Molestie, lettera aperta di 100 giornaliste italiane: “E’ ora di cambiare. Noi ci siamo”

La Stampa  4 febbraio 2018

Pubblichiamo il documento di sostegno all’appello #DissensoComune

Oltre cento giornaliste italiane delle testate televisive, web e carta stampata hanno firmato una lettera per sostenere l’appello-manifesto lanciato nei giorni scorsi con #DissensoComune dalle donne del Cinema e dello Spettacolo che, a partire dalle denunce di molestie sessuali fatte da alcune di loro, affermano la necessità di un cambiamento del sistema culturale strutturato secondo il modello maschile in ogni settore della società. «È ora di cambiare. Noi ci siamo» scrivono, chiedendo «a direttori e ai colleghi di sostenere questa battaglia di civiltà». 

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Primavere arabe: quali germogli?

giovedì 15 maggio alle ore 21 al Circolo dei lettori

Incontro sulla libertà di stampa e realtà femminile con le giornaliste egiziane Ethar El Katatney (Al Jazeera) e Nadine El Sayed (19TwentyThree) organizzato a Torino dal Caffè dei Giornalisti il 15 maggio

A tre anni dalle primavere arabe sono molti gli eventi che si sono susseguiti e i cambiamenti nei territori arrivati alla ribalta per la scia rivoluzionaria che li aveva coinvolti. Un fenomeno complesso, sia sul piano politico che su quello sociale, in cui media e ruolo femminile hanno avuto uno spazio decisivo.

Il Caffè dei Giornalisti organizza un incontro giovedì 15 maggio alle ore 21 al Circolo dei lettori, con le giornaliste egiziane Ethar El Katatney (Al Jazeera) e Nadine El Sayed (19TwentyThree). Introduce Rosita Ferrato, giornalista e presidente del Caffè dei Giornalisti. Modera la giornalista Stefanella Campana. Leggi il resto »

DONNE, GENERE E GIORNALI

Donne Genere e Giornali

Il Coordinamento delle donne giornaliste del Piemonte e della Valle d’Aosta (1977 -1982)

Giovedì 13 giugno 2013 – ore 16.30

Palazzo Lascaris – Sala Viglione – Via Alfieri, 15 Torino

Linguaggi e rappresentazione delle donne nei mezzi d’informazione, tra ieri e oggi.
In dialogo con le e gli studenti del Master in giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università degli Studi di Torino.
Intervengono:
Anna Bravo  saggista e storica
Stefanella Campana   giornalista
Paola Marchi curatrice del volume
Carlotta Sartorio Presidente della Commissione regionale Pari Opportunità tra donne e uomini
Donatella Sasso ricercatrice dell’Istituto Gaetano Salvemini
Modera:
Valeria Palumbo giornalista e storica

 

Cronaca sessista e irrispettosa: l’Ordine interviene

Sul giornale dettagli sulla vita sessuale di una donna di 65 anni, vittima di femminicidio a Merano: la reazione dell’Ordine del Trentino Alto Adige.

Redazione di GiULiA Giornaliste

Venerdì 10 Agosto 2012 23:33

 

Trento, 25 luglio 2012

Ai direttori e alle direttrici

delle testate ed emittenti

del Trentino-Alto Adige/Südtirol

Cari direttori e direttrici,

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige esprime a tutti i colleghi la sollecitazione ad utilizzare nel loro lavoro un linguaggio che sia attento e non lesivo della sensibilità dei lettori e degli ascoltatori soprattutto nel trattare argomenti legati alla cronaca nera. In particolare nell’affrontare notizie, purtroppo sempre più frequenti, che riguardano violenze subite dalle donne.

Nell’esprimere questa sollecitazione il Consiglio dell’Ordine ha tenuto conto delle osservazioni pervenute da parte delle operatrici dei Centri antiviolenza e Casa delle donne, dal movimento locale di Se Non Ora Quando, a seguito delle cronache del recente omicidio di una donna nel Meranese. Cronache che in qualche caso sono state giudicate “irrispettosa sulle presunte abitudini sessuali della vittima” e contenenti “considerazioni moralistiche di stampo sessista sulla sua sfera privata”.

Il Consiglio dell’Ordine ritiene l’alto numero di “femminicidi” in Italia (gli omicidi in cui le donne vengono uccise dai loro compagni o ex compagni, perché si oppongono alla loro volontà) un dato sociale allarmante, frutto di pregiudizi sociali e culturali che i giornalisti possono e debbono contribuire a rimuovere.

Intende quindi accogliere la sollecitazione, che arriva dalla società civile, di un’assunzione di responsabilità da parte dei media nel fare informazione con maggiore rispetto alla dignità femminile e senza differenze moralistiche tra uomo e donna. Una sollecitazione in questo senso è espressa anche nel Decalogo della IFJ (International Federation of Journalists), sottoscritto anche dalla Fnsi nel 2008 a Bruxelles.

Consapevole che i salti culturali non si fanno con atti prescrittivi e censori ma con la buona volontà, il Consiglio invita pertanto i colleghi e le colleghe, i direttori e le direttrici, a porre maggiore attenzione e controllo all’uso di un linguaggio rispettoso e non sessualmente discriminante nell’informare sui fatti di cronaca che attengono allo stalking, alla violenza e alle uccisioni di donne.

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti

del Trentino-Alto Adige/Südtirol

Link articolo: http://giulia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=32197&typeb=0

Contro il Codice Rocco dell’informazione

Pubblichiamo l’intervento di Marta Genova, a nome di GiULiA, alla manifestazione di Palermo contro il femminicidio. La stampa non affossi i delitti nei luoghi comuni.

Redazione di GiULiA Giornaliste

Sabato 21 Luglio 2012 11:04

 
“I due amanti diabolici”, “delitto passionale” : titolano così quasi tutti i giornali siciliani. Maria Anastasi, 39 anni, madre di tre figli e al nono mese di gravidanza, viene uccisa per la seconda volta, dall’informazione.

Si arriva a pubblicare la foto sorridente del profilo Facebook di Giovanna Purpura, l’amante del marito che l’ha presumibilmente assassinata, mentre qualcun altro mostra il cadavere carbonizzato di Maria Anastasi.

Giorno dopo giorno, Maria Anastasi viene cancellata, dimenticata. Ll’attenzione dei media siciliani si concentra sul presunto triangolo amoroso: vittima, marito, amante. Sullo scambio di accuse tra il marito e l’amante. E persino sulla rivalità, sulla sfida dei criminologi che assistono il marito – Roberta Buzzone – e l’amante – Francesco Bruno.

Della vittima, di Maria, nulla si dice, nulla si racconta. Era successo così anche per Vanessa Scialfa, 22 anni, gettata dal cavalcavia il 27 aprile a Enna, dal compagno.

Era successo anche a Stefania Noce, 24 anni, uccisa a coletallate il 27 dicembre a Licodia Eubea, in provincia di Catania, dall’ex fidanzato: non una parola abbiamo letto sui giornali siciliani sulla straripante voglia di vivere e di lottare per i diritti delle donne di Stefania… Del suo impegno, abbiamo saputo solo dai blog degli amici.

E a ogni omicidio di donna, sull’informazione si riparte da zero. Come se non fossero tutti l’orrendo serial di una stessa scia di sangue.

E’ ora di dire basta. L’informazione deve cambiare, adesso!

Lo chiedono le donne e lo chiediamo noi giornaliste di GIULIA, la rete delle giornaliste unite libere autonome. Non vogliamo più leggere “delitto passionale”, “raptus di follia”, “non sopportava di essere lasciato”, o titoli come: “l’ex confessa: la amavo più della mia vita”. “Gelosia”, “passione”, “amore” diventano facile movente e persino attenuante. Almeno nella considerazione e condanna sociale. Del resto abbiamo aspettato il 1981 perché le attenuanti previste dal Codice Rocco al delitto d’onore venissero abrogate.

Non si agisce per raptus o peggio per amore, noi lo sappiamo! il movente è criminale, non passionale! A uccidere non sono uomini che amano le donne ma che odiano le donne, che non tollerano la loro libertà e che ne vogliono disporre come oggetti di possesso.

Ecco perché l’informazione deve cambiare e recuperare la sua funzione sociale: perché altrimenti non cambierà la cultura e la percezione sociale del fenomeno: una silenziosa strage di donne.

L’azione di GIULIA comincia a produrre cambiamenti, lo vediamo, soprattutto nella stampa nazionale dove sempre più di frequente si legge la parola “femmicidio”. Ma non basta: il cambiamento deve essere più profondo e pervasivo, e deve arrivare anche in periferia. E GIULIA Sicilia continuerà a battersi per questo anche presentando esposti all’Ordine dei giornalisti siciliani nei casi di gravi violazioni.

Link articolo: http://giulia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=30853&typeb=0&Contro-il-Codice-Rocco-dell-informazione