’Ue mostra tutta la sua intenzione di rafforzare l’implementazione dei diritti sociali in tutti gli Stati membri. Scopo del Pilastro è quello di essere guida efficiente verso nuovi tassi di occupazione e di rispondere alle sfide cui l’Unione è chiamata in tema di diritti sociali. 20 i principi chiave raccolti in tre macro ambiti: pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, eque condizioni di lavoro, inclusione e protezione sociale.

Nell’ambito del Pilastro europeo dei diritti sociali, la Commissione ha presentato una serie di iniziative legislative e non legislative concernenti l’equilibrio tra attività professionale e vita privata. “Viviamo nel XXI secolo e il nostro atteggiamento nei confronti della vita e del lavoro, delle donne e degli uomini deve essere al passo con i tempi. Le nostre figlie e i nostri figli non dovrebbero essere tenuti ad aderire ai modelli dei nostri nonni. Non esiste un solo ‘giusto equilibrio’: si tratta di scelte. È ora che diamo a tutti la possibilità di scegliere davvero come desiderano plasmare la propria esistenza, crescendo i figli, dedicandosi alla carriera, occupandosi dei familiari anziani, vivendo la propria vita.” ha dichiarato il primo Vicepresidente Frans Timmermans nel giorno della presentazione del pacchetto. Leggi il resto »