Passa la risoluzione Tarabella su uguaglianza di genere, ma passa anche l’emendamento PPE

Laura Onofri

Passa la risoluzione, non legislativa, Tarabella che invita l’Unione a migliorare le politiche per raggiungere la parità tra donne e uomini, ma passa anche l’emendamento PPE che ribadisce che sanità e diritti sessuali e riproduttivi sono di competenza dei singoli Stati.

La risoluzione è un passo fondamentale per cercare di raggiungere l’eguaglianza in molti ambiti della società e per il contrasto alla violenza sulle donne. I deputati (441 voti favorevoli, 205 contrari e 52 astensioni), esortano gli Stati membri , nell’ambito della disciplina del lavoro ad
-applicare pienamente la direttiva relativa all’attuazione del principio della parità di trattamento e di pari opportunità di uomini e donne in materia di occupazione e impiego;
-sbloccare i progetti di legge sulle quote femminili nei consigli di amministrazione e promuovere le politiche educative che incoraggiano le donne a scegliere carriere nel campo della scienza e nella tecnologia dell’informazione e delle telecomunicazioni (TIC);
-affrontare le problematiche delle donne che lavorano a tempo parziale, del lavoro sotto-retribuito e precario e garantire che siano assicurate cure di qualità ai bambini e alle persone non autosufficienti. Leggi il resto »

“La parità di genere e i diritti umani non sono negoziabili”

La Stampa 30 maggio 2014 – Laura Preite

Intervista a Soraya Post, prima europarlamentare di un partito dichiaratamente femminista

In Svezia il partito femminista, Iniziativa femminista (Feministiskt Initiativ) ha gareggiato per la prima volta alle europee raggiungendo il 5,3% dei voti. Hanno eletto lei, Soraya Post, 57 anni, d’origine rom, ma svedese dalla nascita, attivista e ora prima parlamentare di un partito dichiaratamente femminista a sedere a Bruxelles. Leggi il resto »

Se l’Europa dell’austerity dimentica le donne – Chiara Saraceno

La Repubblica 21 maggio 2014

Negli ultimi anni, l’Europa ha lasciato in secondo piano le politiche per la parità di genere che hanno da sempre contraddistinto la sua storia. E in Italia il peso delle differenze uomo-donna e della scarsità di servizi per i genitori si fanno sentire anche di più

INTRODURRE nella politica europea una maggiore e più sistematica attenzione per i problemi che affrontano quotidianamente le donne nel vedersi riconosciute le proprie capacità e aspirazioni, nel conciliare lavoro remunerato e responsabilità di cura, nell’assicurarsi che le condizioni di crescita dei figli siano adeguate e che la fragilità dei loro genitori anziani possa essere vissuta con dignità e così via non farebbe bene solo alle donne. Aiuterebbe anche a riorientare la politica europea, ridando vita a quel modello sociale europeo che sembra uscito dall’orizzonte motivazionale e dagli obiettivi della politica europea negli anni dell’austerity. Leggi il resto »

Finanziamenti e progettazione per il Terzo Settore : l’Europa è di casa?

Pubblichiamo un interessante articolo della Dott.ssa Rosanna Paradiso
Presidente Tampep onlus

Finanziamenti e progettazione per il Terzo Settore : l’Europa è di casa?
La crisi Internazionale, i processi di globalizzazione economici e culturali hanno sviluppato in anni recenti la necessità di rivolgere lo sguardo ai Fondi Europei come una risorsa che, poco alla volta, sostituisce quelle Nazionali sempre più scarse. La difficoltà a reperire finanziamenti a livello locale ha spinto il Terzo Settore a orientarsi verso i bandi Europei. I programmi dell’UE rivolti al Non Profit sono infatti di varia natura (salute, sociale, parità, cooperazione allo sviluppo, cultura, giustizia, educazione, ambiente, diritti umani, ecc). Leggi il resto »

Un’Europa dei diritti per donne e uomini, da migliorare non da distruggere

di Stefanella Campana – La Stampa 19 maggio 2014

Si possono votare 2 donne in lista per un Parlamento europeo paritario. “Se crescono le donne cresce l’Europa”

Con il voto di domenica 25 maggio gli italiani sceglieranno 73 europarlamentari, di questi venti nel Nord Ovest. Si possono esprimere fino a 3 preferenze e entrambi i sessi devono essere rappresentati, ma se le preferenze sono due possono essere scelte anche solo due donne. Si riuscirà così a portare la parità, facendo salire quel 34,6% di donne dell’ultimo Parlamento europeo (il 25% di italiane)? E’ urgente un riequilibrio di genere anche del Parlamento Europeo. In un momento così difficile di grave crisi finanziaria ed economica non si possono scrivere le politiche sociali ed economiche che coinvolgono milioni di persone senza le competenze delle donne. Serve un segnale di rinnovamento sulle sfide future per trovare soluzioni a una estesa disoccupazione, a povertà e esclusione sociale dalle proporzioni scioccanti, per far tornare la coesione sociale e la solidarietà assi portanti del dibattito politico europeo e quindi per andare verso una vera e propria Unione sociale europea. Un’Europa attenta al benessere delle persone, donne e uomini, e non solo agli interessi della finanza.

Da Bruxelles sono arrivate molte spinte innovatrici, anche sulla parità. Tra l’altro, il Parlamento europeo ha creato nel 2007 l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (ha sede a Vilnius, in Lituania) per promuovere la parità tra i sessi e combattere le discriminazioni di genere. Dal 2013 si è dotato di un Centro di documentazione che fornisce utili indicatori in tutti i campi per evidenziare le diseguaglianze sociali. L’Europa non è un’entità lontana, ma incide sulla nostra vita quotidiana e possiamo far valere la nostra opinione con il voto, tanto più che per la prima volta la scelta del Presidente della Commissione europea dipende dalle elezioni. Un’occasione per una svolta, per un’Europa dei popoli, laica e dei diritti per tutti, donne e uomini. Tra i tanti appelli anche quello di Snoq-libere che chiede: composizione paritaria della Commissione europea, rigorosi principi di etica pubblica, un uso più efficace dei fondi europei, politiche degli stati membri a favore del lavoro delle donne attraverso sviluppo dei servizi alle persone e alla famiglia, fine delle disparità retributive e pensionistiche, strategia europea contro la violenza, uguaglianza tra donne e uomini senza cancellare la loro differenza. “Non intendiamo lasciare l’Europa a chi vuole distruggerla. La politica delle donne costruisca una nuova Europa, una democrazia e una crescita che tengano conto delle esigenze e aspirazioni delle donne. Votiamo partiti europeisti e scegliamo due donne nelle liste”. Per questo è importante conoscere chi avrà il compito di decidere le politiche europee. Snoq-Torino ha invitato per mercoledì (ore 20, Fondazione dell’Avvocatura, via S. Maria 1) i-le candidati-e di tutte le liste che parteciperanno alla prossima competizione elettorale al dibattito “SE CRESCONO LE DONNE CRESCE L’EUROPA”.