La svolta di Goldman Sachs: nessun investimento in aziende senza dirigenti donne. A che punto siamo in Italia?

Open 30 gennaio 2020 – Felice Florio

Le quote di genere previste o obbligatorie nelle società in borsa sono sempre più alte. In alcune aree del mondo il passaggio culturale è più lento; l’Italia, invece, per una volta può essere considerata tra i Paesi più virtuosi al mondo

La banca d’affari americana ha preso una decisione epocale: nessun collocamento, nessuna partecipazione in tutte le società i cui consigli d’amministrazione sono composti solo da maschi bianchi, ignorando la presenza di donne o di altre minoranze. Una decisione che diventerà effettiva a partire dal prossimo luglio e varrà soltanto per l’Europa e gli Stati Uniti.

La dichiarazione del ceo di Goldman Sachs, David Solomon, avrà le sue conseguenze nel mercato azionario americano: la banca d’affari è l’istituto che sottoscrive la maggior parte delle offerte pubbliche iniziali a Wall Street e tutte le società che contano di sbarcare in borsa cercano un appoggio della banca. È probabile che molte aziende si adegueranno alle nuove disposizioni di Goldman Sachs, ovvero avere nel cda almeno due membri rappresentativi di minoranze.

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